Classe Alfa: Inizio

6 Mag

Questa è l’unione delle scene che ho pubblicato poco prima sul blog, giusto per darvi un capitolo “intero” da leggere senza fare avanti e indietro fra i miei link. Buona lettura!

Classe Alfa: Inizio

Questa storia potrebbe sembrare come un comune racconto ambientato in un college americano, di quelli che idealizzano gli anni tra l’adolescenza e la maturità di una persona decantandone i pregi ma rimuovendone i difetti per evitare che la gente si deprima troppo.

Dopotutto, siamo all’interno di uno spazioso campus con giardini sopra i quali gli studenti sfogliano i propri tomi, il tutto dinanzi ad un imponente complesso da cui entrano ed escono di tutti.

Inoltre, il nostro protagonista ha tutti gli archetipi estetici da “personaggio di film americani ambientati al college”. Capelli corti neri, sorriso smagliante, fisicamente in forma ma non troppo palestrato e con addosso tantissimi colori sgargianti, va in giro per l’istituto con una mappa in mano, segnandosi i corsi e i nomi dei professori.

Ma allora, cosa cambia?

Semplice: questo non è un college normale, ma uno volto all’addestramento di supereroi.

Ora, prima che saltiate dalla gioia o diate il mio numero a Mike Mitchell, devo avvertirvi di una cosa: per quanto abbia appena utilizzato il termine “supereroi”, è decisamente inappropriato, perché, vedete, qui non ci sono superpoteri.

Vi chiederete voi: e allora perché sono super? Al che risponderei: quali poteri hanno Batman e Iron Man, oltre il loro essere ricchi da far schifo e dotati di un grande intelletto?

Tutto ebbe inizio due anni prima, nel 2009, anno dell’incidente. Ma è bene non parlare di quella cosa: odio quelle storie che ti promettono di ridere per poi propinarti talmente tanta drammaticità che, nei momenti comici, a malapena provi emozioni.

Torniamo, quindi, al protagonista il quale si trova proprio di fronte alla targa che commemora l’incidente. Eppure, non sembra affatto triste: anzi, leggerlo gli fa provare una sensazione solenne, quasi come se lui e altri fossero un nuovo inizio, una fenice che si erge dalle proprie ceneri.

Mentre sistema la sua camicia rossa, controlla il suo orologio. È palese come stia aspettando qualcuno, ma non è il ragazzo con la felpa blu che gli si sta avvicinando.

<Bella storia, quella dell’incidente, non trovi?> domanda, osservando il tutto con fare malinconico.

<Certo>

<Io ero lì. So cos’è successo> spiegò, abbassando lo sguardo. Egli non aveva idea di come rispondere di fronte a quel ragazzo basso ma assai magro, se non un prevedibilissimo: <Deve essere stato terribile>

L’altro, però, cambiò immediatamente espressione, quasi apparendo come uno in vena di fare scherzi.

<Meglio non pensarci. Devi essere David Calkin, il mio compagno di camera>

<Come lo sai?> domandò il primo, sconvolto dalla precisione.

<Ho incontrato la tua ragazza, che mi ha detto molte cose su di te e che ti salterà addosso fra tre … due … uno …>

<Non capi…> fece per dire, per poi sentirsi una presenza sulla schiena.

<Ancora non ci credo che siamo stati presi insieme!> esclamò una voce femminile. Quando David si voltò, la vide: bionda, occhi castani, bassa ma con un vistosissimo sorriso in volto.

Lui la strinse immediatamente a sé, guardandola negli occhi.

<Lei è sempre così energetica?>

<Non c’è mai bisogno di cambiarle le batterie> commentò David, baciandole la fronte.

<Comunque, io mi chiamo Walter Skye. Tu e Rosaria mi sembrate molto simpatici>

<Rosalba>

<Come?>

<Mi chiamo Rosalba. E comunque, ti andrebbe di mostrarci dove andare? Io mi sono persa già cinque volte>

<Con molto piacere>

Così, i tre ragazzi si addentrarono nei corridoi della loro accademia, pronti a vivere chissà quante incredibili avventure.

 

Più tardi, David e Rosalba si sono seduti in fondo all’enorme classe, con i banchi posti in discesa, esattamente come una tipica aula da college. Walter è di fronte a loro, pronto a voltarsi ad ogni necessità.

I due, tenendosi per mano, sono molto emozionati, perché, prima di iniziare la loro avventura, uno dei loro futuri professori e addestratori li introdurrà passo dopo passo.

Questa è la parte in cui vi dovrei spiegare cosa accade, ma, considerando che abbiamo un affascinante uomo di mezza età, con la barba folta e la voce calda e accogliente, direi di lasciar parlare lui.

Eccolo, quindi, in giacca e cravatta, mentre osserva i venti ragazzi dinanzi a lui.

<Un mio illustre amico vi avrebbe dato il benvenuto chiamandovi pionieri. Certo, sarebbe un termine appropriato, in quanto voi siete la prima Classe Alfa di quella che si spera sarà una lunga serie>

La confusione è già alta nelle menti di tutti, ma l’uomo sa come gestirla.

<Classe Alfa è il termine con cui vi indichiamo. In questa accademia, ci sono dieci classi, ognuna di esse denominata con una lettera dell’alfabeto greco. La Classe Kappa contiene gli studenti con abbastanza potenziale da essere qui, ma che dovranno lavorare sodo per raggiungere un buon livello. Di conseguenza, voi siete la principale, quella degli studenti più dotati tra coloro che si sono iscritti. Ricordate sempre che ci si aspetteranno grandissimi cose da ognuno di voi>

David è incredibilmente emozionato, mentre Rosalba sembra più contenuta. Nel voltarsi, anche Walter trova curiosa l’espressione seriosa della ragazza.

<Credevo non fossi capace di non sorridere>

<Ho paura che quel professore mi prenda come una che scherza e basta. A proposito, ma non ce l’ha un nome?>

<Il dottor Quinlan non si presenta perché, in teoria, tutti qui dovrebbero sapere chi sia. Senza di lui, non esisterebbe quest’accademia> risponde Walter, bisbigliando.

<Ma non è stato Obama a dare il via alla sua costruzione?> chiede la ragazza.

In quel momento, il professore si rende conto della discussione che stanno avendo i tre.

<Sareste così gentili da condividere con il resto della classe il motivo per cui non state prestando attenzione alla vostra prima lezione?>

Mentre i tre si voltarono verso il dottor Quinlan, però, una delle studentesse in prima fila, quella con la maglietta rosa, i jeans e i lunghissimi capelli neri, si alza, rispondendo a nome loro.

<Chiedo scusa. Quelli sono qui con me: è grazie al mio mentore se sono nella Classe Alfa>

Nel voltarsi, la ragazza lancia uno sguardo d’intesa verso Rosalba, che lo coglie al volo. David, straniato, non sa cosa fare.

<Ti spiegherò più tardi> dice la ragazza, accarezzandogli la spalla.

Il dottor Quinlan, dunque, riprende a spiegare il resto del piano.

<Ognuno di voi eccelle in qualcosa. Davanti a me c’è chi pratica arti marziali, chi spara con una precisione incredibile, chi saprebbe descrivere dettagliatamente ogni pezzo di tecnologia dinanzi ai propri occhi e tantissimo altro. Non vi chiederò personalmente quale sia la vostra specialità, perché dovrete imparare a compensare le vostre lacune, ed io vi assicuro che ci riuscirete>

La lezione prosegue ancora per molto, ma vi comprendo, amici miei: volete capire cosa diamine è successo, e chi sia quella ragazza che ha “aiutato” gli altri.

Così, passiamo a più tardi, quando il trio la incontra, notando subito come sia vestita esattamente come Rosalba.

<Io l’ho contattata via E-Mail, senza mai conoscerla fisicamente. Le ho detto di indossare dei jeans e una maglietta rosa, così da comprendere subito chi fossi io>

<Solo che non mi sarei aspettato che fossi asiatica>

<Infatti, sono italiana> dice la ragazza, fissandola per un istante. <Lo so, sembra che i miei occhi siano a mandorla. Per quanto lo troverei gradevole, però, non ho antenati provenienti dall’estremo oriente>

David, però, inizia a spazientirsi.

<Potrei sapere chi sei?>

Lei sorride. <Io mi chiamo Irene, e sono la nuova studentessa del dottor Winkemberg>

Tutti e tre restano a bocca aperta nel sentire quel nome.

<Cosa c’entra lui con tutto questo?>

L’espressione di Irene, però, diventa improvvisamente inquietante.

<Tu vuoi restarne all’oscuro>

Dopo qualche istante, però, inizia a parlare con Walter.

<In realtà, scoprirete tutto col tempo. Diciamo solo che non dovrete deludere nessuno, altrimenti loro saranno irrequieti> risponde, appoggiando una mano sul lato del collo della felpa.

<Adesso, devo proprio andare. Non è giusto che io riempia il posto della vera ventesima studentessa per tutta la durata del corso> ammette, voltandosi senza tenere conto dei richiami dei tre.

<Okay, io non avevo idea che lei lavorasse davvero per lui> ammette Rosalba.

<Ma cosa significa?> si chiede David.

In quell’istante, la mente di Walter innesca dei ricordi, alcuni positivi, altri terribilmente nefasti. Nel pensarlo, si limita a dire soltanto una cosa:

<Credo di saperlo, ma non è questo il momento>

Dopodiché, anche lui va via, lasciando i due da soli.

<Ma che hanno tutti?>

<Già. È strano sapere che sono io quella normale della situazione>

Così, lui l’abbraccia.

<Dai, potevamo mai frequentare un college calmo e senza sorprese?>

<Hai ragione. E comunque, chissà cos’altro scopriremo>

 

Nel continuare la loro visita, i ragazzi entrano nell’enorme palestra dell’accademia, la quale è divisa per permettere ai vari studenti dello stesso gruppo di addestrarsi assieme.

La parte della Classe Alfa è disposta di numerosissimi attrezzi, ma Rosalba nota come la cosa possa essere pericolosa.

<Lasciano le armi in giro così?> si chiede, afferrando un bastone.

In quel momento, passa un ragazzo decisamente intento a provarci, a giudicare dagli occhi che quasi gli escono dalle orbite.

<Salve, bellezza. Sei uno schianto>

Tuttavia, quell’espressione la infastidisce, tant’è che impugna il bastone più saldamente e si prepara a combattere.

<Ma cosa …>

Di colpo, il ragazzo si trova per terra a seguito di una combo calcio-bastonata.

<Obrigada pela sua consideração> si limita a dire lei, avvicinandosi agli altri.

<Allora la tua ragazza è davvero brasiliana!> esclama Walter.

<Quella è la parte che ti ha sorpreso?>

Quella scena attira l’attenzione di un biondo che indossa una camicia a quadri bianca e verde, apparentemente felice di incontrarli.

<Siete anche voi due dei Classe Alfa>

<Sì, e stiamo soltanto girando il posto>

<Scommetto che lei è quella abile nel combattimento tra voi due>

<In realtà, noi due siamo sullo stesso livello. Hai presente quando nei videogiochi puoi scegliere il personaggio maschile o femminile ma le statistiche sono identiche? Noi siamo così>

<Beh, sarà un piacere conoscervi entrambi. Io mi chiamo Timothy, e spero di passare tanti bei momenti con tutti voi>

I quattro si sorridono.

<Beh, vorresti prima provare questa palestra oppure unirti a noi?> chiede David.

<Penso che quattro passi mi farebbero bene. E poi, vorrei conoscervi meglio, soprattutto visto quanto è misteriosa lei>

Rosalba sorride.

<Perfetto, sono diventata quella tosta e misteriosa. Non come a scuola dove ero semplicemente “la brasiliana”>

<Al liceo mi chiamavano semplicemente “Tim il biondo”. Persino io avrei saputo crearmi nomignoli più creativi>

Così, il gruppo si dirige verso il resto dell’edificio, pronto a scoprirne sempre di più. Adesso, la parte introduttiva di Classe Alfa può dirsi finita. Nelle prossime, conosceremo meglio gli altri studenti, sperando siano tutti di vostro gradimento.

FINE

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Una Risposta to “Classe Alfa: Inizio”

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  1. Vi presento un po’ alcuni dei protagonisti di Classe Alfa | Il blog vuoto - 7 maggio 2017

    […] Il primo capitolo lo trovate qui. […]

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