Archivio | novembre, 2018

5 tipi di Casi Umani durante la stagione pre-Natalizia

26 Nov

Ormai, manca circa un mese a Natale. Questo significa che, quindi, siamo nella stagione pre-Natalizia, ed è un periodo molto particolare per chi è alle prese con i Casi Umani, perché sembra che escano a galla più del solito.

Non saprei dire perché: forse, non essendo mai cresciuti mentalmente, crederanno che stia per arrivare Babbo Natale, e, quindi, essendo stati “buoni”, si aspettano di ricevere tanti bei doni. Peccato che, se così fosse, meriterebbero tanto di quel carbone da far prosciugare una miniera. E parlo di una miniera per Caso Umano.

Ecco, forse ho trovato il modo per diventare più ecologici: basta dare carboni fossili ai Casi Umani come “premio”, per cui resteremmo soltanto con le energie rinnovabili. In questo modo, farebbero un favore alla razza umana grande quasi come quello che farebbero castrandosi per evitare di procreare.

Comunque, ci sono cinque tipi di Casi Umani durante la stagione pre-Natalizia, ed io proverò ad elencarli.

Il troncamento anti-regalo

Ci sono due tipi di Caso Umano che ti lasciano poco prima di un periodo come Natale e Pasqua. Il primo è, chiaramente, quel Caso Umano talmente tirchio che, se il resto è 31 centesimi, aspetta che il cassiere gli dia anche il centesimo, perché ognuno di essi è importante.

Chiaramente, tipi tanto tirchi cozzano con la tua idea di regalo natalizio che deve essere qualcosa di gigantesco, alla “Ferragni e Fedez spostatevi”.

Per questo, lui fa sempre in modo che le sue relazioni finiscano quando sta per iniziare il periodo delle compere per il regalo, in maniera tale che il suo portafogli non sia vuoto come il suo cuore.

Il troncamento per posteggiare

Un altro genio, però, è quello che non vede l’ora che arrivino i veglioni e le serate in discoteca dove può posteggiare con le sue tecniche di rimorchio, tipo dire “hai visto i miei limoni? E voglio limonare!”.

Tuttavia, c’è un problema: come fa a rimorchiare, se ha la ragazza?

Ed è per questo che lui, ogni fine Novembre, torna single, in modo da essere pronto per provarci con ventenni talmente ubriache che lo prenderebbero per George Clooney quando lui sembra più George Bush.

Questi due rappresentano da soli un tipo a sé stante, ma comunque le loro motivazioni sono differenti. Certo, in entrambi i casi, ti lasciano in balia dei vari “e il fidanzato?” della famiglia, che è un po’ come se ti alzassi la mattina e scoprissi che devi lottare contro un lupo.

“Ma tu cosa vuoi?”

Tu potresti iniziare a dirgli cosa desideri per Natale già da Santo Stefano dell’anno prima, menzionarlo ogni volta che puoi, arrivare a parlarne per tutta l’Estate e quant’altro, eppure lui non sarà mai in grado di sapere cosa tu voglia.

Forse, da un lato, dipende anche dal contesto. Infatti, una piccola lancia la spezzerei a favore.

Donne, talvolta sembra che dimentichiate che è il vostro cervello quello multitasking e in grado di fare subito collegamenti e intuizioni che noi ci sogniamo.

Per questo, se voi dire “bello questo rosso”, noi non riusciamo a pensare “parla del rossetto di questo colore che desidera per Natale insieme a tutto il beauty case”, ma pensiamo semplicemente “rosso”.

Insomma, non sopravvalutate più di tanto il nostro intelletto. La colpa è sempre nostra, ci mancherebbe pure, però fate attenzione.

“La Zia”

Mettiamo che arriviate con un fidanzato a questo periodo, e quindi non avete bisogno di temere quella zia che vi vede solo 3 volte l’anno, eppure riesce a farti pentire di essere dotata di tutti e cinque i sensi e di un cervello ogni volta.

Tuttavia, se state con un caso umano, c’è l’altissima chance che sia lui a fare “la zia” per voi.

Lui potrebbe chiedervi quando vi laureerete, lui potrebbe domandarvi di cosa vorreste dal futuro, lui potrebbe criticare i vostri vestiti e via dicendo.

Non vi preoccupate: non è che lui diventa di colpo desideroso di un calcio negli zebedei (non sugli, proprio negli), ma è semplicemente vostra zia che, telepateticamente, si connette al vostro Caso Umano tramite nuove app della Federazione Associata Nazionale Casi Umani Leggermente Ostinati.

L’anti shopping

Noi uomini sappiamo che la regola è semplice: se è periodo di fare compere, noi dobbiamo seguirvi mentre entrate “giusto per dare un’occhiata” e uscite con più vestiti e stoffa di un bazar persiano.

Tuttavia, c’è chi tende a dimenticarlo, e vi lascia da sole mentre vi provate i vestiti, quando magari voi volevate “usarlo” come cavia per vedere che reazione ha quando vi mettete un certo completo.

Insomma, voi volete fare shopping, ma lui vi dice semplicemente “ok, divertiti” e non vi segue, dimenticandosi di uno dei compromessi di una relazione.

Comunque, se conoscete altri tipi di casi umani pre-Natalizi, fatemelo sapere.

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Gotham l’Arrowverse e 5 modi con cui una serie può distanziarsi da un franchise “rivale” di successo

25 Nov

Essere una serie TV che è in qualche modo collegabile ad un franchise di successo è difficile. Magari, tu vorresti parlare di qualcosa che è stato affrontato da un pezzo grosso (ad esempio, la polizia scientifica in un mondo post-CSI), e, quindi, tutti sono pronti a confrontarti con esso.

Un esempio può essere dato da qualsiasi serie TV che adatta fumetti DC Comics adesso, quando in TV c’è l’Arrowverse. Chiaro, quando hai quattro serie TV in onda contemporaneamente, hai unito tre emittenti (The CW, NBC e CBS) e sei in TV ciò che il Marvel Cinematic Universe è al cinema, difficilmente puoi avere rivali con cui competere.

Eppure, Gotham è una serie DC che è riuscita proprio in questo. Sin dal suo debutto, in molti si chiedevano se facesse parte dell’Arrowverse (soprattutto perché arrivò insieme a due serie, Constantine e The Flash, che di fatto hanno ampliato il franchise), storcendo il naso al fatto che non abbia mai provato ad estendersi.

Tuttavia, ci sono stati cinque modi con cui Gotham è riuscito a spiccare e a distanziarsi dall’Arrowverse.

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Gotham: perché una serie sul mondo di Batman ha senso in un periodo di over-saturazione

23 Nov

Gotham: perché una serie sul mondo di Batman ha senso in un periodo di over-saturazione

Prima di Gotham, in molti si chiedevano per quale motivo non ci fosse stata una serie su Batman dopo quella con Adam West. Dopotutto, Superman ha costantemente una propria versione televisiva da circa trent’anni (Superboy, Lois & Clark, Smallville e Supergirl).

Tuttavia, questa serie è andata in onda in un periodo in cui c’è stata una over-saturazione di Batman. I videogiochi della serie Arkham hanno avuto il loro successo, la trilogia di Nolan ha anticipato un DCEU in cui Batman è una figura prominente e perfino le altre serie DC hanno elementi presi da Batman (soprattutto Arrow).

Per me, però, ci sta tantissimo che una serie come Gotham esista, per un semplice motivo: piuttosto che essere su Batman, Gotham è sul suo mondo.

Con questa serie, tu puoi conoscere il mito e la leggenda dietro i personaggi più iconici di Batman, fungendoti quasi da prequel dei fumetti.

Tutti i cattivi principali hanno una propria origine, e tu puoi conoscerli meglio, con lo spazio che meritano. Dopotutto, sono pochissimi i supereroi che possono permettersi di vantarsi una galleria di cattivi tanto famosa ed importante. Forse, solo Flash e Spider-Man.

Comunque, questa è l’ottica con cui andrebbe guardata ogni serie “Batmaniana” che va in onda o sta per farlo di questi tempi. In pratica, noi abbiamo:

  • Una serie che ti introduce al Mondo di Batman e a ciò che c’è dietro (Gotham);
  • Una serie “figlia” di Batman ma che applica il suo mondo e modo di fare ad un altro supereroe (Arrow);
  • Una serie che mostra il “dopo-Batman” di Robin (Titans);
  • Una serie che ti mostra l’eredità lasciata dal Crociato Incappucciato (Batwoman);
  • Una serie su uno dei personaggi dai retroscena più misteriosi ma magnifici di Batman (Alfred Pennyworth);

Come noterete, però, solo la serie su Alfred si concentra sugli inizi, e quindi sul prima, mentre le altre vanno a pensare al dopo.

Per me, quindi, Gotham ha una fetta importante della storia di Batman. Tu potresti guardare Gotham, poi i Batman di Nolan e infine Batman v. Superman per poi passare a Titans e, sebbene siano tutti e quattro mondi differenti, avresti la sensazione di  seguire un tutt’uno, perché parlano di un Batman differente.

Voi cosa ne pensate?

The Vampire Diaries, ovvero “come fondere tutti i tipi di serie per ragazzi del 2009 in una sola”

22 Nov

Ultimamente, si è celebrato il decimo anniversario del debutto al cinema di Twilight, e mi ha riportato alla mente quando io ero un liceale e i film e le serie sui miei coetanei erano soltanto di tre tipi diversi:

  • Quelli con relazioni amorose incredibili, nel senso che non è affatto credibile che due si incontrino per caso a scuola e di colpo si amino come se si conoscessero da decenni, al punto da fare cose che non farebbe neanche una coppia alle nozze d’argento. Federico Moccia ci ha costruito una carriera sopra di esso. “Io e te 3msc” (rabbrividisce);
  • Quelli che GUARDATE COME SIAMO RICCHI E FIGHI, roba che uno dei protagonisti può indossare un vestito che da solo vale più di quanto tu vedresti in dieci anni di lavoro. Gossip Girl e 90210 erano serie che si fondavano esattamente su questo;
  • Quelli con una ragazza che si innamora di un bel tenebroso, ma questi è una creatura speciale soprannaturale, e quindi si crea un triangolo amoroso tra i due e un altro bel tenebroso che tira avanti tutta la baracca;

Eppure, c’è stata una serie TV che è stata in grado di essere tutto questo allo stesso tempo.

Sto parlando di The Vampire Diaries.

Questa serie è andata in onda tra il 2009 ed il 2017, e, in teoria, adatterebbe una saga scritta negli anni ’90 da Lisa Jane Smith. Dico “in teoria” perché hanno cambiato un sacco di cose: i cognomi dei personaggi, il loro aspetto, il luogo in cui vivono, la trama. Era un po’ come se avessero giocato a telefono senza fili e, ad esempio, ci si trovava con una protagonista bionda dagli occhi chiari per finire con una castana dagli occhi scuri. Che poi la interpreta pure una bulgara, per la serie “lo vedi che quelle dell’Europa dell’est non sono tutte identiche?”.

Comunque, mi sto dilungando. Per quale motivo questa serie era tutti e tre i tipi messi insieme?

Il primo tipo è legato, chiaramente, alle numerose relazioni presenti nella serie. Tu potevi trovare personaggi che, cronologicamente, si conoscevano da circa un mese, eppure bastava perché dicessero “non posso più vivere senza di te”. La parola chiave era “epico”, perché, non so se ricordate, ma nel 2009 tutto era epico. “Epic Win” qui, “Epic Fail” laggiù.

Il secondo è per l’ambientazione, i personaggi e le feste continue. Sul serio, Gossip Girl è l’unica serie che rivaleggia The Vampire Diaries per il numero di feste a cui i protagonisti prendevano parte. Tuttavia, se aveva senso che dei ricchissimi sedicenni di New York fossero sempre in giro a fare baldoria, mi chiedo sempre come facesse un piccolo paesino della Virginia ad organizzare sempre feste, sagre, eventi, sacrifici umani in nome di Pippo Baudo e tanto altro.

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Un giorno potrei anche parlarvi di che legame ho con questo

E non parliamo poi del cast!

Ora, dovete sapere che, tipo, nel 1999, c’era questa serie TV chiamata Felicity in cui la protagonista, interpretata da Keri Russell, era apprezzata tantissimo dal pubblico. Poi, però, decise di tagliarsi i capelli, e il suo nuovo look bastò ed avanzò perché calassero gli ascolti.

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Questo spinse la sua emittente, da cui poi nacque quella su cui va in onda The Vampire Diaries, a stabilire una regola: tutti i personaggi delle serie per ragazzi devono essere incredibilmente belli.

Ora, tralasciando che non capisco chi mai guarderebbe una serie per i capelli della protagonista, ma, semmai doveste ritenere di avere un pessimo aspetto, ricordate perlomeno che non cambierete un intero genere televisivo per colpa di esso.

Comunque, The Vampire Diaries è un esempio evidente di questa regola. TUTTI QUANTI sono di una bellezza stratosferica, al punto che ti chiedi chi debba essere lo sfigatozzo di turno.

Insomma, in una delle prime puntate, Caroline, una delle protagoniste, parla di come in tanti preferiscano Elena (che è la protagonista, sotto un certo punto di vista) a lei. Per intenderci, in questa foto Caroline è la bionda.

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Volete dirmi davvero che quella che sembra la classica stangona americana dal fisico mozzafiato ha difficoltà ad ottenere l‘attenzione dei ragazzi che desidera?

Ma va beh, anche i personaggi minori sono bellissimi. Nella quarta stagione, c’era una ragazza che appariva a caso, diceva un paio di battute e andava via. Doveva essere la “ragazza della porta accanto”, se non fosse che aveva questi occhi chiari talmente intensi che non capivo mai cosa stesse dicendo.

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“Certo, padrona: ogni tuo ordine è un mio desiderio”

Sto parlando delle ragazze, ma i ragazzi non scherzano. Quasi tutti hanno un fisico che sembra perfetto per una scultura greca. E, se ha senso per personaggi tipo Matt e Tyler, introdotti come giocatori di football (e di certo non puoi fare l’atleta e al contempo avere un corpo che sembra una pizza fritta in verticale), abbiamo Jeremy, il fratello di Elena, che in teoria dovrebbe essere un drogatello all’inizio.

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Comunque, non ho menzionato ancora il terzo punto, ma pensavo fosse chiaro dal momento che il titolo della serie è “The Vampire Diaries”.

Elena, infatti, conosce il bel tenebroso di turno. Stefan, il quale è un caso particolare di “ventisettenne che fa il diciassettenne”. Di solito, quando capita, perlomeno si cerca attori che possono quantomeno essere credibili se fai dire loro “ho diciassette anni”. Stefan, però, dimostra in tutto e per tutto di essere più vecchio.

È tipo come Smallville, in cui i protagonisti all’inizio sono al primo anno di superiori, compreso Tom Welling che mi pare avesse ventiquattro anni.

Comunque, Stefan inizia a fare le classiche cose da “bel tenebroso figo soprannaturale” tipiche delle serie e dei film di quel tempo.

Fissa continuamente Elena, appare sempre nell’ombra o in posti inaspettati (tra cui il cimitero, sebbene appaia perché Elena si trova lì) ed è talmente misterioso che Adam Kadom avrebbe voluto farci una chiacchierata.

Ovviamente, Stefan è un vampiro, trasformato ai tempi della Guerra Civile insieme a suo fratello maggiore, Damon. I due sono tornati nella cittadella dove abitavano da umani, e il loro ritorno causa una serie infinita di problemi.

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Io, adesso, parlerei dei protagonisti, o perlomeno quelli che conosciamo fin dall’inizio.

Elena Gilbert è la “ragazza semplice” di turno. Ha da poco perso i genitori in un incidente, e infatti vive insieme a suo fratello con la loro zia (interpretata tra l’altro da un’attrice ventiduenne che, quindi, era perfino più giovane di alcuni degli interpreti degli studenti).

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Adoro il fatto che, cercando “TVD Elena season 1”, il primo risultato la vede di fronte alla tomba dei suoi genitori.

Lei dovrebbe essere quella a cui tenere di più, ma c’è il problema che riesce a stare sulle scatole con la stessa facilità con cui tu apri il frigo “giusto per vedere cosa c’è” e quando lo hai chiuso hai sei kg in più.

Nel corso delle stagioni, lei sembra essere sempre quella che dice “non voglio che succeda nulla di grave”, ed è talmente indecisa da risultare incoerente. Tutti potrebbero dirle “non fare questo altrimenti blablabla” ma lei lo fa comunque.

Poi, abbiamo Stefan Salvatore, il vampiro “diciassettenne” di turno. Lui dovrebbe, in teoria, essere il vampiro buono tra lui e il fratello, ma ha costantemente un aspetto che è un mix tra il parcheggiatore abusivo che incontri il sabato sera e quello che, pur di venderti gli accendini, ti seguirebbe pure per un chilometro. Giubbotto di pelle, sopracciglia folte alla Ken il Guerriero, sempre lo sguardo torvo …

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“Non ti sei reso conto di essere già morto?” (Cit.)

Comunque, lui ha un fratello maggiore, Damon, che all’inizio sembra essere l’unico che non è sempre serio. Tutti quanti sono imbronciati e perplessi, poi arriva lui che, ghignando, inizia a fare casino.

I due, chiaramente, rappresentano il classico triangolo amoroso, nel quale uno dei due è un bravo ragazzo sempre gentile e cortese, mentre l’altro è tanto passionale quanto stronzo.

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Che poi, perché le serie che hanno triangoli amorosi tendono a cercare di mostrare che quello stronzo, o comunque “l’altro” dei due sia in qualche modo più attraente? Non parlo tanto per Jacob Black che ogni due per tre si toglieva la maglietta, ma sembrava sempre che il “bravo ragazzo” era sì molto bello, ma comunque di una bellezza credibile, alla “posso incontrarlo anch’io uno come lui” (a parte te, perché sei vittima della Teoria dell’Attrazione dei Casi Inumani), mentre per l’altro sembra che leggano una lista degli uomini più sexy al Mondo e ne scelgono uno per interpretarlo.

Va beh, la bellezza è soggettiva, però sembrava che fosse la norma ai tempi.

Elena ha un fratello, Jeremy, che parte come “un drogato e un delinquente”, e essenzialmente si evolve come una quercia, perché le sue braccia diventano sempre più larghe. Per farvi capire come va la sua vita amorosa: se lui si innamora di te, c’è un’ottima chance che tu muoia. Eppure, lui ha comunque una vita amorosa migliore della tua.

Risultati immagini per TVD Jeremy

Inoltre, ci sono anche due migliori amiche di Elena.

Una è Caroline, di cui parlavo prima. All’inizio, lei appare come una ragazza snob e un po’ superficiale, com’è mostrato dalla scena di cui parlavo che, tra l’altro, accade quando Elena ha da poco perso i genitori. Diciamo che presentare un personaggio facendole dire implicitamente “lei ora è orfana ma i figoni le stanno dietro quindi la invidio” non è proprio una bella cosa, ma comunque si sviluppa tantissimo.

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Il bello è che lei è identica a com’è Elena nei libri. Immaginate la reazione dei fan a vedere che la protagonista non è come dovrebbe essere, ma invece la sua migliore amica ha ESATTAMENTE quell’aspetto.

L’altra è Bonnie, che praticamente è quell’amica che viene e ti salva il culo ogni volta, senza quasi mai chiedere nulla in cambio. Lei è una strega, ma di quelle talmente potenti che le basta poco e impara subito un incantesimo per, che ne so, far levitare oggetti, leggere nella mente e trovare qualcuno che uscirebbe con te.

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Lei ha proprio la faccia di una che arriva e risolve tutto schioccando le dita.

Ci sono, poi, gli altri studenti di Mystic Falls, tra cui Tyler Lockwood. Ora, lui è legato ai licantropi, e kudos alla serie per non aver mai pensato “magari facciamo un triangolo amoroso vampiro-umano-licantropo”. Tyler fin dalla mascella sembra il tipo a cui basta una pacca sulla spalla e subito desidera spaccarti la faccia. Ma, comunque, mostra di avere i suoi pregi.

Suo migliore amico è Matt Donovan, il quale ha la caratteristica particolare di … essere inutile ai fini della trama. No, sul serio: rimuovi Matt dalla serie e la trama non cambia di molto. Eppure, lui serve, perché ogni serie soprannaturale ha quel personaggio privo di poteri ma che fa parte del gruppo di protagonisti. A parte Harry Potter credo, ma immaginate un protagonista babbano nel mondo di Harry Potter. “Ah, fico, puoi evocare un Patronus, ma io so fare gli origami”. Insomma, quella è una valida eccezione.

Ci sarebbero anche altri personaggi, come ad esempio Alaric, professore di storia di giorno, cacciatore di vampiri di notte. Che, non so voi, ma se un cacciatore di vampiri bussasse alla mia porta dicendo di chiamarsi come il re visigoto che saccheggiò Roma, io un po’ me la farei sotto. È come con il velocista Tyson Gay: un omone grosso e muscoloso di nome Tyson che ti corre contro ti fa venire il desiderio di essere più veloce.

Risultati immagini per TVD Alaric

Un’altra è Jenna, che, come dicevo, è la zia di Elena e Jeremy. Lei dovrebbe apparire come la classica “zia super figa” di turno, però il fatto che l’attrice sia più o meno coetanea dei ragazzi quasi destabilizza.

E questi sono solo i personaggi principali della prima stagione. Tra la seconda e la terza, arrivano gli Originali, una famiglia che, come si evince dal nome, ha dato origine alla stirpe dei vampiri, in cui c’è Niklaus Mikaelson, ibrido vampiro-licantropo dall’accento accattivante, che perfino quando dice “squartatore” ti trasforma dal Sahara al Nilo.

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Cosa succede in un episodio tipo di The Vampire Diaries? Di norma, i protagonisti si godono la vita, partecipando a una delle innumerevoli feste, quando qualcosa di soprannaturale avviene, e bisogna intervenire.

Elena ha dei momenti romantici con uno tra Stefan o Damon, ma è tutta “non so se posso amare entrambi o decidere”.

Caroline e Bonnie, soprattutto la seconda, trovano il modo di risolvere tutto, mentre uno a caso tra Jeremy, Matt e Tyler si ritrova nei guai perché bisogna avere anche una trama secondaria.

Nel frattempo, c’è una colonna sonora tra le “più migliori” (perché faccio citazioni che uno potrebbe comprendere soltanto conoscendomi personalmente? Bah) che si possano trovare, fatta di tantissimi pezzi indie che ascolteresti giorno dopo giorno.

Il tutto è più o meno leggero, infatti potresti tranquillamente passarci una bella serata guardando due o tre puntate. Occhio, però, perché, più si va avanti, più ci sono talmente tante cose in mezzo che diventa complesso da seguire. Si tratta, forse, di una di quelle poche serie in cui la parte “nelle puntate precedenti” va vista ogni volta.

Adesso, però, devo concludere l’articolo. Mi è piaciuto tantissimo parlare di TVD, soprattutto perché erano anni che non lo facevo in questo modo sul mio blog, ma pensavo che potrebbe essere una cosa da fare con tante altre serie di quando ero adolescente, una retrospettiva che adorerei fare.

Che poi, io ho soltanto toccato la superficie con TVD. Se parlassi di Katherine, della mitologia, della storia dei due fratelli e della loro famiglia … insomma, non la finirei più.

Detto questo, concludo l’articolo mostrandovi alcuni dei miei vecchi post su TVD, ma occhio agli spoiler.

Serie TV – Recensione The Vampire Diaries

The Vampire Diaries: 10 canzoni che ho scoperto grazie alla serie

The Vampire Diaries: come Elijah da solo ha reso possibile la creazione di uno spin-off

The Vampire Diaries: Klaus e l’anticipazione di un antagonista nel corso di tutta la stagione

Risultati immagini per TVD cast season 1

Ten English words and expressions with a surprising Persian origin

21 Nov

Persia is a land that evokes such a charming mystery. For millennia, that region has been a gateway between Europe, India, the Arabian Peninsula and the Far East. After all, the Silk Road passed through them, and its culture has thus helped shaping both the West and the East in some ways.

In fact, the English language still has some remnants of the influence that Persia used to have in the past.

Some words are unsurprising, like Bazaar deriving from the Persian word for “market”, or Iran, how the country formerly known as Persia is called, which means “land of Aria”.

However, there are some expressions whose Persian origin may be surprising and unknown to some, and this is why I’m going to show you ten words.

Let’s begin, shall we?

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Come sarebbe un intero regno pieno di casi umani?

20 Nov

Dovete sapere che il mio hobby più grande è la scrittura, tant’è vero che riuscirei a creare una creatura fantasy al volo partendo da qualsiasi cosa.

Per questo, ho pensato: come creerei un intero regno di casi umani?

Proviamo a immaginarlo.

C’era una volta, un regno magicoincantatomeraviglioso … facciamo che è solo un regno, va bene?

In questa terra, c’è una caratteristica particolare: nessuno sa chi sia il re. E no, non sto parlando di un posto in cui il sovrano se ne sta rinchiuso a palazzo senza farsi vedere da anima viva. Semplicemente, tutti gli abitanti sono convinti di essere il migliore in assoluto, e quindi nessuno si è mai preso la briga di capire chi fosse davvero a comandare.

La popolazione è strana, perché non vi sono né donne né bambini, ma soltanto uomini dai 18 ai 47 anni che, per qualche strana ragione, appaiono dal nulla, quasi come se si moltiplicassero ad occhio.

A dire il vero, una spiegazione c’è, ed è che tutti i villaggi possedevano un proprio “caso umano”, qualcuno che faceva sembrare lo scemo del villaggio un genio. Per i primi tempi, nessuno si faceva problemi ad avere intorno uomini che importunavano continuamente le graziose pulzelle, ma poi si resero conto che quelle donne smettevano di credere nell’amore a tal punto che, piuttosto che rischiare di stare con un altro caso umano, sceglievano il celibato e restavano vergini. Insomma, i casi umani da soli procuravano gli stessi danni di un’epidemia, e, per questo, si decise di affidarsi a stregoni molto potenti, affinché inviassero tutti i casi umani adulti nello stesso posto.

Certo, visto che il loro scopo era quello di starsene in panciolle a lamentarsi di non avere niente da fare, per poi provarci con qualsiasi organismo vaginamunito, come potevano sostenere un intero regno? Semplice: le loro mamme.

Le povere signore, infatti, versavano continuamente denaro per i loro abiti eleganti, le case ordinate e tutte le infrastrutture, ma venivano sempre ricompensate, perché era ingiusto che subissero solo perché avevano dato al mondo l’equivalente cerebrale di un sassolino.

Un abitante medio (per quanto siano tutti uguali) ha i capelli sempre bene in ordine, una perenne faccia da schiaffi attirafanciulle e un fisico che, a detta loro, sarebbe il picco del corpo maschile, ma che li faceva apparire come se un cavallo si mettesse in piedi.

Una giornata tipo scorre in modo semplice: nelle locande a essere scansafatiche buoni solo a criticare ed essere incoerenti.

Certo, e come la mettevano per le donne? C’è chi dice che gli stregoni diano loro l’illusione di essere sempre circondati da bellissime donne, quando si tratta degli altri casi umani, e quindi nessuno sa che la bellissima Hilda altro non è che Ginosué, il barbuto locandiere.

Comunque, io ci sto provando davvero a immaginare un simile regno, ma è come se il mio cervello mi frenasse, perché l’ignoranza di un caso umano equivale alla magia oscura per poteri distruttivi.

Per questo, chiuderò l’articolo qui, e lascerò a voi l’immaginazione.

Semplici regole per essere un caso umano

18 Nov

La Federazione Associata Nazionale Casi Umani Leggermente Ostinati, che per qualche motivo non ama gli acronimi, sa che è difficile comprendere quali regole seguire per essere un caso umano.

Come comportarsi in giro? Come vestirsi? Cosa fare al cospetto di una ragazza?

Questa è la ragione per cui vi sono delle semplici regole da seguire, e sono semplici per il fatto che, se fossero complesse quanto un compito di matematica di prima media, i casi umani non saprebbero come seguirle.

Ecco, quindi, le semplici regole.

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