Johanneke (Versione intera)

6 Mag

Bentornati nel blog vuoto.

Ecco a voi la versione completa della one shot dedicata a Johanneke Jensen, così da farvi leggere soltanto questo post. Con questo, la giornata di oggi, all’insegna della scrittura, si conclude, e spero sia stata di vostro gradimento.

Detto questo, procediamo!

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Una ragazza è nella sua camera da college, intenta ad effettuare ricerche al computer. Ha uno sguardo alquanto malinconico, ed i capelli arruffati, segno che deve aver avuto una lunghissima giornata.

Eppure, sembra essere concentrata su altro, come dimostra la determinazione con cui digita un nome su Google.

Johanneke

In camera sua, un’adolescente stringe forte a sé una lettera d’ammissione universitaria.

I suoi capelli rossi intrecciati quasi sembrano unirsi al materasso sopra il quale è distesa, ed i suoi occhi azzurri ben catturano il suo stato d’animo.

<Non riesco a crederci. Finalmente potrò fare qualcosa con il mio desiderio di aiutare, anziché restarmene qui in questo paesino sperduto> dice, osservando ancora una volta la lettera.

<Sarò addirittura nella Classe Alfa!> esclama, leggendo di come i suoi voti eccellenti le permetteranno di prendere parte ai corsi.

Così, prontamente, la ragazza indossa le sue scarpette, scendendo le scale completamente vestita di nero. Si ferma soltanto per un istante, sistemandosi di fronte allo specchio.

<Io, Johanneke Jensen, riuscirò a rendere il Mondo un posto migliore!>

Dopodiché, si dirige verso il portone di casa sua, con sua madre che quasi non la vede arrivare. La ragazza, però, sente il bisogno di salutare.

<Mamma, vado a festeggiare l’ammissione>

La madre non s’affaccia, limitandosi solo ad alzare la voce.

<Non fare molto tardi. E ricorda che siamo fieri di te>

<Vi voglio bene> risponde Johanneke, uscendo con un sorriso assai dolce sul suo volto.

Alcuni mesi dopo

Dopo la sua prima lezione, Johanneke ha in mano i suoi libri, non avendo abbastanza spazio nello zainetto. Indossa ancora la sua maglietta nera, ma ha i capelli sciolti. Si sente rinata tra i corridoi dell’accademia, che ammira spaesata.

Poco prima, il dottor Quinlan l’aveva persino interpellata quando parlava delle abilità di ognuno degli studenti, facendole scoprire in quell’istante che aveva ottenuto la media voto più alta tra i presenti.

Eppure, lei non vuole apparire come una ragazza perfetta, ma come semplice e riservata. Per questo fa per andarsene da sola, se non fosse che sbatte inavvertitamente contro un altro degli studenti.

<Oddio, scusami tanto!> chiede immediatamente questi, facendo anche per afferrarle il braccio ed impedire almeno a lei di cadere, mentre i libri si schiantano per terra.

<No, è tutto a posto> assicura la ragazza.

<Vuoi una mano?>

<Hai già iniziato a prendere i libri in mano, quindi che senso avrebbe chiedere?>

I due sorridono, quando lo studente prende un libro alquanto pesante rispetto agli altri. <Ehi, cos’è questo mattone?>

<Lettura leggera>

<Ma peserà più di te>

<È il contenuto che è leggero. Apri una pagina a caso>

Così, lo studente sfoglia subito una delle prime pagine.

<La vita è come battaglia navale. Oggi ci sei, domani ci cinque>

<Hai beccato il punto in cui i protagonisti fanno a gara a chi dice la battuta peggiore>

<Ah, in quello sono un asso. Sai chi è quello che indicano tutti? Lee>

La rossa resta per un istante a guardarlo.

<Ecco, ora ho voglia di far cadere di nuovo i libri per terra>

I due ridono, ma lui è concentrato su una ciocca di capelli al centro della fronte di lei. Così, toccandole delicatamente la fronte, li scosta.

<Oh, hai i capelli fuori posto>

<Perché me li sistemi?>

<Hai due occhioni chiari che meritano di essere osservati>

Lei è sorpresa ma anche intenerita dal commento dello studente, ma si chiede se non ci sia altro.

<Mi aiuti con i libri e mi fai complimenti. Sicuro di non voler chiedere un favore?>

Lui si guarda intorno, alquanto agitato.

<A dire il vero, no. Diciamo che tu … ehm … sei …>

Lei lo zittisce immediatamente, riprendendosi il libro.

<Ti va di farmi compagnia nell’andare verso le nostre camere? Non ho idea di dove andare>

<Sicuramente> risponde lui, sorridendo.

Così, Johanneke e il ragazzo si allontanano, pronti a proseguire la loro prima giornata. Per la rossa, è qualcosa di decisamente speciale.

Dopo una meravigliosa prima giornata, Johanneke è seduta nella sua stanza. Al momento, è sola, ma fino a poco prima era in compagnia dello studente che aveva appena conosciuto.

Così, inizia ad appuntarsi sul diario cosa dire ai suoi quando, più tardi, li avrebbe contattati via Skype.

<Sulla carta, sono la più intelligente> dice, scrivendo tutto con la matita.

<No, non mi va di dirlo. Da quando in qua sono una che se la tira?> pensa tra sé e sé.

<Tutto è esattamente come l’avevo immaginato> prosegue, dando un’occhiata alla sua stanza.

<E pensare che, per i prossimi anni, questa sarà la mia stanza. Il primo passo verso una vita tutta mia!> esclama, sorridendo sempre più.

Poco dopo, però, qualcuno bussa alla porta.

Lei va ad aprire, imbattendosi nel ragazzo.

<Che ci fai qui? Non eri andato via cinque minuti fa?> chiede.

Lui, alquanto emozionato, sembra quasi non riuscire a parlare.

<Lo so, ma … volevo dirti che è stato un piacere averti conosciuta, e spero di passare tanto bel tempo con te> ammette, cercando di mantenere contatto visivo con i suoi occhi verdi.

<Sei molto carino, e lo spero anch’io. Come mi auguro di fare a breve nuove amicizie, o perlomeno quella della mia compagna di stanza>

<Io ho già conosciuto il mio. Si chiama Timothy, ed è in gamba>

I due restano fermi a sorridersi.

<Dai, devo contattare i miei genitori. A presto?>

Lui nota che lei ha nuovamente la ciocca fuori posto, così gliela sistema.

<Ora sì che possiamo salutarci>

Quindi, Johanneke chiude la porta, riprendendo a pensare al diario.

<Il primo giorno sbatto contro qualcuno e inizio a prendere una cotta per lui. Wow, questo sì che è un cliché> commenta tra sé e sé.

Così, la rossa, sedendosi delicatamente sul suo letto, inizia a sprofondare nella felicità di quell’istante.

Più tardi, rendendosi conto di essere addormentata, Johanneke si alza dal letto, scoprendo che la sua coinquilina è arrivata.

<Oh, sei già qui> commenta.

L’altra, una ragazza afroamericana dai capelli ricci e che indossa una camicia di jeans, si volta, sorridendo.

<In realtà, sono qui da un bel po’>

Johanneke è visibilmente imbarazzata.

<Io mi chiamo Kelly, e non vedo l’ora di conoscerti meglio> ammette.

<Lo stesso vale per me>

Così, le due si sorridono.

FINE

Fatemi sapere che ve ne pare di Johanneke. Alla prossima, sempre qui, sul blog vuoto!

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Una Risposta to “Johanneke (Versione intera)”

Trackbacks/Pingbacks

  1. Vi presento un po’ alcuni dei protagonisti di Classe Alfa | Il blog vuoto - 7 maggio 2017

    […] L’introduzione di Johanneke, invece, è qui. […]

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