Archivio | marzo, 2019

Calcio: i migliori giocano sempre contro i migliori (ed altri nove micro-post)

17 Mar

Calcio: i migliori giocano sempre contro i migliori (ed altri nove micro-post)

Bentornati nel blog vuoto. È passato circa un mese e mezzo dall’ultimo mio post su questo blog, e credo sia un nuovo record. Comunque, io ho avuto idee per multipli articoli di calcio, nel corso di queste settimane, e mi andava di usarle tutte.

La mia opinione su una Super Lega europea

È da anni che sento parlare dell’idea di un super campionato che coinvolgerebbe le squadre più forti d’Europa, praticamente sin da quando ero piccolo (ricordo che c’era chi propose termini come Eurolega, che è il nome della principale competizione per squadre di pallacanestro europee. Un nome che ci starebbe bene, se non fosse che somiglia troppo ad Europa League). Infatti, mi sembra strano che se ne parli in questi anni come se non si tentasse da almeno un ventennio di crearne una.

Comunque, io volevo dirvi cosa ne penso a riguardo. In parole povere, sono d’accordo, ma anche no, perché tutto dipenderebbe da come sarebbe strutturata.

Sarà giocata a parte o al posto dei campionati?

Non mi dilungo sulla questione “si gioca troppo” perché, per me, non ha senso, e inoltre non mi va di parlarne qui, ma c’è il rischio che questa lega complichi il calendario calcistico europeo.

Se dovesse essere giocata in parallelo a campionati e Champions, allora dove andrebbe? Si potrebbe approfittare del fatto che l’ex Coppa dei Campioni non si gioca tutte le settimane, e che, tra metà Dicembre e metà Febbraio, non ci siano affatto partite, ma questo farebbe sembrare la Super Lega come una sorta di Coppa Italia, usata a caso per riempire i buchi.

Se, invece, si giocasse al posto dei campionati e delle coppe, allora ci potrebbe anche stare, perché si potrebbe dire “ok, questi giocano il giorno dopo Champions ed Europa League, però loro non la fanno”, oppure “tanto, la Domenica non hanno più il campionato”. Tuttavia, si va al punto successivo.

Sarà a numero aperto o chiuso?

Ho sentito dire che c’è chi vorrebbe che questa lega funzioni come i campionati americani, vale a dire che il numero delle squadre resterebbe fisso. Per me, è assurdo e insensato, perché ridurrebbe la competizione ad un “guardateci, siamo ricchi e forti, e giochiamo solo tra di noi”. Inoltre, se si giocasse in parallelo alla Champions, quale delle due avrebbe il diritto di proclamare il “campione d’Europa”?

A numero aperto, invece, si potrebbe trasformare questa Super Lega nel livello più alto dei campionati europei. Io lo immagino così: chi vince i campionati dei “Grandi Cinque” (Serie A, Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1) è promosso alla Super Lega, e ci resta fino ad un’eventuale retrocessione. Questo impedirebbe anche campionati dominati da anni, come accade in Francia, Germania e Italia.

Un’alternativa al numero aperto sarebbe anche non garantire presenze fisse, in modo tale che, se una delle partecipanti dovesse “cadere” in disgrazia, non si troverebbe nel paradosso di giocare comunque tra le migliori.

Quali sarebbero i criteri per partecipare?

Secondo alcune idee, il criterio sarebbe il prestigio ed il blasone di una squadra. Ciò significherebbe, però, avere squadre che, pur essendo molto prestigiose, non sono più ai livelli di un tempo, come il Milan o il Manchester United, a discapito di squadre come Atletico Madrid o Manchester City.

Un altro sarebbe il marchio e gli introiti, e questo trasformerebbe il campionato in una lega per super ricchi. In effetti, tra le 30 squadre più ricche al Mondo, quasi tutte sono europee, ma, per esempio, dieci di esse sono inglesi. Quindi, che si fa, si rende la Super Lega una specie di “Mega Premier League” con altre squadre europee nel mucchio?

Secondo me, un buon criterio sarebbe un mix tra prestigio, introiti e piazzamento nel coefficiente UEFA, in modo tale da valutare contemporaneamente chi sia la squadra e cosa sia stata in passato.

Quanto ne risentirebbero gli altri campionati?

Se la Super Lega si giocasse in parallelo con gli altri campionati, allora non sarebbe un problema tanto più grave di avere una competizione in più da disputare.

Se, però, si stabilisse che le partecipanti non prenderebbero parte ai loro campionati, allora essi potrebbero risentirne, e anche molto.

Certo, Serie A e Bundesliga senza Juventus e Bayern Monaco renderebbe i campionati più competitivi, e sarebbe anche bello da vedere, ma Juve e Bayern li mandano avanti anche con il loro blasone ed i loro introiti. Quanto ci perderebbero le federcalcio italiana e tedesca, senza le loro squadre più tifate e ricche?

Insomma, le idee per qualcosa di ottimo ci sono, ma dipenderà tutto da cosa sceglieranno di fare.

La Champions League europea: un affare tra cinque campionati? Non proprio

Con il cambiamento delle regole di qualificazione in Champions League, Spagna, Inghilterra, Italia e Germania hanno quattro posti fissi nella fase a gironi, mentre la Francia (il quinto dei Grandi Cinque) ne ha due, più uno da ottenere nei preliminari. Ciò significa che, su 32 squadre, ogni anno almeno 18 proverranno da cinque campionati, e potrebbero anche diventare 21 se la terza francese vincesse, mentre le vincitrici di Champions ed Europa League non si sono qualificate nei rispettivi campionati (cosa plausibile se, per esempio, la vincessero rispettivamente Manchester United ed Eintracht Francoforte, entrambe in corsa per il quarto posto).

Insomma, la Champions rischia di diventare un affare tra cinque campionati. O forse no.

Dopotutto, se uno andasse a vedere l’albo d’oro, noterebbe come non sia affatto strano vedere la competizione restare in Europa Occidentale, soprattutto tra Spagna, Italia e Inghilterra. Inoltre, per quanto il loro numero sia ridotto, le squadre degli altri campionati riescono comunque a giocarsela e a uscire a testa alta.

In questa edizione, ad esempio, abbiamo visto il CSKA Mosca battere il Real Madrid andata e ritorno, mentre la Stella Rossa Belgrado se l’è giocata fino all’ultimo in un girone con Liverpool, Paris St. Germain e Napoli. Infine, se si guarda ai quarti di finale, troviamo Ajax e Porto, in rappresentanza degli ultimi due campionati ad aver portato la Champions fuori dai “Grandi Cinque” (per quanto entrambe abbiano vinto l’ultima volta dopo l’unica vittoria francese).

Quindi, che nessuno si allarmi al pensiero che questa coppa stia diventando uno spettacolo di pochi campionati. Primo, perché è quasi sempre stato così. Secondo, perché non importa da dove provenga: una squadra di Champions League resta una squadra di Champions League.

Cos’è successo al prestigio dell’Europa League

Da qualche anno, sembra quasi che non solo i tifosi prendano l’Europa League come un fardello ed una vergogna, ma che lo facciano anche le squadre stesse. Insomma, ricordate quando, due anni fa, Inter, Milan e Fiorentina si giocavano l’accesso ai preliminari, eppure sembrava che non facessero altro che perdere e pareggiare, come se non volessero andarci?

Cos’è successo a quella che, a tutti gli effetti, è la seconda competizione calcistica europea?

Le risposte sono due: soldi e squadre.

Quanto alla prima, il motivo è che il montepremi dell’Europa League è irrisorio rispetto a quello della semplice partecipazione in Champions. Dopotutto, perché una squadra dovrebbe farsi tre turni preliminari, sei partite dei gironi e nove di eliminazione diretta, quando poi guadagnerebbe qualcosa soltanto vincendo la competizione?

Da qualche anno, si è cercato di dare una giustificazione più ampia permettendo alla vincitrice di andare in Champions, direttamente come testa di serie, ma le squadre dei grandi campionati troverebbero più semplice provare ad andarci tramite il quarto posto (spiegherebbe il rendimento di Milan e Inter quest’anno).

Sulla seconda, ci sono due cose da dire. La prima è che io non capisco quelli che “hai vinto un trofeo, ma contro questa squadra vincevo pure io”. Un ragionamento che sentii la prima volta quando qualcuno criticò l’Inter e il suo essere campione del Mondo sottolineando come avessero vinto in finale con il Mazembe. Tralasciando che i nerazzurri erano lì perché erano diventati campioni d’Europa, che senso ha criticare una vittoria se ottenuta contro avversari deboli? Se una big si fa eliminare, non è colpa della squadra che l’avrebbe incontrata nel turno successivo.

Poi, c’è anche il fatto che, ormai, le partecipanti non sono più del livello di una volta, ma semplicemente per i criteri di qualificazione. Un tempo, tutte e tre le competizioni europee erano importanti per via di chi ci partecipava:

  • Per andare in Coppa dei Campioni dovevi essere o il vincitore del tuo campionato o il campione in carica;
  • Per andare in Coppa delle Coppe dovevi essere o il vincitore della tua coppa nazionale o il campione in carica;
  • Per andare in Coppa UEFA dovevi esserti classificato immediatamente al di sotto dei campioni nazionali;

Insomma, questo rendeva tutte e tre le coppe prestigiose perché comunque avevi squadre di buon livello dappertutto.

Poi, però, le prime trattative di una Super Lega europea hanno spinto la UEFA ad allargare la Champions League, prendendosi di fatto tutte le grandi d’Europa, a meno che un campionato non ne avesse in esubero. Infatti, per qualche anno, la Coppa UEFA era comunque ben vista in Italia, perché, con le Sette Sorelle, era normale che almeno tre di loro non sarebbero andate in Champions.

Tuttavia, al momento, soltanto la Premier League ha più di quattro grandi squadre con le Big Six, per cui non trovi più squadre blasonate a partecipare a meno che non siano inglesi o non siano “retrocesse” dalla Champions.

Per questo, un mix di pochi soldi in palio e squadre non proprio di alto livello hanno reso l’Europa League una competizione mal vista da tantissimi, e questo è un peccato, visto che comunque è un torneo che, più della Champions, riesce a mettere in mostra tutto il calcio europeo.

Global Nations League

La FIFA ha in mente un piano molto particolare, partito con la UEFA Nations League e proseguito con l’equivalente nordamericano.

In pratica, c’è il desiderio di prendere le confederazioni continentali e di creare una griglia di “leghe” che, ogni due anni, porterebbero ad una Global Nations League.

In poche parole, si avrebbe una competizione in parallelo con i Mondiali che permetterebbe alle nazionali di avere costantemente partite importanti e di buon livello.

Sulla carta, questa sembra un’ottima idea per rendere le nazionali più importanti di quello che sono, visto che, a parte durante le fasi finali di una competizione, in molti non le tengono in considerazione.

Tuttavia, la situazione sembra talmente complicata che non credo sia giusto parlarne qui in mezzo.

Una Champions League mondiale?

Un’idea simile, però, c’è anche per i club, e sarebbe quella di prendere le varie Champions League continentali (e la Copa Libertadores, ovviamente) e averne una mondiale, con 64 squadre da tutto il Mondo che partecipano. Per me, questo sarebbe ancora più complicato della Super Lega, e, infatti, preferirei la prossima.

Il nuovo mondiale per club?

Il Mondiale per club è una competizione che interessa a troppe poche persone per essere quella che conferisce il titolo di Campione del Mondo alla vincitrice. Così, si è deciso che, dal 2021, la competizione cambierà.

Ogni quattro anni, squadre di club vincitrici delle competizioni continentali ne prenderanno parte, ma i criteri sono ancora poco delineati per il fatto che la prima edizione sarà ad inviti.

Infatti, ad esempio, si prevede che le rappresentanti europee saranno le più ricche e blasonate, ma, dal 2025, parteciperanno le vincitrici di Champions ed Europa League più le migliori piazzate sul Ranking.

Non vedo l’ora.

Se la Champions fosse divisa come la sua controparte asiatica

La Champions League asiatica è divisa in due zone perché sarebbe troppo dispendioso far girare una squadra a zonzo per l’Asia per tutto l’anno. Così, c’è la zona est e la zona ovest, e le due vincitrici si contendono la finale.

C’è chi critica il fatto che la cosa vada avanti fino alla fine, ma ve lo immaginate se questo accadesse anche per l’Europa?

Innanzitutto, non sarebbe sensata una divisione est-ovest per il fatto che avresti i Grandi Cinque campionati più Portogallo e Olanda tutti insieme, e ci sarebbe un divario troppo grande tra le due zone.

Invece, sarebbe più sensata una divisione nord-sud che avrebbe Liga e Serie A da una parte e Bundesliga e Premier dall’altra. Per farvi un esempio di come potrebbe essere la coppa, vi mostro i gironi usando le 32 squadre di quest’anno, ma badate che io ho cercato di dividerle geograficamente in base a quelle che ci sono, perché, ad esempio, trovo sarebbe un po’ più sensato mettere la Svizzera a sud. È solo che voglio che siano 16 e 16.

Zona Nord

A Manchester City, Bayern Monaco, CSKA Mosca, Young Boya

B Tottenham Hotsupur, Borussia Dortmund, Ajax, Viktoria Plzen

C Manchester United, Schalke 04, Club Bruges, Shakhtar Donetsk

D Liverpool, Hoffenheim, Lokomotiv Mosca, PSV Eindhoven

Zona Sud

A Juventus, Barcellona, AEK Atene, Galatasaray

B Napoli, Atletico Madrid, Monaco, Benfica

C Roma, Real Madrid, Paris St. Germain, Stella Rossa Belgrado

D Inter, Valencia, Olympique Lione, Porto

Immagino qualcuno di voi che avrà pensato “ma è un po’ noioso che ci siano sempre accoppiate tra nazionali tra i gironi della stessa zona”. Beh, per farvi un esempio con la competizione asiatica, nella zona est 4 gironi su 4 vedono una cinese, una giapponese e una sud coreana.

Una terza competizione: il ritorno della Mitropa Cup?

Pare che l’UEFA voglia organizzare una terza competizione ufficiale per club. Ora, per quanto si potrebbe parlare dell’utilità ed il livello, io mi chiedo: perché nessuno ha pensato a che questa potrebbe essere la nuova Mitropa Cup?

Mi spiego meglio: poiché l’UEFA ha già avuto tre competizioni calcistiche, in molti la vedono come se fosse il ritorno della Coppa delle Coppe, ma senza il criterio delle coppe nazionali.

Tuttavia, il criterio attuale prevede che le squadre al di sotto delle qualificate in Europa League ne prenderanno parte, cosa che è stata già usata da due competizioni.

Ora, escludendo l’Intertoto, dal momento che esso era un gigantesco preliminare nato con l’intento di avere più schedine da giocare, resta la Coppa Mitropa, che, dagli anni ’30 ai ’90, ha avuto numerosi criteri, tra cui quello di essere al di sotto della Coppa UEFA.

Secondo me, avrebbe senso considerare la terza coppa come un’erede della Mitropa, e sarebbe anche piacevole un suo ritorno, visto ciò che ha rappresentato ai suoi albori come prima vera competizione calcistica per squadre europee.

La Ligue 1 è una “lega da contadini” ma la Serie A e la Bundesliga no? Perché?

In molti criticano la Ligue 1 dicendo che si tratta di una “farmers’ league” (lega da contadini) dal momento che c’è solo il Paris St. Germain che domina su tutto il calcio francese.

Tuttavia, lo stesso si potrebbe dire della Serie A e della Bundesliga, dal momento che Juventus e Bayern Monaco hanno lo stesso dominio da anni. Eppure, non lo fa nessuno. Perché? Ecco cosa ne penso.

Serie A e Bundesliga versano in una situazione anche peggiore della Ligue 1 in quanto a “dominio del campionato” perché, mentre Juve e Bayern vincono da anni, il PSG ha visto il suo dominio interrotto una volta dal Marsiglia. Eppure, credo che nessuno critichi i due campionati per il rispetto che si sono guadagnati nel corso degli anni.

Cominciamo, ad esempio, dalle vincitrici. Il PSG, avendo “solo” 49 anni, può solo sognare di avere la storia ed il prestigio che Juve e Bayern hanno da sempre, avendo entrambe circa 120 anni (122 i primi, 119 i secondi).

Inoltre, le squadre italiane e tedesche hanno sempre detto la loro in Europa, e, quindi, le si teme e le si rispetta anche in situazioni come la débâcle delle tre tedesche eliminate agli ottavi di Champions quest’anno. Le francesi non hanno mai ottenuto tale rispetto, e, quindi, il loro campionato è visto come un modo per arrotondare le grandi leghe europee a 5.

Un discorso a parte lo avrebbe la nazionale francese, ben vista e rispettata, ma un conto sono loro, un conto sono i club.

Questa, però, è soltanto la mia semplice opinione.

Detto questo, mi sembra incredibile aver scritto almeno cinque pagine di Word su queste cose, visto che non scrivevo da un po’. Dai, andiamo a quello che doveva essere l’unico post, quando l’ho pensato.

I giocatori italiani nella UEFA Nations League

La Nations League non sarà stata un granché, e l’Italia ha stentato, segnando solo due gol in quattro partite, ma comunque è stato il debutto in una competizione, e, quindi, volevo elencare qui i giocatori che hanno preso parte alle gare, sia in campo sia in panchina. Ecco, quindi, chi sono stati coloro che hanno inaugurato il percorso della Nations League per l’Italia.

Portieri: Donnarumma, Sirigu, Perin, Cragno

Difensori: Chiellini, Biraghi, Bonucci, Zappacosta, Barella, Criscito, Lazzari, Caldara, Romagnoli, Emerson Palmieri, Florenzi, Piccini, De Sciglio

Centrocampisti: Jorginho, Gagliardini, Pellegrini, Verratti, Romagnoli, Berardi, Bonaventura, Cristante, Lasagna, Acerbi, Rugani

Attaccanti: Balotelli, Insigne, Bernardeschi, Belotti, Caldara, Chiesa, Immobile, Benassi, Barella, Giovinco, Politano, Grifo

Un totale di 40 giocatori per quattro partite. Impressionate e sorprendente: si potrebbero quasi creare 4 formazioni completamente diverse.

Tra l’altro, mentre scrivevo, mi sono reso conto che non ha senso che io abbia scritto questo post come “prima volta che vedo il debutto dell’Italia in una competizione”, quando vidi la Confederations Cup del 2009. Quantomeno, questi sono i 40 giocatori che hanno preso parte alla prima edizione della UEFA Nations League.

Tra l’altro, notare come non solo la nazionale abbia i suoi oriundi, ma che ci sia almeno un giocatore militante in ognuno degli altri grandi campionati europei: Spagna (Piccini), Inghilterra (Jorginho e Zappacosta), Germania (Grifo) e Francia (Balotelli). A questi va aggiunto Giovinco, che giocava in America al tempo della convocazione.

Tra l’altro (è voluto, tranquilli), ci sono stati anche D’Ambrosio, Zaza e Cutrone tra le convocazioni, ma sono stati tenuti fuori dalla rosa disponibile in Nations League, venendo messi in mezzo soltanto con l’amichevole contro l’Ucraina. Per arrivare a 44 (e, quindi, avere davvero 4 possibili formazioni diverse), aggiungiamoci Sensi, presente nell’amichevole contro gli Stati Uniti giocata poco dopo la gara finale di Nations League.

Bene, questi post sono finiti. Non scrivevo così tanto sul blog da parecchio, ed è stato piacevole.

Alla prossima, sempre qui, sul blog vuoto!

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