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Aggiornamento sul film di Breaking Bad

8 Nov

Io avevo pianificato di non far uscire articoli questa settimana, tant’è vero che quello che avevo scritto sul film di Breaking Bad lo avevo programmato per la prossima.

Tuttavia, quell’articolo si basava sul fatto che non avremmo avuto notizie per un po’, visto che difficilmente arrivano notizia grandi dopo l’annuncio di un film.

Invece, è stato rivelato che il film in questione è un sequel, e che il protagonista è Jesse Pinkman, interpretato nuovamente da Aaron Paul.

Per questo, ho fatto il post che state vedendo per parlare di come abbiano deciso quindi di collegarsi a doppio filo alla serie, in un modo simile a Better Call Saul. Staremo a vedere cosa osserveremo nel film.

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Un film ambientato nel mondo di Breaking Bad è in arrivo?

7 Nov

Vince Gilligan ha annunciato pochi giorni fa di essere in lavorazione per un film ambientato nel mondo di Breaking Bad avente per protagonista un uomo rapito in New Mexico che cerca di liberarsi e fuggire.

Fin qui, nulla di strano: mi piace moltissimo l’idea che il franchise possa evolversi sempre più, espandendosi a macchia d’olio.

Tuttavia, i siti online hanno trattato la notizia come se avesse detto che il film fosse su Breaking Bad, e quindi tutti a dire che non sembra una buona idea, che la serie si è conclusa nel migliore dei modi, che un prequel non avrebbe neanche senso visto che c’è Better Call Saul, ma forse neanche tanto un sequel, visto che non potrebbero raccontare di Walter White e Jesse Pinkman.

Secondo me, invece, ha senso, perché, ripeto, si parla del mondo di Breaking Bad, che è protagonista della serie tanto quanto Walt e Jesse.

Albuquerque è stata sviluppata a dovere, con personaggi ben caratterizzati, luoghi ormai divenuti familiari ai fan.

Inoltre, sta a Gilligan decidere quanto il film possa essere collegato agli eventi delle sue due serie.

Magari, il protagonista è rapito da qualcuno che abbiamo visto in Breaking Bad, oppure il collegamento si limita ad un cammeo (tipo, serve una radiologa, ed appare Marie Schrader). Anzi, nulla gli vieta di fare come Tarantino e collegare il film alle due serie in maniera sottile: un riferimento ai Salamanca, qualcuno che ha perso dei cari nell’incidente aereo, oppure … ok, mi viene difficilissimo fare riferimenti alla serie senza temere che siano spoiler!

Comunque, penso che abbiate capito il mio concetto: solo perché il film è ambientato nel mondo di Breaking Bad, non significa che debba per forza esserne collegato. Se volete qualcosa che amplifichi l’universo della serie, allora in quel caso ci sta che andiate a guardare Better Call Saul.

Per il resto, attenderemo notizie circa il film.

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“Ho vinto io”

4 Nov

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Better Call Saul: come raccontare l’inizio del mondo di una serie

3 Nov

Breaking Bad, andata in onda tra il 2008 ed il 2013, è considerata una delle migliori serie televisive mai scritte, soprattutto per la coerenza e costanza con cui tratta ogni singolo aspetto dei personaggi e del mondo che li circonda.

Per questo, quando, nel 2015, ha avuto inizio Better Call Saul, spin-off dedicato a uno dei personaggi più amati della serie madre, in molti temevano che si sarebbe trattato dell’ennesimo spin-off fallimentare che tante serie hanno avuto. Pensate a Joey, spin-off di Friends, oppure a Scrubs-Med School, talmente fallimentare che la sua unica stagione è venduta in DVD come se fosse “la nona stagione di Scrubs”.

Invece, Better Call Saul ha saputo rivelarsi una serie degna di essere legata a Breaking Bad con cast e staff dietro le quinte, e lo ha fatto per un motivo semplice: il suo volerti raccontare le origini del mondo della serie madre.

Nel corso delle puntate, tu segui le vicissitudini dell’avvocato che, poi, diventerà Saul Goodman, ma, in parallelo, tu osservi cosa succede nel mondo della criminalità di Albuquerque, andando ad incontrare personaggi storici della prima serie e come sono arrivati al punto in cui li troviamo quando Walter White decide di cucinare metanfetamina.

Non solo, ma vedi anche la trasformazione di alcuni luoghi, anche di certi che sono apparsi quasi di sfuggita, e che quindi non ricorderesti se non avessi visto da poco Breaking Bad.

Volendo evitare qualsivoglia spoiler, non posso dirvi moltissimo, ma fidatevi del fatto che Better Call Saul riesce ad evitare il fanservice gratuito.

Sarebbe facilissimo strizzare l’occhio ai fan facendoti vedere Walter White quando era solo un professore di chimica, oppure un personaggio nei guai con la DEA e quindi Hank Schrader interviene. Invece, la serie al massimo fa citazioni e parallelismi.

Diciamo pure che questo spin-off cita Breaking Bad in un modo che sembra dire “capisci che questa è una citazione soltanto se hai guardato la serie”.

Ah, dimenticavo: praticamente, questa serie è riuscita ad essere talmente staccata da quella madre che, se non la si è vista, ma si vuole conoscere subito la storia di Saul Goodman, basta evitare pochissime scene. Questo perché ogni stagione inizia con Saul dopo gli eventi di Breaking Bad, e soltanto un episodio della quarta inizia con una scena ambientata durante gli episodi finali dell’altra serie. In sostanza, basta saltare direttamente alla sigla per cinque episodi e si evita il problema di essere confusi.

Spero che questo articolo sia bastato per farvi capire che il bello di Better Call Saul è che narra le origini di un mondo, e tu capisci tantissime cose in entrambi i modi di visione. Se hai visto prima Breaking Bad, allora comprenderai meglio i personaggi e le scelte che compiranno. Se, invece, lo vedrai successivamente, probabilmente ti sentirai come se stessi guardando dei crossover quando appaiono personaggi chiave dello spin-off.

Detto questo, vi saluto, e ricordate che vi conviene chiamare Saul!

TI CONVIENE CHIAMARE ROS!

23 Ott

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TI CONVIENE CHIAMARE ROS

In questo periodo, sono in fissa con Breaking Bad e il suo spin-off, Better Call Saul, e, per qualche strana ragione, ho pensato che gli spot che l’avvocato Saul Goodman (uno dei personaggi principali della prima serie e protagonista della seconda) potrebbero essere modellati un po’ per la mia amica Ros, admin di “Proprio come Bridget Jones”, visto che, come Saul è l’avvocato da cui vai per liberarti da casi specifici, Ros è colei da cui vai per liberarti da casi umani. Detto questo, cominciamo subito.

Ero fuori a godermi la serata, quando ho incontrato un mammone che non la smetteva di paragonarmi alla mamma e a dirmi che dovrei decisamente incontrarla. MI CONVIENE CHIAMARE ROS!

Credevo di aver trovato quello giusto, ma non fa altro che dire “non lo so” a qualsiasi cosa, perché non riesce a decidere neanche quale occhio aprire per primo al mattino. MI CONVIENE CHIAMARE ROS!

Quando giro per strada, incontro solo tizi che credono che paragonarmi a un organo genitale sia un complimento. MI CONVIENE CHIAMARE ROS!

Salve, il mio nome è Ros Casiuman. Sapevi che non devi sempre incontrare casi umani? Lo dice il senso comune, e lo dico anch’io.

Finché non si dimostra la sua casumanità, io credo che ogni uomo, donna o Paolo Fox meriti di avere l’amore che desidera. Ed è per questo che intendo lottare per te.

Incontri tizi che pensano che trasformare le proprie sopracciglia in strisce pedonali sia figo? Ti imbatti spesso in persone che ti fanno spendere giorni, settimane o mesi appresso, per poi dirti soltanto dopo che ti vedevano solamente come l’involucro dei tuoi organi sessuali? L’ultima volta che hai incontrato un uomo stabile, normale, con una buona vita e di piacevole compagnia è stata quando il dottore ti ha tagliato il cordone ombelicale?

Se ciò che ho detto è vero, allora ti conviene chiamare Ros!

Il mio contributo può impedirti di incontrare altri casi umani? No, non prendiamoci in giro: sarebbe più probabile farsi una nuotata tra la lava dell’Etna.

Però, grazie a me, potrai trovare la speranza che tutto può sistemarsi, e che i casi umani potranno sparire dalla tua vita. Che sia tra dieci giorni o tra quarant’anni, quel giorno deve avvenire per tutti.

Ed è per questo che non vedo l’ora di conoscerti e di aiutarti. Perché, ricorda, ti conviene chiamare Ros!

“A me non possono sparare”

22 Ott

ATTENZIONE: STO PARLANDO DI UNA SCENA ICONICA DELLA 4X06 DI BREAKING BAD, QUINDI NON ANDARE OLTRE SE NON HAI VISTO LA SERIE FINO A QUEL PUNTO

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Non credo esista una citazione di Breaking Bad più iconica di “I am the one who knocks”, frase che Walter White pronuncia nella 4×06. Tale frase è iconica perché racchiude il personaggio di Walter come pochi altri momenti.

Nel contesto completo, Walter dice più o meno: “non siamo in pericolo, sono io il pericolo. Un uomo va ad aprire la porta e gli sparano, e pensi che quello sia io? Io sono quello che bussa

Infatti, quando dice questa cosa a sua moglie, lei capisce che il marito è ormai diventato anche un assassino.

Mi chiedevo, quindi, come fosse questa scena doppiata.

Innanzitutto, c’è il lieve cambiamento semantico di tradurre “danger” con “minaccia” che, però, ci può stare, visto che “minaccioso” mi sembra un aggettivo più azzeccato di “pericoloso” per definire Walter.

Poi, però, arriva la frase iconica, ed ecco com’è stata doppiata:

Se sparassero a chi apre quella porta, morirei io? No, a me non possono sparare

Immagino il putiferio che debba essersi scatenato tra i fan italiani la prima volta. Una frase tanto significativa, eppure il doppiaggio l’ha adattata stravolgendola?

Secondo me, però, ci può essere una lancia spezzata a favore di tale cambiamento.

Innanzitutto, non ha senso la questione “Skyler è spaventata a seguito di quella frase, perché, secondo me, il senso lei lo ha capito da quanto dice prima. Insomma, tu dici a tuo marito “siamo in pericolo” e lui risponde con “sono io la minaccia”: ovvio che, poi, ti spaventi.

Inoltre, c’è la faccenda del labiale e della metrica. Walter è ben inquadrato, e i movimenti delle labbra sono davanti a tutti, quindi mettere traduzioni letterali come “io sono quello che bussa” avrebbe fatto apparire la scena come i film d’arti marziali cinesi degli anni ’70.

Dopotutto, “a me non possono” calza come un guanto con “I am the one who kno-“, perché i movimenti sono simili. Certo, va chiuso un po’ l’occhio su che abbiano messo “sparare” nello spazio in cui Walter finisce “knocks”, ma il resto ci sta tutto, soprattutto “a me” e “possono”.

Che poi, il doppiaggio di Breaking Bad non cerca sempre di eseguire un adattamento completamente fedele. Molti riferimenti alla cultura pop americana sono omessi (specie perché sarebbero troppo oscuri in Italia), certe frasi sono alterate e si preferisce un approccio che va più verso il “quello che importa è che il senso della scena sia preservato”.

E, in questo caso, il senso di “Walter non è in pericolo, perché è lui ad essere il pericolo” è intatto, e questo è ciò che conta.

Se, poi, a voi fa ancora storcere il naso, vi suggerisco di provare a mostrare come l’avreste doppiata. No, sul serio: è divertente provare a ridoppiare scene.

Detto questo, vi saluto al prossimo articolo!

Arrowverse: prima immagine ufficiale di Batwoman

9 Ott

L’Arrowverse ha sempre toccato tutti gli angoli dell’universo DC in qualche modo, ma non si è mai messo in mezzo alla Bat-Famiglia, a meno che voi non consideriate Helena Bertinelli come parte di essa.

Comunque, questo sta per finire, perché il crossover di quest’anno vede la Justice League televisiva a Gotham City, e ad aiutarli è Batwoman.

Kate Kane è un personaggio che esiste fin dagli anni ’50, ed è una supereroina molto intrigante, e infatti non mi sorprende che vogliano andare su di lei per una serie ambientata nel lato “Batmaniano” dell’Arrowverse.

Tramite Screenweek, vi mostro la prima immagine ufficiale di Ruby Rose nei panni di Batwoman, in attesa di vederla nel crossover e di capire se saremo di fronte ad una nuova serie.

Ecco a voi la foto, e arrivederci!