Archivio | aprile, 2019

Una nuova era

1 Apr

Noi occidentali non siamo soliti dividere il tempo in molte ere. Non a caso, per noi tutta quanta la storia si divide in: preistoria, antichità, medioevo, età moderna ed età contemporanea. Questo perché il nostro criterio è di far combaciare un’era con un evento che ha cambiato il corso dell’umanità (rispettivamente la nascita della scrittura, la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la scoperta delle Americhe, la rivoluzione francese).

Tuttavia, il Giappone non è dello stesso tipo di pensiero, al punto che, attualmente, siamo nella duecentosettantasettesima era, quella detta Heisei. La quale, però, terminerà alla fine di questo mese.

I criteri per cui un’era nasceva e terminava nel Paese del Sol Levante erano assai differenti, al punto che il regno di un solo imperatore poteva vedere 4-5 ere.

Tuttavia, dalla fine del periodo Edo, il criterio utilizzato è quello di far combaciare un’era con il regno di un imperatore. Infatti, a partire dal 1868, abbiamo avuto quattro ere: Meiji (1868-1912), Taishō (1912-1926), Shōwa (1926-1989) e Heisei (1989-2019).

Per i giapponesi, l’anno in cui inizia una nuova era è considerato il numero 1, ragion per cui, ad esempio, l’era Heisei, iniziata l’8 Gennaio 1989 dopo la morte di Hirohito e l’ascesa al trono di suo figlio Akihito, è attualmente al trentunesimo anno. Il quale, però, sarà anche l’ultimo.

L’ultimo imperatore regnante sulla Terra, infatti, ha deciso di abdicare nel 2017 per via della sua età elevata (ha compiuto 85 anni lo scorso 23 Dicembre), lasciando quindi che il suo primogenito Naruhito potesse salire al trono, a 202 anni dall’ultima abdicazione.

Il nome dell’era è scelto, tradizionalmente, dalla letteratura classica cinese, ma, per questa duecentoquarantottesima era, si è deciso di prendere i caratteri da un classico nipponico, il Man’yoshu, per la precisione da questo componimento:

初春月、氣淑風、梅披鏡前之粉、蘭薫珮後之香。

È durante il mese della buona fortuna, quando l’aria è propizia, i venti sono armoniosi e i fiori di pruno fioriscono come trucco applicato ad una bellezza risplendente dinanzi ad uno specchio, e le orchidee adornano loro stesse nella loro fragranza.

I due caratteri presi dal componimento sono 令 e 和, i quali insieme si leggono come Reiwa, ed hanno come significato quello di “gioiosa armonia”.

Per questo, fra un mese, il Giappone entrerà nell’era della Gioiosa Armonia, o Reiwa.

Una caratteristica è che, se il secondo carattere è apparso più volte nel nome di un’era giapponese (l’ultima volta fu con il regno di Hirohito), è la primissima volta per “rei”.

L’auspicio, dunque, è che questa possa essere davvero un’era armonica per il Giappone, e che possa portare armonia a tutti.

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