Un articolo inutile sulle Universiadi di Napoli 2019

16 Lug

Universiade di Napoli 2019

Bentornati nel blog vuoto. Oggi è il 16 Luglio, ed è, quindi, il settimo anniversario della pubblicazione del mio primo articolo. Già, sette anni. Gli anni passano per tutti, che possiamo farci.

Comunque, ho deciso di pubblicare un articolo in questa data perché, fra il 3 ed il 14 Luglio, c’è stato un evento che non mi sarei mai aspettato di vivere nella mia città: le Universiadi.

Sin da quando ero piccolo, adoro seguire eventi sportivi in cui più discipline competono tutte insieme. Ricordo di aver visto i mondiali di atletica del 2003, a dieci anni, ma, forse, avevo già visto alcuni eventi dei giochi di Sydney 2000, e semplicemente non me lo ricordo.

Tra mondiali, europei e situazioni simili, mi sedevo ed osservavo le cerimonie di apertura e chiusura degli eventi, e mi chiedevo pure come sarebbe stato vedere questi eventi dal vivo. Quando, nel 2005, il me dodicenne lesse che Londra avrebbe ospitato i Giochi Olimpici nel 2012, avevo quasi fatto il pensiero di andarle a vedere.

Alla fine, però, non ho mai fatto nulla, e vedevo anche l’Italia ritirarsi da candidature di eventi importanti.

Finché, nel 2016, non inizio a vedere cartelloni che parlano di “Universiade Napoli 2019”, un evento di cui avevo sentito parlare poco. La cosa che mi sorprese di più, però, fu proprio il fatto che le organizzassero a Napoli. Infatti, mi chiedevo se fosse davvero possibile.

Il 3 Luglio 2019, quindi, arriva la cerimonia d’apertura. La sfilata delle nazioni, i discorsi delle autorità, i video introduttivi e quant’altro. Eppure, che tutto avvenisse al San Paolo non mi sembrava vero.

Inoltre, venni a sapere che alcune gare si sarebbero disputate a poche centinaia di metri da casa mia, in un palazzetto dove, dieci anni fa, io mi allenavo.

Ho visto gare di pallacanestro e ginnastica artistica, per poi andare al San Paolo il 13 per le finali di atletica. Io allo stadio vado così poco che l’ultima volta fu quando debuttò Edinson Cavani, nell’estate del 2010.

Ok, questo articolo non sta venendo affatto come pensavo. È tutto “wow, hanno fatto questa cosa nella mia città!” e robe simili. Insomma, davvero non ho altro da aggiungere?

Beh, ad essere sinceri, non ho nulla da dire che non sia stato detto. Se non altro, mi piace come la rappresentativa italiana avesse come obiettivo di finire tra le prime dieci ed essere la seconda miglior nazione europea dopo la Russia, e ce l’abbiano fatta.

Vi parlerei delle sensazioni che ho vissuto dal vivo. Lo speaker della gara di basket che urlava in continuazione TRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRIIIIIIIIIIIIPLAAAAAAAAAA ad ogni canestro da tre punti, il pubblico in visibilio quando si esibiva Carlotta Ferlito, le bambine che chiedevano foto a Hitomi Hatakeda (ginnasta giapponese che ha vinto quattro ori), la stranezza di vedere atlete ucraine vincere una medaglia d’oro in due discipline diverse nello stesso preciso istante, e via dicendo.

Oppure, potrei parlare di come mio fratello abbia presentato la cerimonia di chiusura, e quindi io vedevo il presentatore internazionale cercare di spiegare cos’è che mio fratello stesse dicendo in mondovisione.

Però, ripeto, non mi sembra di dire cose non superflue, quindi interrompo qui.

Anche se sono passati sette anni, l’appuntamento è alla prossima, sempre qui, sul blog vuoto!

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