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Hot and Sticky Summer Challenge: aver scritto ogni giorno per tutta l’estate (e non solo)

31 Ago

Bentornati nel blog vuoto. Quest’anno, essendo interessato a partecipare al NaNoWriMo e scrivere un racconto di 50.000 parole in un mese, mi sono esercitato con il Camp NaNoWriMo, che è un’iniziativa a parte in cui ogni Aprile e Luglio ti fissi un obiettivo e vedi di raggiungerlo, ma può essere anche qualcosa di semplice, come scrivere giusto 50 parole (magari ti iscrivi giusto per interagire con altri scrittori).

Avendo preso parte al Camp, ho trascorso tutto Aprile scrivendo qualcosa. Dopodiché, a Maggio, sono riuscito a mettermi e scrivere altro tutti i giorni, giusto per diletto.

Ed è qui che una mia amica mi parla di un’iniziativa: scrivere almeno 600 parole al giorno per tutti i giorni di Giugno, Luglio e Agosto.

Così, dal momento che già venivo da due mesi in cui scrivevo sempre, ho deciso di approfittarne, facendo pratica ogni giorno e arrivando al punto in cui scrivere 2.000 parole in un’ora per me è facile. Certo, parlo di scriverle e basta, perché poi c’è la parte in cui analizzo, correggo e riscrivo tutto, ma almeno so che, se sono abbastanza ispirato, la media giornaliera necessaria per il NaNoWriMo (1.667 parole al giorno) è per me potenzialmente fattibile.

Ora, io non ho propriamente scritto una storia. O meglio, l’ho fatto, ma soltanto a Luglio per farla combaciare con l’altro Camp NaNoWriMo. A Giugno avevo un esame a settimana (tutti di Giovedì, non sto scherzando) e ad Agosto volevo solo esercitarmi. Tuttavia, è stata una bella esperienza, ed ho visto che è ispirata alla Hot and Sticky Summer Novel Writing Challenge.

In sostanza, questi due scrittori hanno proposto un’iniziativa per contrastare il NaNoWriMo, perché scrivere 1.667 parole al giorno è frustrante. Quest’iniziativa consiste nello scrivere 488 parole al giorno nei mesi di Giugno, Luglio, Agosto e Settembre.

Infatti, ho detto “ispirata” perché le differenze tra quello che ho effettivamente fatto sono chiare:

  • Io ho scritto almeno 600 parole al giorno, quando la media richiesta era 488;
  • Io non ho scritto una storia, avendolo fatto solo a Luglio;
  • I mesi in cui ho scritto sempre sono stati Aprile, Maggio, Giugno, Luglio e Agosto;
  • Ho scritto quello che mi andava, sviluppando idee su idee;

Insomma, ho come personalizzato questa sfida per prepararmi per Novembre. Non so se continuerò a scrivere a Settembre e Ottobre. O meglio, scriverò, ma è dal Primo Aprile che scrivo ogni giorno e in Autunno so per certo che avrò impegni in cui non posso nemmeno avvicinarmi al computer, figurarsi scrivere.

In effetti, io proporrei a voi entrambe queste varianti, magari togliendo il dover essere per forza in estate. Potreste scrivere 600 parole al giorno in tre mesi ma senza limiti, oppure se avete un’idea gigante potreste passarne 4 scrivendone 488 alla volta.

Ad ogni modo, è stata una sfida interessante, e, chi lo sa, magari l’anno prossimo provo a seguirla in modo più fedele.

Alla prossima, sempre qui, sul blog vuoto!

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Volevo condividere questo consiglio sui flashback

29 Ago

Bentornati nel blog vuoto. Come dice questa immagine, i flashback sono un modo piuttosto comune di mostrare al lettore i retroscena, ma devono essere usati con cautela. Dopotutto, immagina una storia che fa spesso uso di flashback: a un certo punto, somiglierebbe di più a una storia in cui i flashback sono il presente e il “vero” presente sono piccoli flashforward.

Adesso, mi accingo a tradurre per voi il contenuto.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Usa i flashback solo se mandano avanti la storia e il retroscena è cruciale

In sostanza: quanto è necessaria questa scena ambientata anni prima? Se stai parlando di qualcosa, deve esserci un motivo. Il primo incontro tra il protagonista e il suo interesse amoroso? Il giorno in cui ha ottenuto la sua arma? Siamo poco prima dell’inizio dell’avventura e mi riveli un segreto? Insomma, pensaci bene all’importanza nel tutto.

I flashback dovrebbero rivelare qualcosa di importante, non spiegarlo

In sostanza, non usarne se è un modo che hai per dare una spiegazione a quanto appena raccontato. Ormai, il lettore lo ha saputo che, per esempio, il protagonista è già stato in quel posto, o che conosce un personaggio fino ad allora slegato. Se proprio vuoi mettere flashback e spiegazione insieme, metti prima il flashback e fa coincidere la sua fine con la rivelazione.

Entra ed esci. Niente grasso consentito

A meno che il capitolo non sia un flashback a sé stante, se ne racconti uno non dilungarti troppo. Perché spendere una dozzina di pagine su un flashback? Se pensi che quanto accaduto prima sia così importante, forse dovresti partire con quel periodo, magari come prologo, e poi proseguire.

Colpisci. L’evento deve avere un grosso impatto sulla scena attuale e mettere a lavoro le emozioni

Un esempio un po’ “scontato”? Un personaggio è appena morto, e la prima cosa che mostri è un flashback di come un altro lo ha conosciuto. Alla fine, riveli qualcosa del tipo che lui ci sarebbe sempre stato e lo avrebbe protetto, e poi torni al presente, con numerose lacrime.

La tempistica è importante: costruisci la rivelazione e crea suspense

Magari, costruisci pian piano i vari elementi. Quando dici che è un flashback, aspetta un pochino prima di dire, ad esempio, qual è il personaggio coinvolto, e pian piano metti pezzi che indicano la rivelazione. Se c’è un grosso colpo di scena, allora il flashback deve essere altrettanto grosso.

L’articolo si conclude qui.

Alla prossima, sempre qui, sul blog vuoto!

Tenersi pronti

10 Ago

Tenersi pronti

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Ansimare

10 Ago

Ansimare

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Mentre era sola

10 Ago

Bentornati nel blog vuoto.

Mi andava, senza motivo apparente, di pubblicare qui la piccola storia in cui mostro semplicemente una giovane coppia universitaria eccitata, giusto così. Tanto, non mi legge nessuno, e mi andava di farci qualcosa visto che l’ho messa lì mesi fa.

Non aspettatevi chissà cosa. Alla prossima, sempre qui, sul blog vuoto!

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Writing: “rules” I have when it comes to “I don’t kill a character when”

3 Ago

Welcome back to my blog.

I am an amateur writer, which means that I use my hobby to have creatively fun and even improve my language (yes, even English).

However, I sometimes also have rules when it comes to my writing. Usually, those rules involve linking my stories together and not expand too much the world of what I’m currently writing. By that I mean that, yes, I could tell you that there’s more, but I don’t want to end up looking like I want you to go elsewhere because this story isn’t as interesting as other ones.

There is, though, a point where I have my rules: not to kill a character. Now, I rarely kill characters, for two reasons:

  1. I’m still not good at writing death scenes;
  2. When I create a character, I have so many ideas that I don’t want to kill them and “close” their paths. This goes along with the first reason, because I know you were wondering “wait, why don’t you write more death scenes to improve then?”;

Yet, should the case ever happen (and it does happen), I have to follow specific criteria and understand that I don’t wnat a character to die if one of those happens.

Here are some of my criteria.

Killing a character just so another one can mourn them

I hate when this happens, because it reduces the dead character into nothing but a way to show you how depressed but strong another one is.

Usually, in films, this happens with love interests, who are murdered so that the other one can mourn. This happens to important characters as well, and I hate it.

Destroy a canon OTP shortly afterwards

So, a couple of characters finally gets together … when one of them is suddenly killed. Just, why? This can definitely be seen as an appendix to the previous point, especially if the character alive is used to see their love interests die.

Sudden shock value

I am someone who loves explanations to stuff, so you would never see me writing a scene where one of the characters suddenly murders the others without context or other things that justify it. Shock value is a good thing only if you master it, and I haven’t.

The protagonist prevails because they’re the protagonist

If I say that a character is too powerful for the protagonist, then something huge has to happen for the latter to prevail, and not just anime stuff like “I believe in myself” and so he wins.

I want a similar replacement

Why the hell would I want to replace a character by killing one off? I could simply use the two together or justify some reasons, but I don’t kill characters just because they’re similar. Otherwise, my stories would be empty.

So, this is a short article that I wanted to write.

See you, next time, here, on the Empty Blog!

Offline Webseries: un anno dopo

20 Lug

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Bentornati nel blog vuoto.

Wow, è già passato un anno. Offline Webseries ha ufficialmente un anno, e mi sembra incredibile.

Ricordo come se fosse ieri quando proposi l’idea per una webserie ai membri di un gruppo, creando un progetto da zero.

Io adesso potrei parlare della storia dietro di esso, in particolar modo delle esperienze travagliate.

Tuttavia, non voglio farlo, preferendo un semplice e piccolo post di ringraziamento per tutto ciò che mi ha insegnato.

Alla prossima, sempre qui, sul blog vuoto!