13 Reasons Why: 13 aspetti negativi della seconda stagione

25 Mag

13 Reasons Why: 13 aspetti negativi della seconda stagione

Bentornati nel blog vuoto. La seconda stagione di 13 è arrivata da una settimana e mezzo, ed io l’ho guardata tutta. E ammetto che mi dispiace averlo fatto.

Io pensavo che sarebbe stata una situazione alla Broadchurch, in cui una storia che poteva essere raccontata in una sola stagione è migliorata dalla seconda. In questo caso, però, rischia quasi di peggiorarla retroattivamente, se non altro perché non sembra quasi lo stesso show.

Adesso, quindi, voglio recensire la stagione come faccio con i blockbuster, ma userò 13 aspetti negativi, visto di quale serie parliamo.

Ovviamente, adesso farò molti spoiler sulla stagione, quindi non andare oltre se non hai visto la seconda stagione di Tredici. Certo, puoi fare quello che vuoi, ma non dire che non ti ho avvertito!

Tredici Ore?

Quando hanno annunciato la seconda stagione, tutti si chiedevano se avesse senso, visto che non era rimasto più niente da dire. A mio avviso, qualcosa da dire c’era ancora, e questa seconda stagione l’ha sfruttato. Il problema sorge quando ci si chiede se quel qualcosa bastasse a mandare avanti tredici episodi da un’ora.

Ci sono momenti che durano fin troppo tempo, come se non avessero altro con cui tappare i buchi e inserendo scene che potevano dirti tutto in trenta secondi, ma portandole avanti per minuti interi.

Secondo me, il solo motivo per cui sono 13 episodi è che il titolo è letteralmente 13, ma potevano tranquillamente essere di 40 minuti, o magari variare nella durata, in modo che un episodio con molte rivelazioni ha 50-55 minuti e uno più sbrigativo 40-45.

Confusione temporale con i flashback

Durante le confessioni dei testimoni, veniamo a sapere più cose circa gli eventi della serie. In alcuni casi, sono ben fatte, come rivelare che il Dollar Valentine di Marcus non prevedeva che Hannah Baker fosse la ragazza con cui doveva uscire (e quindi il loro appuntamento molesto non doveva neanche avvenire) o che Alex si trovava ancora alla festa quando Bryce ha fatto quel che ha fatto.

Tuttavia, c’è un po’ di confusione temporale perché sembra quasi che fin troppa roba sia avvenuta nel corso di pochi mesi (principalmente Estate e Autunno 2017), e la cosa rischia di creare troppa perplessità se uno spettatore non riesce a capire bene cos’è avvenuto prima e cosa dopo.

L’avvocato della difesa

A me sarebbe piaciuto vedere di più sull’avvocato della difesa. Noi spettatori sappiamo che sta difendendo qualcuno che ha commesso tante atrocità, e quindi poteva essere una buona occasione per parlare di come ci si senta a difendere qualcuno che in molti vedono come un criminale (perché il beneficio del dubbio comunque le resta).

Lei menziona di avere avuto a che fare con adolescenti in passato, e poteva essere un buono spunto quello di parlare di come lei difendesse qualcuno ingiustamente accusato proprio di stupro che, quindi, è finito in carcere, dove magari è stato pure ammazzato.

Insomma, qualcosa sarebbe stato piacevole, anche perché sembra fin troppo un personaggio piatto, qualcuno che permette ai “cattivi” di turno di farla franca.

Le informazioni quanto velocemente viaggiano?

Secondo la Legge della Conservazione dei Dettagli, tutto quello che metti in mezzo deve essere rilevante in qualche modo. Per questo, ci sta che non si perda tempo a mostrare un’informazione e le sue conseguenze.

Il problema è che comunque viaggiano troppo velocemente. Uno degli studenti è chiamato a testimoniare e tutti sanno cos’ha detto durante lo stesso giorno di scuola. Oppure, uno dei personaggi scopre qualcosa e contatta qualcuno, con quel qualcuno che sembra fin troppo pronto ad intervenire per uno che ha saputo tutto all’ultimo secondo.

Da un lato, però, c’è anche che questa è la generazione dell’informazione super veloce, quindi forse tutto può essere giustificato, anche se si esagera.

Il padre di Justin

Il consigliere scolastico cerca di rimediare alla situazione di Justin, che comunque si è ridotto sul lastrico e fa uso di eroina in mezzo alla strada.

Quindi, menziona pure che Justin non sa chi sia suo padre, e mi aspettavo quindi una risoluzione, magari con qualcuno che lo telefona per dirgli “senti, tu hai abbandonato la tua famiglia, ma tuo figlio è diventato un eroinomane, quindi forse potresti essere rilevante”.

La sua storia non va da nessuna parte, al punto che si arriva addirittura alla fine in cui Clay spiega a Justin che i suoi vorrebbero “adottarlo” in modo che possa continuare a vivere la sua vita fino al compimento dei 18 anni.

Avrei preferito molto di più, magari anche usando il patrigno di Justin.

Monty poco sviluppato

In effetti, c’è qualche episodio di Black Mirror che mostra basti poco perché si decida di procedere a compiere azioni pessime per poter proteggere noi stessi, il nostro futuro e le nostre scelte.

Ciononostante, trovo che il personaggio di Monty sia poco sviluppato. Noi lo vediamo comportarsi come il classico “braccio destro” di un supercattivo, depistando i protagonisti e mettendo i bastoni sulle ruote delle indagini.

E perché lo fa? Perché praticamente lo sport è l’unico aspetto della sua vita in cui può avere successo, e, se fallisse quello, la sua vita sarebbe rovinata.

Visto cosa fa soprattutto negli ultimi episodi (in particolar modo nell’ultimo, ma ci arrivo dopo), avrei preferito qualche menzione in più, e magari qualche coinvolgimento più diretto, del tipo “guarda che ciò che ha fatto Bryce è niente in confronto alle azioni di Monty”.

Troppi personaggi e poco spazio per alcuni di loro

Quanto può essere paradossale che una serie che ha più tempo di quello di cui ha bisogno non riesca a gestire i troppi protagonisti, al punto che alcuni di loro non hanno spazio?

Per esempio, Courtney ha un bell’episodio su di lei, ma poi non appare quasi mai, se non in scene in cui sembra infilata per forza (come quando è lei a fermare la rissa, per poi sparire per tutto il resto dell’episodio).

Va bene, quando non hai più nulla da dire su un personaggio, questo ci sta, ma sul serio non potevano essere di alcun aiuto?

Il taglio di un mese

Tutta la stagione procede lentamente per 12 episodi, con probabilmente un episodio al giorno in molti casi (visto che difficilmente c’è più di un testimone per puntata in tribunale), e questa cosa ci può stare.

Poi, però, l’ultimo episodio salta a piè pari ad un mese dopo, quasi come se non avessero tempo di dire cos’è accaduto.

Il problema è che, in quel mese, succedono cose troppo importanti per lasciarle fuori, come ad esempio Tyler ed il suo corso di riabilitazione, che, essendo stato solo brevemente nominato, non può fare né caldo né freddo quando ritorna dopo un mese.

Conseguenze e sviluppo

Ci sono molti spunti interessanti che, secondo me, potevano essere sfruttati al meglio. Per esempio, Tony menziona di essere stato ammonito due volte in passato, e che, quindi, qualora finisse nei guai con la legge, sarebbe arrestato, oppure Justin e la sua dipendenza dall’eroina.

Questi due esempi, però, non sembrano portare a molto. Con Tony, le occasioni sprecate sono molte, perché potevano calzare di più la mano sul “guarda che io ti aiuto, ma se ci beccano io finisco in galera, quindi mi devi un favore bello grosso” e andare più in fondo con la questione del ritrovarsi un uomo che si è pestato in passato nel proprio corso di autodifesa, anziché sbrigare la faccenda con lui che ne parla al suo compagno.

Con Justin, non c’è mai davvero nulla bloccato dalla sua dipendenza. Certo, va anche detto che non è che sia alquanto utile in tutta la storia, però poteva essere un buono spunto fargli avere un’overdose, soprattutto in momenti in cui sembrava diventare un personaggio chiave.

Il processo e l’arresto

È finito il dodicesimo episodio, e l’imputato è giudicato non colpevole. In sostanza, il processo è stato “perso”, e sembra che si spiani la strada verso l’ultimo.

Poi, però, arriva la polizia, ed arrestano Bryce Walker a seguito della deposizione fatta sia da Jessica sia da Justin, il quale è anch’egli arrestato (e devo dire che ho apprezzato la critica che hanno fatto punendo più gravemente Justin).

Secondo me, la tempistica rovina tutto. Non solo non dai il tempo di “digerire” la sentenza, ma ti chiedi come mai ti sia dovuto sorbire 12 episodi di processo quando, poi, alla prima deposizione ecco che la polizia arresta Bryce.

Comprendo, volevano cercare di dare un’idea alla “poi comunque giustizia è fatta”, però sul serio rovini tutta l’atmosfera.

Sarah

Nella prima stagione, a malapena sappiamo cos’ha fatto Hannah nella sua vecchia scuola, ma ipotizziamo che sia stata vittima di bullismo anche allora. Poi, però, arriva la rivelazione: era lei il bullo di una compagna di classe di nome Sarah.

Questo calza a pennello nella caratterizzazione che hanno dato ad Hannah in questa stagione, ovvero la rivelazione che lei non era la ragazza perfetta che il pubblico (e Clay) credeva.

Il problema è che arriva fin troppo dal nulla questa cosa. Niente nella precedente stagione o negli episodi che arrivano prima indica che Hannah ha fatto qualcosa di sbagliato ad una compagna, e, quindi, quando la madre la vede, non capisci cosa stia accadendo. Ammetto che credevo avesse reagito in quel modo perché una ragazza con i capelli simili a quelli di Hannah era con la madre, e quindi pensava a che non avrebbe mai più avuto quei momenti.

Oltretutto, non vediamo neanche alcun flashback, mentre poco ci mancava che vedevamo anche un flashback di Hannah interrogata a scuola.

Clay e la pistola

Da un lato, la scena di Clay che va a casa di Bryce con la pistola di Tyler in mano mi è piaciuta per come appariva. Lui che camminava pensando solamente alla registrazione in cui Hannah parlava di ciò che Bryce aveva fatto, e stava impazzendo a tal punto da non sapere contro chi premere il grilletto, al punto da arrivare ad un passo dall’ammazzarsi. Il che apre anche una parentesi legata al fatto che non è la prima volta che Clay è vicino al suicidio, ma poi nessuno menziona questo avvenimento, nella serie che tratta letteralmente della tematica del suicidio.

Tuttavia, trovo che sia stata alquanto “sprecata” e poco sviluppata, semplicemente perché sembra quasi che Clay, non appena ha avuto una pistola tra le mani, sia andato verso casa di Bryce per ucciderlo.

Sarebbe stato bello se invece avessero mostrato qualcuno che tentava di uccidere Bryce, con Clay che lo fermava dicendo che bisognava seguire la legge e lasciare che la giustizia facesse il suo dovere senza commettere un omicidio. Poteva anche essere Justin, che aveva tutti i motivi del mondo per farlo.

Tuttavia, Clay parla pur sapendo che, se avesse una pistola in mano, gli sparerebbe senza esitazione, e rabbrividisce quando si accorge che stava davvero per mandare tutto all’aria andando ad ammazzarlo.

La pistola di Cechov

La pistola di Cechov è una regola che prende il nome dallo scrittore e drammaturgo Anton Cechov, il quale sosteneva che se in un romanzo compare una pistola, bisogna che spari. In sostanza, è bene non introdurre qualcosa in una storia se non ha la benché minima importanza ai fini della stessa.

Questo non vale solo per gli oggetti, ma anche per le persone (avete mai guardato un poliziesco in cui il colpevole si scopre essere un personaggio apparso quasi “per caso” nel mezzo dell’episodio?), abilità (se mi dici che il protagonista è un abile spadaccino, come minimo deve avere un duello) e tantissimo altro.

Io qui vorrei usarlo in senso letterale per parlare del fucile di Tyler.

Ora, l’ultimo episodio della stagione ha una scena alquanto disturbante, in cui Monty ed altri aggrediscono Tyler in bagno e arrivano anche a sodomizzarlo con una scopa.

Questo si ricollega anche a due punti precedenti. Non sappiamo bene perché Monty ritenga che lo sport sia la sua unica via di fare qualcosa nella vita, quindi non ci viene da pensare “in effetti, ci sta che se la prenda a tal punto con chi lo ha rovinato”. Come secondo punto, non avendo visto Tyler prendere parte al suo corso, non possiamo sapere in quale modo sia cambiato rispetto a prima, e quindi quanto del suo percorso sia stato rovinato da quell’evento.

Anche perché lui aveva finito la stagione pianificando di prendere le sue armi e sparare in giro per la scuola, cosa anticipata più volte dal suo andare a sparare in giro.

Quindi, quando si arriva alla fine, e Tyler arriva a scuola impugnando il suo fucile, ci si aspetta che spari all’impazzata, anche perché sono arrivati addirittura a violentarlo in bagno.

Invece, Clay riesce a fermarlo prima che spari un colpo, e Tony lo porta via.

Secondo me, questo addirittura vanifica la scena disturbante, perché, se non ha portato a nulla di concreto nella parte finale dell’episodio, allora perché metterlo?

Qui entriamo nel territorio de Il Trono di Spade, che usa Violenza con la V maiuscola quasi senza motivo, in una maniera talmente abituale che, ormai, sembra quasi che tutti giustifichino le scene violente con “ehi, lo ha fatto Game of Thrones!”.

Secondo me, eventi del genere devono avere una conseguenza, e non puoi metterli solo per avere uno stato di shock.

 

Questi sono i 13 aspetti negativi della seconda stagione di 13. Ovviamente, siete liberi di pensarla come volete, perché questa era soltanto la mia opinione.

Alla prossima, sempre qui, sul blog vuoto!

Annunci

5 Risposte to “13 Reasons Why: 13 aspetti negativi della seconda stagione”

  1. maicomequellavolta 31 Mag 2018 a 4:07 pm #

    Grazie per la tua recensione, non ho ancora guardato la seconda stagione perché temevo che sciupasse la storia che mi é piaciuta tanto nella prima, però sono sempre lí a pensare quando lo vedo nella lista…”Ma magari mi sbaglio?”

    • ilblogvuoto 31 Mag 2018 a 4:25 pm #

      Secondo me, questa seconda stagione rovina retroattivamente la prima. Il fatto è che, come dico nell’articolo, non è che puoi estrapolare 13 ore di serie da ciò che rimaneva da dire. Forse, persino un semplice film di 2 ore avrebbe potuto coprire tutto quello che accade.

      • maicomequellavolta 31 Mag 2018 a 4:31 pm #

        Probabilmente non la guarderò allora. Però la prima stagione é stata decisamente molto bella (ho pianto tanto 😀 )

      • ilblogvuoto 31 Mag 2018 a 6:56 pm #

        La prima stagione è ben costruita, ed è quindi un peccato che la seconda la rovini. Se la rinnovassero, ho paura che diventerebbe “la serie di Netflix che è durata tantissimo quando poteva essere una miniserie limitata”.

Trackbacks/Pingbacks

  1. I film e le serie che ho visto a Maggio e Giugno 2018 | Il blog vuoto - 3 luglio 2018

    […] Ho scritto una recensione a riguardo. […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: