Archivio | febbraio, 2018

Febbraio 2018: l’ingiustizia del mese più breve

28 Feb

Bentornati nel blog vuoto. Sentite, qui dovrei parlare del mese di Febbraio 2018, ma non mi va di parlarne, considerando che, per la maggior parte, è stato pieno di giornate di cui preferirei non ricordare. Certo, ho fatto cose che ricorderò con piacere, ma non voglio parlare di quello.

Vedete, io ho sempre trovato ingiusto che Febbraio sia il mese più breve, se non altro perché è circondato da mesi con 31 giorni. Insomma, ok che magari l’Inverno ha un numero di giorni specifici e bisogna dosarli, ma davvero metterne uno di 28 in mezzo.

Ok, i mesi secondo le leggende romane sono iniziati con 28 giorni, ma sul serio tutti ne hanno avuto qualcuno in più per bilanciare l’anno solare tranne Febbraio?

Insomma, questo mese pure quando ha “un giorno in più” resta il più corto dell’anno!

Ecco, quindi, che volevo chiudere il mese menzionando l’ingiustizia del suo essere tanto breve.

All’anno prossimo, Febbraio. Con voi, invece, alla prossima, sempre qui, sul blog vuoto.

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Salto nella mia infanzia, 5 anni dopo

27 Feb

Bentornati nel blog vuoto.

L’Inverno 2013 è stato un periodo di magra per il blog, al punto tale che ero giunto al 27 di Febbraio senza avere ancora scritto articoli.

Infatti, decisi di fare un semplice post in cui annunciavo che mi sarei dedicato a cose che hanno segnato la mia infanzia.

Sono passati 5 anni da allora, e noto come il mio blog effettivamente sia stato pieno di articoli a riguardo, complice anche l’ascesa della mia passione per i tokusatsu, ragione per cui comunque mi ritrovo di continuo a parlare di cose che ho apprezzato da piccolo a cadenza minimo minimo mensile.

Volevo dedicare il post di oggi a questo anniversario, ma c’è qualcosa che deve spodestarlo: la neve.

Parlando d’infanzia, volevo menzionare una cosa: pur avendo visto la neve fioccare in altri giorni, era da quando avevo dieci anni che non mi ritrovavo in mezzo alla neve a giocare e divertirmi. Insomma, la mattinata di oggi è stata qualcosa di assurdo, un’esperienza più unica che rara che sono felice di aver vissuto, e che voglio immortalare il più possibile.

Insomma, questo è decisamente un salto nella mia infanzia, perché mi ha dimostrato come non solo a me piaccia continuare a sviluppare passioni che ho sin da bambino, ma che adoro quando ho quelle giornate in cui posso fare cose che non facevo da quando ero piccolo.

Mi manca essere allegro e spensierato come da piccolo, specie adesso che non riesco a godermi o fare nulla senza essere nervoso o sentirmi in colpa.

Grazie, infanzia, per continuare a tornare nella mia mente, per farmi godere qualche istante sereno e felice.

Grazie, neve, per essere caduta di nuovo sul mio corpo, facendomi scoprire che, a dire il vero, io il freddo posso sopportarlo, ed essere anche felice che ci sia.

Grazie, passioni, perché mi permettete di essere me stesso senza problemi.

L’articolo si conclude qui.

Alla prossima, sempre qui, sul blog vuoto!

Perché un popolo povero è più facile da governare

26 Feb

Tra sei giorni, noi italiani aventi diritto di voto saremo chiamati ad eleggere i nostri rappresentanti parlamentari. In teoria, io avrei voluto fare un solo articolo a riguardo, ossia su cosa esattamente si va a votare, perché sono anni che ne leggo di tutti i colori e vorrei provare almeno a fare chiarezza, nel mio piccolo.

Tuttavia, in questi giorni, stiamo assistendo a tantissimo dolore, tantissimi scontri e un Odio con la O maiuscola che farebbe quasi rabbrividire i terroristi degli Anni di Piombo.

Ora, per me, non vi è una forma d’odio più grande dell’odiare qualcuno perché esiste, e questo include prendersela con gli immigrati in quanto tali, odiare i gay perché “è contro natura”, vedere una persona come “nostro nemico” a primo impatto e tanto altro ancora.

Io sto vedendo tutto questo da giorni. E no, non proviene soltanto da persone anziane (e quindi figlie di un’altra mentalità) o da uomini di mezza età (e che quindi hanno vissuto praticamente tutta la loro età adulta nel clima politico post-Tangentopoli), ma da giovani come me.

Vedere un venticinquenne che chiama i gay “ricchioni”, usa la parola con la N e addirittura invoca il ritorno di Hitler e Mussolini non so se faccia prima a rabbrividirmi o a rattristarmi, perché noi siamo la generazione di internet, una in cui puoi andare ad informarti dove vuoi. Insomma, quando dicono “il Duce non ha fatto cose sbagliate a parte allearsi con i Nazisti”, dove vanno ad informarsi?

Ovviamente, ci si chiede cosa sia successo. Insomma, ondate di populismo hanno colpito mezza Unione Europea nel corso degli ultimi due anni: esso è dietro la Brexit, mentre candidati populisti sono andati vicini ad essere eletti in Francia e Olanda.

Tuttavia, qui in Italia sembra che non vi sia via di scampo, che la maggior parte degli italiani preferisca odiare qualcuno perché esiste.

Cos’è successo?

In momenti come questo, mi viene in mente uno degli striscioni che vedevo sempre in giro quando andavo al liceo e vi erano le numerose manifestazioni tipo “l’onda”: Non ci fanno studiare né lavorare perché un popolo ignorante è più facile da governare.

Io ricordo che non mi piaceva cosa intendesse questo messaggio, ma semplicemente perché sostituirei “ignorante” con un altro aggettivo: povero.

Sono ormai dieci anni che la crisi economica più pesante da quella iniziata nel 1929 e proseguita nel corso degli anni trenta imperversa. In un periodo del genere, ovviamente numerosissime persone si sono ritrovate senza mezzi economici, in alcuni casi senza neanche potersi permettere un tozzo di pane.

Se togli i soldi a qualcuno, è quasi come se gli togliessi il cervello. In certi casi, si traduce nel vedere uomini e donne fare cose inimmaginabili per poter sostenere sé stessi, ma soprattutto le loro famiglie (avete mai sentito parlare dell’espressione “tengo famiglia” per giustificare azioni immorali o alquanto scandalose?).

In altri, però, significa cercare una causa, qualcuno da incolpare e “punire”.

Noi siamo un popolo che non si prende mai le proprie colpe. Lo si può notare con il calcio: se la squadra del cuore perde una partita importante, non è mai perché semplicemente l’avversaria si è dimostrata più forte, ma sempre perché, magari, l’arbitro non ha fischiato un fallo, c’erano fattori metereologici sfavorevoli, “si gioca troppo” e via dicendo.

Questo è un concetto che si applica dovunque. Anche nel pensare “io non ho una lira”. Insomma, se uno è povero, la colpa deve per forza essere di qualcuno.

E, siccome non può essere “uno come noi” perché anche lui “tiene famiglia”, ecco che si cerca di pensare al diverso, soprattutto se ci pensano i cari politici a dire “se sei povero, è perché lui esiste!”.

Davanti ad un immigrato, una persona razionale penserebbe a come questi se ne sia andato dal proprio Paese per motivi validi (c’è la guerra, laggiù sono molto più poveri, deve sostenere ai suoi cari e questo è il solo modo …). Tuttavia, chi non ha denaro non riesce ad essere razionale, e quindi inizia ad incolparlo della sua povertà, chiedendo ad alta voce che sia cacciato, perché “se entrambi siamo poveri, ma io qui sono nato, devo venire prima io!”.

Che poi, mi viene in mente una digressione. Poveri immigrati, che giungono nel Mondo occidentale nella speranza di trovare pace, libertà e l’occasione di ricominciare dopo eventi terribili, per poi vedere i Paesi portavoce di tutto questo spezzarsi e precipitare nell’oblio perché loro esistono. È un pensiero che reputo assurdo, ma provate a dirmi un Paese occidentale in cui non vi è alcuno scontro legato ad essi.

Tornando a noi, mi viene in mente a come i politici siano abilissimi nel pigiare sul tasto “non ho denaro”, usandolo come elemento chiave della campagna elettorale. Vi mostro un esempio di destra, uno di sinistra e un altro dai 5 Stelle, per mostrarvi come non sia una cosa tipica di un solo schieramento.

Berlusconi, essendo un uomo d’affari, sa quanto sia efficace il potere dei soldi. Per questo, più volte ha concluso la propria campagna elettorale giurando che avrebbe abolito una tassa specifica. Ovviamente, un italiano medio non pensa a cose tipo “ma io questa tassa non la pago” oppure “capirai, 100 Euro in più all’anno…” ma “WOW, PAGO UNA TASSA IN MENO!” e a va votarlo, anche se ha passato gli anni precedenti a criticarlo.

I famigerati 80 Euro di Renzi sono visti da molti come una versione diametralmente opposta: anziché promettere che un italiano spenderà meno soldi, ne può avere di più.

I Cinque Stelle, poi, ti fanno una testa grossa quanto una casa su come vogliano fare in modo che i politici percepiscano meno denaro possibile. Certe volte, sembra quasi che sia la loro versione della scritta “Applausi” che si trova di fronte al pubblico di uno studio televisivo.

Quindi, è bene che io mi affretti a concludere questo articolo, prima che diventi l’ennesimo post sul web senza capo né coda che inveisce contro la classe politica.

Aspetta, io non me la sto prendendo con loro, ma con noi italiani.

Ecco, quindi, l’ultimo punto.

Io non riesco a vederla una via d’uscita da tutta questa situazione. Insomma, se neanche il poter essere in grado di informarsi da soli riesce a migliorare la mentalità di un individuo, non direi cosa potrebbe farlo.

Questi sei giorni saranno di fuoco, perché di certo non sarà una forte nevicata a calmare gli animi degli italiani, e, ricordo, non parlo soltanto di uomini e donne che potrebbero essere miei nonni o genitori, ma anche di chi potrebbe essere mio fratello maggiore, o addirittura minore. Situazioni come questa sono il motivo per cui la frase “i giovani sono il futuro” mi preoccupa.

Concludo qui, sentendomi un po’ strano, considerando che questo non è proprio un blog in cui discuto di certe cose, ma sentivo il bisogno di esprimermi.

Il 4 Marzo, inoltre, si svolgeranno i Premi Oscar 2018. Staremo a vedere se quel giorno somiglierà anche qui a qualcosa che pensavamo avremmo visto di nuovo soltanto in un film.

The culture behind a Megazord: some epic choices for the 900th episode of Power Rangers

25 Feb

Welcome back to my blog. I was waiting for the announcement of the 2019 season to make an article about what could happen with the 900th episode, because, if they keep airing 20 episodes per year, it would happen in the “Super” portion of whatever follows up Super Ninja Steel.

However, I was fairly surprised to see that they’ll go with Go-Busters, because it has lots of potential for being an excellent season. First of all, it can be divided in two, meaning it would even make sense to have Power Rangers Beast Morphers adapting the first arc and “Super Beast Morphers” for the second.

Also, there are some epic opportunities for the 900th episode in a Go-Busters adaptation, and I will mention five of them, though one doesn’t derive exactly from Go-Busters.

Are you ready?

Let’s Morphin’!

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Coppe Europee: potrebbe una squadra vincere senza vittorie?

24 Feb

Bentornati nel blog vuoto. Nel 2016, il Portogallo è diventato campione d’Europa vincendo soltanto una gara nei 90 minuti regolamentari, la semifinale contro il Galles. Certo, ottavi e finale li ha superati vincendo ai supplementari, ma in molti menzionavano come i campioni continentali a malapena avessero trionfato nel corso di 7 partite.

Ieri, l’Austria Salisburgo, che ha vinto 4 delle 8 gare disputate, pareggiando le altre, è stato sorteggiato negli ottavi di Europa League contro il Borussia Dortmund, che ha perso 4 partite su 6 in Champions, vincendo soltanto una gara internazionale (l’andata dei sedicesimi contro l’Atalanta).

Queste cose mi fanno pensare a cosa dovrebbe accadere perché un’edizione di Champions o Europa League sia vinta da una squadra senza alcuna vittoria.

Innanzitutto, bisogna tenere conto di una cosa: per la FIFA, le partite vinte ai rigori si considerano pareggiate sul campo. Questo è il motivo per cui l’Italia è ancora imbattuta contro la Germania a livello internazionale: i tedeschi hanno passato il turno ai rigori nel 2016, quindi hanno “soltanto” eliminato gli azzurri, senza batterli. Oppure, è sempre per questo che la finale dei Mondiali del 2006 è considerata pareggiata.

Detto questo, vediamo cosa dovrebbe accadere.

 

Supponiamo che sia una squadra qualificata alla fase a gironi. Chiaramente, deve pur passarlo, ma senza vincere.

In un girone del genere, sarebbe utile se ci fosse una squadra che domina sulle altre, lasciando quindi alle altre soltanto spiccioli. Se la nostra ipotetica squadra pareggiasse tutte le partite, si qualificherebbe con il minimo sforzo, stile Portogallo nel 2016 o Italia nel 1982.

Tra ottavi, quarti e semifinali, basterebbero ancora pareggi, usando sia il gol in trasferta sia i rigori, per arrivare in finale.

Ora, questo può in teoria accadere, ma non trovereste anche voi quanto sarebbe assurdo? Una squadra che diventa la più forte d’Europa senza mai battere nessuna.

Aggiungiamo un livello di difficoltà: può una squadra passare il girone perdendo una o due partite?

Usiamo la Squadra A come “campione”.

A – B 0-1 0-2

C – D 0-0 0-0

 

B – D 4-1 3-2

C – A 2-2 1-1

 

D – A 0-0 1-1

B – C 5-2 3-0

 

La classifica vedrebbe la Squadra B prima a punteggio pieno, con le altre che racimolerebbero 4 punti. Negli scontri diretti, però, la Squadra A avrebbe segnato più reti, quindi passerebbe come seconda.

Ed ecco che rispondo anche a una domanda che avevo da un po’, ossia se possa una squadra passare il turno senza vittorie ma con due sconfitte.

Certo, immaginate cosa penserebbero i fan se una squadra che ha fatto solo 4 punti dovesse diventare campione d’Europa.

Alla prossima, sempre qui, sul blog vuoto!

Coefficiente UEFA: la Serie A non lo merita di essere sopra la Bundesliga

23 Feb

Bentornati nel blog vuoto. Io sapevo che oggi avrei scritto un articolo di calcio, ma non sapevo bene a quale idea affidarmi.

Da un lato, volevo parlare del “paradosso del calcio”, menzionando come il Borussia Dortmund si trovi agli ottavi di Europa League pur avendo perso 4 partite e pareggiato altre 3.

Dall’altro, volevo parlare di come il Napoli sia in grado di riuscire allo stesso tempo a fare una stagione da urlo ed una oscena, contemporaneamente primi in classifica ma in grado solo di fare figuracce.

Tuttavia, volevo usare un comune denominatore, ossia la Germania.

La giornata di ieri ha dimostrato che la Serie A non merita di essere tra le prime quattro nella classifica UEFA, tantomeno non merita di essere davanti alla Bundesliga.

Certo, questo pensiero ce l’avevo pure l’anno scorso, a vedere come anche una squadra lontana dai primi posti come il Borussia M’gladbach riusciva ad eliminare la Fiorentina senza problemi.

Tuttavia, quest’anno c’è stata la prova schiacciante che la Bundesliga sarà sempre superiore alla Serie A. Nella stagione in cui l’Italia porta 6 squadre su 6 avanti, mentre la Germania ne perde ben 4, ecco che le tedesche passano tutte il turno, mentre le italiane sono solo 2, con quelle in Champions con un piede fuori.

Insomma, alla Bundesliga basta impegnarsi la metà della Serie A e fa comunque un lavoro migliore sul campo internazionale.

Questo dimostra che è ingiusto che l’Italia sia tra le prime tre in Europa, soprattutto adesso che le prime quattro hanno quattro squadre nei gironi di Champions. Se a malapena le squadre si impegnano, che senso ha togliere quattro posti preziosi?

Le inseguitrici sono Francia, Portogallo e Russia. Il trio PSG-Lione-Monaco, il Porto e il Benfica e le squadre di Mosca sembrano più meritevoli del piazzamento che ha attualmente l’Italia.

Direi che è meglio se chiudo qui il post, che non mi va di spendere troppe parole in merito.

Alla prossima, sempre qui, sul blog vuoto!

Cheri, Cheri Lady

22 Feb