Dieci motivi per cui considero Game of Thrones una serie sopravvalutata.

1 Ago

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Bentornati nel blog vuoto. Sto iniziando a scrivere questo articolo su Microsoft Word, cosa che non facevo da un po’ di tempo, perché è un tipo di articolo che richiede un po’ più di impegno del solito da parte del sottoscritto. Dopotutto, ho appena definito “sopravvalutato” uno degli show più idolatrati di tutto il Mondo.

Sì, ho scelto con cautela il verbo, considerando che idolatrare significa anche “amare fanaticamente”.

Comunque, sono le 6 del pomeriggio, ed io stavo pensando a Game of Thrones. Ora, prima dovrei parlarvi della mia storia con la serie.

All’inizio del 2011, iniziai a sentir parlare di una serie con protagonista Sean Bean (tutti ne parlavano con lui come anteprima, quindi avevo questa impressione), e pensai che avrei dovuto dargli un’occhiata. Tuttavia, lo feci soltanto quando, a Dicembre, giunse in Italia su Sky Cinema.

Ricordo che ho guardato la prima stagione (e la seconda successivamente) insieme alla mia famiglia. Tanto, per noi non c’è mai stato alcun limite con le scene spinte o violente. Per dirvi, True Blood ce lo guardavamo a pranzo.

Tuttavia, i primi episodi non ci attirano per niente (soprattutto a mio padre, e lui è l’amante del fantasy a casa mia), ed io decido di dare una seconda chance soltanto perché, al Napoli Comicon, c’erano i Cantori del Westeros che portavano dei cosplay talmente sublimi che pensavo che, forse, avrei potuto apprezzare meglio la serie se avessi complicato.

Invece, non mi ha preso per niente, tant’è che sono fermo alla seconda stagione da allora. Mio fratello ha continuato, ma io ho deciso di non andare avanti.

Intanto, la serie diventava sempre più popolare, al punto da essere dappertutto. Il risultato? Sembra quasi che sia qualcosa che tutti danno per scontato che chiunque ami da impazzire.

Secondo il mio modesto parere, invece, non stiamo parlando del capolavoro assoluto che il 90% del web sembra vedere, ma di un prodotto talmente sopravvalutato che esistono mongolfiere meno pompate.

Lo so, sicuramente riceverò commenti negativi pur avendo detto che è un’opinione personale, ma, ehi, il mio blog è praticamente nato con una recensione negativa e le reazioni dei lettori, quindi sarei ugualmente abituato.

Detto questo, io odio essere il tipo che dà un giudizio così drastico senza formulare motivazioni, ed è per questo che inizio ad elencarvi dieci motivazioni. Non sono in un ordine particolare, e non mi aspetto che voi concordiate con me. Inoltre, gradirei possibilmente una discussione matura e costruttiva anche se non siete d’accordo.

Okay, procediamo pure. Ecco a voi dieci motivi per cui considero Game of Thrones una serie sopravvalutata.

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Il fattore “migliora col tempo”

Io ho scoperto Fringe nel 2012, quando l’ho trovato su Italia 1 di pomeriggio. Così, ho iniziato a seguirlo, avendolo trovato dal pilota. Eppure, i primi episodi non mi convincevano chissà quanto, così, quando ne parlai con dei miei amici che hanno amato la serie sin dal suo esordio, loro mi hanno detto “guarda che il meglio deve ancora venire”, dandomi anticipazioni ed assicurandomi che “il meglio” sarebbe giunto poco dopo.

Così è stato, ed io sono grato ai loro consigli per avermi permesso di farmi apprezzare un’ottima serie, per quanto la quinta e ultima stagione non sia decisamente all’altezza delle altre.

Vi ho raccontato questo per farvi capire che io sono a favore del fattore “migliora col tempo”, ma ad una condizione: che i miglioramenti avvengano dopo poco tempo.

Nel guardare le prime due stagioni di Game of Thrones, non ho visto tutta la grandiosità di cui si parla sul web, e c’è chi pensa lo stesso della terza. Considerando che ogni stagione è composta da dieci episodi della durata di un’ora, stiamo parlando di trenta ore. Anche se dovessi avere tre giorni interi a disposizione per guardarmele tutte, starei comunque passando del tempo prezioso perché “migliora col tempo”.

Insomma, ne vale davvero la pena? Game of Thrones non è di certo come Lost, che è una di quelle serie in cui l’esperienza e il viaggio sono parte del suo essere un prodotto leggendario e irripetibile.

Mettiamo, però, che qualcuno decida proprio di recuperarlo, magari per capire come ha fatto una serie fantasy a ritrovarsi ad avere un pubblico così gigantesco, considerando che parliamo di un genere talmente di nicchia che è già assai se molti conoscono le opere di Tolkien.

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“Tutti muoiono”

A me viene in mente l’Epic Rap Battle tra Tolkien e Martin che trovate su YouTube. Ve la consiglio perché adoro questo canale e i loro “duelli” sono sempre ben curati e caratterizzati.

Comunque, a un certo punto, “Tolkien” deve rispondere a “tutti i tuoi cattivi muoiono, tutti i tuoi buoni sopravvivono” (che non è vero, ma è un’esagerazione che perdoniamo).

Questo è ciò che dice:

Per quanto sia veritiero per i personaggi morire casualmente, EDIZIONE STRAORDINARIA: il genere si chiama FANTASY. Non dovrebbe essere realistico.

No, non sto per dire che il problema che “tutti muoiono” è che rende lo show troppo cupo.

Il fatto è che, troppo spesso, non abbiamo neanche il tempo di conoscere come si deve dei personaggi, che sono uccisi in modo brutale perché “Valar Morghulis”.

Come faccio a dispiacermi e preoccuparmi della dipartita di Tizio o Caio, se a malapena posso sapere da dove provengono?

Questo a meno che Game of Thrones non cerchi di essere una serie nichilista in cui nessuna esistenza ha importanza e tutto è privo di significato, ma ci sono molti modi di rendere al meglio questo nichilismo. C’è la serie animata Rick & Morty su cui si potrebbe scrivere una tesi di laurea discutendo riguardo ogni singolo episodio.

Inoltre, quando una serie diventa troppo violenta o propensa a uccidere i personaggi (o anche solo farli soffrire), il pubblico ne diventa apatico, e si perde il fattore sorpresa (o disgusto) che dovrebbe scaturire.

Oscuro = realistico = migliore?

Quando Batman Begins divenne un enorme successo nel 2005, Hollywood iniziò a pensare che “oscuro = realistico = migliore”, e che basti mettere questi tre fattori perché qualunque storia sia grandiosa. La verità è che il cinecomic di Nolan ha funzionato perché tratta di un supereroe oscuro, può essere realistico (stiamo parlando di un supereroe privo di superpoteri) ed è migliore semplicemente perché tratta di Batman in modo più elevato, diventando un vero e proprio film artistico.

Eppure, 12 anni dopo, cinema e TV continuano a pensare che “oscuro = realistico = migliore”. Game of Thrones ne è l’esempio lampante.

Innanzitutto, un mondo nichilista non può mai essere realistico, e non basta ambientare tutto in un contesto più cupo perché automaticamente sia migliore.

Lo so, questo punto è più rivolto verso i fan, ma sembra quasi che il suo essere oscuro basti e avanti per renderlo un ottimo telefilm.

Iper sessualizzazione

Questo vale soprattutto per i personaggi femminili. Sembra quasi che esistano solamente per istigare sesso violento, e certe volte si spogliano e appaiono in contesti dove non ce ne sarebbe bisogno.

Il risultato? Personaggi che potrebbero dare tanto sono sprecati affinché tutto sia più sessuale, come se questo fosse tutto ciò che le donne abbiano da offrire. Che poi, non addentriamoci nella misoginia dello show, che non la finiamo più.

Dico solo che, come con le morti, sono arrivati a un punto in cui tutto questo sesso ha stancato e sembra inutile. Anzi, penso alla parodia degli Smosh in cui menzionano come ci sia bisogno di dialogare in un bordello perché “gli spettatori si annoierebbero se non mettessimo un paio di tette”. Io, però, sono del parere che, se devi ricorrere al seno di una donna nuda per attirare la mia attenzione, allora non la meriti.

“Il Pene”

Un fattore ipocrita del punto che ho appena menzionato è facilmente descrivibile in due punti: il pene.

Vedete, penso che un’altra serie che può rivaleggiare Game of Thrones per quanto sono esplicite le scene di sesso sia Sense8.

Tuttavia, se la prima sembra la fantasia di due uomini rozzi e malsani che vedono il sesso solo come un atto violento in cui l’uomo gode e la donna soffre (sì, questa è l’impressione che mi fanno molte scene), oppure come il solo modo che una donna ha di stabilire dominio e potere, la seconda le dipinge in modo artistico, salvo quando vuole creare momenti umoristici.

Insomma, quand’è che Game of Thrones ha reso un’orgia come se fosse un’opera rinascimentale?

Inoltre, non è che Sense8 fa come la suddetta, mostrando apertamente tette e vagine ma senza soffermarsi sui genitali maschili neanche quando non sono attaccati a un uomo.

Nella suddetta orgia, ci sono alcuni casi in cui i peni sono ben visibili, e c’è anche un’occasione in cui abbiamo un primo piano di un membro maschile!

Insomma, va bene mostrare vagine, ma poi non fare l’ipocrita e non mostri peni. Tanto, sei già una serie talmente spinta e volgare che le parodie porno sono meno esplicite. Sì, George R. R. Martin lo ha detto. No, non voglio soffermarmi su come faccia a saperlo, quindi passiamo oltre.

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“Donne forti”?

Leggo più spesso che Game of Thrones è considerato un telefilm “femminista” perché “pieno di donne forti”.

Ora, nulla da obiettare su questo, ma mi sa che io e gli autori di Game of Thrones abbiamo una diversa concezione di “donna forte”.

Per questa serie, infatti, una donna forte è una che usa il sesso e la violenza per ottenere ciò che vuole. Insomma, se spacca culi e sa come fregare gli avversari (nel senso letterale), allora è forte. In altre parole, è forte se si comporta “come un uomo”.

Non so voi, ma dire “questo personaggio femminile si comporta come se fosse uno maschile, ma siccome ha le tette allora è forte” non è femminista, ma l’opposto.

Un bel caso era Sansa Stark, che stava diventando un personaggio coriaceo, soffrendo molto ma iniziando la sua vendetta. Poi, però, appena Sophie Turner è diventata maggiorenne, ecco che Sansa è diventata come quasi tutti i personaggi femminili di GOT che non siano troppo piccoli o troppo vecchi.

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Non comprendere appieno i libri nelle stagioni successive (potenziale fanservice)

Scusate per la brutta immagine, ma George R. R. Martin è un uomo che si sciacqua le palle con quello che i fan vogliono. A lui non importa quali siano i personaggi più amati, né cosa si aspettino i lettori: la storia la decide lui e lui soltanto.

Inoltre, la serie di libri è comunque ben scritta e imparziale, dando il giusto spazio a tutti e trattandoli in modo decente.

Game of Thrones, invece, è la fiera del fanservice. C’è moltissimo spazio per i personaggi che il pubblico ama più di tutti (Cersei, Daenerys, Jon, Tyrion), chi si oppone al cammino di questi è subito fatto fuori, puoi arrivare a sapere cosa accade e, soprattutto, stravolge completamente il corso dei libri.

E vorrei menzionare come George R. R. Martin abbia concesso agli autori di adattarli perché sapeva che fossero grandi fan e non voleva che un adattamento stravolgesse tutto.

Insomma, loro dovrebbero fare esattamente l’opposto di ciò che fanno, ed è qualcosa che mi innervosisce, perché non puoi prendere una collana di libri che se ne sbatte dei fan e adattarla nella fiera del fanservice.

Daenerys, Jon Snow e il distacco dalla storyline principale

Tralasciando che è da un’ora intera che sono appresso a questo articolo e mi mancano ancora tre punti (compreso questo), mi chiedo quand’è arriverà la fine, ma non sarà la fine. E come ogni volta ad aspettare e fare mille file.

Comunque, Daenerys Targaryen e Jon Snow hanno delle storyline talmente distaccate da quella principale che si potrebbe dire che soltanto adesso, con la sesta stagione, sono diventati effettivamente centrali alle vicende.

E, se con Jon e la barriera si può fare una giustificazione, considerando che loro devono avere a che fare con gli Estranei, la minaccia incombente che deve portare “l’Inverno”, Daenerys è stata per quasi tutta la serie nella sua parte del continente, come se fosse una storia a sé stante.

Questo si rifà al punto del fattore “migliora col tempo”, ma non ne sarà passato un po’ troppo prima del suo arrivo a Westeros?

Dai, con la serie in sé, direi che abbiamo finito. Passiamo, quindi, agli ultimi due punti, che riguardano il fandom.

I fan che pompano l’hype

Siccome ci tengo a precisare che sto parlando della mia onesta opinione, voglio parlare anche di un aspetto personale. Secondo me, se un numero incredibilmente elevato di persone elogia un film o una serie, c’è il rischio che l’hype ne sia pompato, e tutti si aspettano che sia esattamente come lo descrive il fandom.

E quello di Game of Thrones è un fandom che dipinge qualsiasi cosa abbia a che fare con questa serie come oro colato, come se fosse il meglio del meglio, al punto da generare continue conversazioni.

Questo risulta essere un problema, perché c’è chi inizia a pensare che sia un capolavoro anche per le discussioni. Anche chi assegna i premi.

Insomma, The Americans, considerata dai critici come la miglior serie TV degli ultimi anni, a malapena ha ricevuto nomination agli Emmy, quando Game of Thrones ci sguazza. Sembra quasi che ottenga premi su premi semplicemente perché ne parlano tutti, e quindi deve esserci un motivo.

Tuttavia, penso che l’aspetto più negativo del fandom avviene quando riveli loro che non ti piace la serie. O, peggio ancora, non l’hai mai guardata.

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“Non ti piace/non hai mai guardato Game of Thrones???”

Quando riveli a qualcuno che un film o una serie che molti amano non ti piace, oppure che non l’hai ancora mai visto, ci sono vari livelli di perché:

  • Quello che lo chiede con un tono di voce normale, perché parliamo comunque di qualcosa da guardare, non proprio una cosa urgente o importante;
  • Quello che lo chiede con fare sorpreso, perché di solito guardi cose del genere, e quindi ci tiene a sapere la tua motivazione;
  • Quello che è quasi sconvolto, perché dava per scontato che tu l’idolatrassi:
  • Quello che quasi non ti crede, perché è impossibile che a te non piaccia;

Io tendo a chiederlo nei primi due modi, arrivando al terzo solo in casi rari. Ad esempio, ultimamente sto scoprendo che alcuni amici che davo per scontato amassero Sense8 non l’hanno mai neanche provata, e a me la cosa quasi “spaventa” perché loro sarebbero decisamente più propensi di me nel guardarla.

I fan di Game of Thrones, invece, saltano direttamente al quarto punto.

Ad esempio, un mese fa, ho condiviso una foto in un gruppo, commentando “a me non piace Game of Thrones”. Alcuni dei commenti menzionavano come “a TUTTI piace” o “non è possibile”.

Questa è una tipica conversazione se non ti piace o non lo guardi. Insomma, è davvero così assurdo che ci sia chi non gradisce una serie? Perché mai bisogna trattare chi non è parte del fandom guardandolo dall’alto verso il basso?

Non saprei proprio cosa dire, soprattutto perché ho appena passato l’ultima ora e mezza a scrivere questo articolo, di circa 2.500 parole. Non credo di aver mai dedicato così tanto tempo di fila a Game of Thrones, a parte quando andava in onda su Sky, perché facevano due episodi di fila.

Adesso, posso pubblicarlo, aspettandomi eventuali discussioni costruttive.

Nel frattempo, alla prossima, sempre qui, sul blog vuoto!

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6 Risposte to “Dieci motivi per cui considero Game of Thrones una serie sopravvalutata.”

  1. simonconverse 1 agosto 2017 a 9:47 pm #

    A me piacciono i treni.

  2. simonconverse 1 agosto 2017 a 9:54 pm #

    No, scherzi a parte: io vidi solo i primi 3 episodi (attualmente è nella mia lista delle serie da recuperare) perché mi annoia a morte. Amando high fantasy tolkeniank, non riuscivo ad apprezzare il low fantasy martiniano, specie con uno scandire così lento delle vicende.
    Ma quando mi resi conto che ero circondato da gente che lo amava ed era in pari mi domandavo cosa ci avessero trovato loro che non ci avessi visto io, pensando che se a tutti piaceva un motivo doveva pur esserci ed evidentemente non avevo dato alla serie una vera chance e il giusto tempo per spiegare le ali e prendere il volo. Infatti tutti confermavano che, pur iniziando lentamente, la serie si sarebbe fatta avvincente e imperdibile dalla seconda stagione in poi.
    Tutt’ora conosco molti spoiler o molte reazioni dei fan perché seguo blog di cinema e TV, ma non ho visto la serie.

    • simonconverse 1 agosto 2017 a 10:01 pm #

      *annoiai
      **l’high fantasy
      ***tolkeniano

      • ilblogvuoto 2 agosto 2017 a 4:36 pm #

        Avendo notato prima questo commento, pensavo che avessi corretto me. Comunque, non preoccuparti, tanto non avevo notato gli errori. Ma com’è che sei tornato a commentarmi spesso?

    • ilblogvuoto 2 agosto 2017 a 4:35 pm #

      Eh perché magari tutti hanno iniziato a seguirlo dall’inizio o tipo con la seconda stagione in corso. Insomma, ci sta quando sei già ad un passo della visione. Il problema è che non è che puoi guardare una serie perché “fra 30 puntate viene il bello”. No, non posso aspettare 30 puntate. Hai idea di quanta roba posso fare in quelle 30 ore?

      Ah, poi spesso pare che se non ti piace GOT è perché “non lo capisci” o è “troppo complicato per te”. Insomma, uno ha chiesto su Reddit “ma secondo voi GOT non è sopravvalutato?”e uno ha risposto “tieniti Sharknado”. Infatti, io mi aspettavo che qualcuno avrebbe commentato con “torna a guardarti i Power Rangers e non rompere più”. Cosa ti dicono/fanno quando spieghi che non vedi GOT?

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