Archivio | settembre, 2013

UEFA Champions League 2013-2014: cosa aspettarci dalle 32 partecipanti?

16 Set

Bentornati nel blog vuoto. Oggi mi andava di scrivere un articolo sulla più importante manifestazione calcistica europea: la Champions League (ed ecco che i miei lettori “tradizionali” scappano via). Dovete sapere che io adoro seguire il calcio europeo, e, quindi, quando si parla di Champions ed Europa League, mi diverto a scrivere statistiche e curiosità. Ecco, però, l’articolo:

Finalmente l’edizione 2013-2014 della UEFA Champions League entra nel  vivo! Questa settimana, infatti, si disputerà la prima giornata di andata della fase a gironi.

Cosa possiamo aspettarci dalle 32 partecipanti al principale torneo calcistico europeo? Ecco, secondo la redazione di Cercolinfo (anche lì ho pubblicato questo articolo), come andrebbero divise le squadre.

Il ranking UEFA, infatti, non va preso alla lettera (Borussia Dortmund e Manchester City non sono di certo da terza fascia), dato che molti eventi possono accadere nel corso della stagione, e la Champions League ha sempre rivelato sorprese (ricordate l’edizione di due anni fa, con le due squadre di Manchester fuori ai gironi e l’APOEL Nicosia ai quarti?).

Le quattro fasce proposte sarebbero FAVORITE (le otto squadre che più delle altre possono ambire alla coppa dalle grandi orecchie), DA NON SOTTOVALUTARE (squadre non al livello delle favorite ma che hanno qualche chance), OUTSIDER (squadre che difficilmente potrebbero giungere fino in fondo) e CENERENTOLE (otto squadre che, se dovessero giungere agli ottavi di finale, sarebbe già un sorprendente traguardo).

Premessa: per dividere le squadre nelle quattro fasce si terrà conto di vari elementi, tra cui chi c’è nel loro girone e qual è il loro andamento attuale in campionato.

FAVORITE: tra le otto squadre che potrebbero ambire al titolo possiamo trovare tre inglesi su quattro (Manchester UnitedManchester City e Chelsea), con il City in cerca di riscatto dopo la doppia eliminazione ai gironi consecutiva. Altre due sono il Paris Saint Germain e il Borussia Dortmund, vice-campione uscente. A queste cinque andrebbero aggiunte tre FAVORITISSIME, ossia tre squadre che quasi sicuramente troveremo ai quarti, se non in semifinale (o in finale). Esse non possono che essere il Real Madrid, il Barcellona e i campioni in carica del Bayern Monaco;

DA NON SOTTOVALUTARE: nel girone A, insieme al Manchester United, figurano due squadre come lo Shachtar Donec’k e il Bayer Leverkusen, le quali non sono affatto da sottovalutare (diciamo che la squadra che, tra queste due, passerà il turno – se non lo faranno entrambe, ma sarà difficile – potrebbe infastidire non poco le big europee). Neanche le due portoghesi sono da sottovalutare, poiché Porto e Benfica stanno andando benissimo in questi anni in ambito continentale. Il girone del Porto, poi, presenta altre due squadre, l’Atletico Madrid e lo Zenit, che potrebbero benissimo puntare a qualcosina (sarà una lotta a tre interessante quella del girone G). Quali sono le altre due squadre da non sottovalutare? Beh, l’Arsenal, attualmente primo in Premier League, e l’Olympique Marsiglia, entrambe nel girone F, le quali tradizionalmente giungono agli ottavi o ai quarti della manifestazione;

OUTSIDER: quali sono, invece, le otto outsider? Beh, cominciando dal girone A, una è la Real Sociedad, squadra che, sebbene sia attualmente ottava in campionato, potrebbe approfittare degli scontri diretti fra le altre squadre per racimolare qualche punto. Altra outsider é il CSKA Mosca, con i russi che potrebbero approfittare degli scontri tra Bayern Monaco e Manchester City (come fece il Napoli due anni fa). Anche le altre squadre presenti nel girone del Chelsea rientrano tra le outsider: bisogna tenere sempre d’occhio mine vaganti come Schalke 04, Basilea e Steaua Bucarest. Ultime tre squadre che rientrano in tale categoria sono le tre italiane. Negli ultimi anni, infatti, almeno una italiana è giunta ai quarti di finale, e Juventus e Milan potrebbero benissimo puntare a tale traguardo, forti del fatto che, avendo Real Madrid e Barcellona nel girone, non le affronteranno agli ottavi (certo, potrebbe anche accadere che saranno sorteggiate Barcellona-Juventus e Real Madrid-Milan, ma non è tempo di pensare agli ottavi). Anche il Napoli rientra in questa categoria, ma le sue chances di qualificazione sono ridotte rispetto a Juve e Milan. Il suo girone, infatti, è l’equilibrio calcistico in persona, e tutte e quattro le squadre potrebbero finire in una posizione qualsiasi. Se, però, gli azzurri dovessero passare il turno, la cosa potrebbe rivelarsi interessante;

CENERENTOLE: le otto cenerentole del torneo sono quasi tutte “accoppiate”, dato che sono presenti in un girone con due squadre che difficilmente non passeranno il turno. Per questo, i gironi di Juve e Milan presentano due cenerentole (rispettivamente Galatasaray e Copenaghen per i bianconeri e Ajax e Celtic per i rossoneri), dato che, molto probabilmente, le due italiane si piazzeranno seconde, alle spalle di Real e Barça. Anche Olympiakos e Anderlecht rientrano tra le cenerentole, dato che non sarà semplice eliminare due squadre come Benfica e Paris Saint-Germain. A chiudere il quadro, Viktoria Plzen e Austria Vienna, le quali sono sorteggiate in due gironi durissimi e, quasi sicuramente, potranno al massimo puntare a giungere terzi e proseguire il cammino in Europa League;

Siete d’accordo con queste previsioni? Cosa vi aspettate dalle 32 partecipanti alla fase a gironi della Champions League? Secondo voi, le italiane vanno davvero annoverate tra le outsiders? Diteci la vostra con un commento qui sotto, e preparatevi a cantare l’inno.

Noi, intanto, ci diamo appuntamento al prossimo articolo (e, tranquilli, non sarà di calcio), sempre qui, sul blog vuoto!

Due anni di blog vuoto!

14 Set

Bentornati nel blog vuoto. Oggi, voglio celebrare i primi due anni di questo blog. Si, lo so, “come fa il blog ad avere due anni, se il primo articolo risale a Luglio 2012?” è ciò che (forse) vi starete chiedendo. Ma dovete sapere che io, nel 2011, creai questo blog pensando che lo avrei utilizzato per scriverci i miei pensieri e le mie idee. 

Tuttavia, siccome era il mio ultimo anno di scuole superiori, ho preferito accantonare il progetto, per poi riprenderlo, appunto, l’estate successiva, provando a trasformarlo in un blog telefilmico (per questo la mia rubrica dell’anno scorso era il 3 Serie in 3 Sere), e i successi erano evidenti, almeno per me (le mie recensioni di The Vampire Diaries avevano una media di 80 visualizzazioni ciascuna, numeri relativamente bassi ma che mi sognavo per gli articoli che scrivevo ai tempi su Cercolinfo).

Poi, però, ho mollato un po’ nei primi mesi del 2013, per tornare praticamente con l’articolo “Napoli Comicon? No, Napoli Tamarreide!”, il quale ebbe un boom di visualizzazioni (oltre 500!) quando lo pubblicai. Decisi, quindi, di riscriverci, a partire da Giugno, senza, però, avere delle rubriche speciali (scrivendo quello che mi andava, come avevo pensato di fare all’inizio).

Ad Agosto, però, ho pensato di creare uno speciale sui Power Rangers, per celebrare i vent’anni di questa mitica serie (anche perché pochi sono stati gli articoli sul loro primo ventennio che ho ritenuto validi, e pensavo che bisognasse render loro giustizia). Anche il mese scorso è stato un piccolo successo, dato che ho avuto qualche visualizzazione anche dall’estero (per leggere il mio blog hanno usato Google Traduttore).

Questo mese, poi, ho deciso di riaprire l’altro progetto che avevo accantonato quando lo creai: il mio account di EFP. Le storie che pubblicherò lì le sto pubblicando anche qui, in modo da collegare tutto. Così facendo, due dei miei tre progetti di due-tre anni fa si stanno concretizzando (resterebbe solo il canale di Youtube, NIDELLANEUM, quello da cui prende nome il mio blog, ma per quello c’è sempre tempo).

Che dire, devo ringraziare voi e il vostro supporto. E’ grazie a voi se, in qualche caso, i miei articoli sono tra i primi risultati su Google quando si cerca qualcosa su quel determinato argomento. Ergo, spero che voi continuiate a seguirmi almeno per altri due anni, sempre qui … FERMI!

Avevo promesso che avrei spiegato questa cosa: perché, quando saluto, dico “benvenuti NEL blog vuoto”, ma quando concludo dico “sempre qui, SUL blog vuoto”? Beh, la cosa è semplicissima: quando scrissi i primissimi articoli, nel 2011 (articoli che poi cancellai), facevo questo errore. Anziché correggerlo, però, pensai che potrebbe essere un mio personale segno (per quanto sia pur sempre un errore di grammatica).

Adesso, però, è tempo di salutarvi. Vi invito a seguire ancora questo blog, perché, prossimamente, giungeranno articoli e rubriche nuove. Il tutto, sempre qui, sul blog vuoto!

Assegnati i giochi olimpici del 2020!

9 Set

Bentornati nel blog vuoto. Oggi parliamo di sport, e più precisamente di giochi olimpici. Finalmente, infatti, sappiamo quale sarà la città che ospiterà i giochi olimpici nel 2020. A superare le candidature di Istanbul e di Madrid, infatti, è stata TOKYO!

La capitale del Giappone ospiterà i giochi per la seconda volta, ben 56 anni dopo la storica edizione del 1964, che fu la prima organizzata in Asia. Tokyo, quindi, sarà la prima città asiatica ad avere ospitato i giochi estivi per due volte (le altre due, Seul e Pechino, lo hanno fatto una volta sola).

Il presidente del consiglio Enrico Letta, dopo aver saputo dell’assegnazione dei giochi, ha rivelato che l’Italia correrà per quelli successivi del 2024. Le candidate italiane potrebbero essere Bologna, Napoli, Milano (forte dell’Expo del 2015) e, soprattutto, Roma (e il CONI punterà molto sulla capitale). Ovviamente, il progetto andrà rivisto, per evitare che il presidente rifiuti all’ultimo minuto di ufficializzare la candidatura (come fece Monti per Roma 2020).

Che ne pensate dell’assegnazione a Tokyo? Dite la vostra con un commento qui sotto! Noi, intanto, ci rivediamo al prossimo articolo, sempre qui, sul blog vuoto!

Pacific Rim: 10 aspetti negativi di questo film

1 Set

Bentornati nel blog vuoto. innanzitutto, vi ringrazio per aver seguito il mio speciale sui Power Rangers al punto che i miei articoli, se si cerca “20 anni di Power Rangers” su Google, escono tra i primi risultati (ho ricevuto visualizzazioni da varie parti del mondo!). Ad ogni modo, è tempo di passare dal tokusatsu più famoso al Mondo all’ultimo tentativo americano di portare al cinema tale genere.

Come avrete capito dal titolo, stiamo parlando di Pacific Rim di Guillermo Del Toro. Perché “10 aspetti negativi”? Beh, mi andava di recensire questo film come ho recensito L’uomo d’acciaio qualche mese fa. Pacific Rim non ha pretese, ed è il classico tokusatsu che punta solo ed esclusivamente alla spettacolarità. Ma, nonostante ciò, ci sono alcuni aspetti negativi che non vanno trascurati. Eccoli, in ordine sparso (in basso parlerò di quelli positivi):

PREMESSA: SI TRATTA DI UNA RECENSIONE SOGGETTIVA, PER CUI RIPORTO QUELLO CHE PENSO IO SUL FILM. LO SPECIFICO PER EVITARE POLEMICHE. AH, CONTIENE ANCHE SPOILER, QUINDI NON LEGGETELA SE NON AVETE ANCORA VISTO IL FILM.

1 Trama affrettata

Ora, nei tokusatsu la trama è messa spesso da parte. Diciamo che, siccome quello che conta è l’azione, tutto ciò che non è azione viene presentato dopo, trama e background inclusi. Il problema, però, è che i tokusatsu se lo possono permettere, andando in onda in televisione (anzi, serie come Kamen Rider e Super Sentai hanno circa 50 episodi a stagione, quindi coprono un anno intero). Un film questo non lo può fare, dato che l’affrettare le cose sembra quasi un non voler raccontare niente al pubblico (si perde perfino il rapporto tra certi personaggi, il quale è mostrato come importante tra gli stessi).

2 Stretta di mano neurale?

Innanzitutto, mi pare strano il nome “stretta di mano neurale” per definire l’interconnessione tra due piloti a livello cerebrale. Insomma, la loro è quasi una fusione, dato che l’uno è nei ricordi dell’altro. Comunque, nome a parte, la stretta di mano neurale si dimostra eccessivamente incoerente. Okay, ci sta che i piloti parlino tra di loro, ma non al punto da dirsi “attento, di là!”, “oh, grazie, non l’avevo visto”. Cioè. sono interconnessi, le loro menti sono un tutt’uno, però le cose devono dirsele a voce? Che razza di connessione neurale è?

3 Jaeger pilotabile da due piloti

La regola dei film di fantascienza è che, se viene spiegata una cosa, essa può anche essere impossibile nella realtà, ma il film deve essere coerente con la cosa spiegata (i tokusatsu la seguono il più possibile, come la “regola dei tre minuti” di Ultraman). In Pacific Rim,  la regola è che i mecha, gli Jaeger, possono essere pilotati solo da due piloti, perché uno solo collassa. E cosa succede nelle prime scene, mostrate in parte anche nei trailer? Che il protagonista riesce a pilotarlo da solo! E, come se non bastasse, neanche è l’unico, dato che colui che funge da mentore per i personaggi c’è riuscito anni prima. Come? Ben due piloti sono riusciti a fare una cosa che il film ha rivelato come impossibile?

4 La muraglia

I potenti del Mondo, come alternativa agli Jaeger, decidono di costruire una muraglia per contenere i kaiju. Ora, per quanto la muraglia possa essere alta e super resistente, sono davvero convinti che non solo un enorme muro contiene dei kaiju meglio di un robottone, ma anche che riusciranno a finirla in tempo? Avete mai visto un film su Godzilla in cui per fermarlo usano delle mura?

5 Gli Jaeger

Vero, numerosi tokusatsu giapponesi partono dal preconcetto che, durante una invasione aliena, gli umani (anzi, i giapponesi) siamo riusciti a creare in tempo una tecnologia avanzatissima per fermarli. La cosa, però, rischia quasi di far perdere credibilità al tutto, per cui, ritrovarmela in Pacific Rim sottoforma di “mentre i kaiju attaccavano, sono stati costruiti numerosi Jaeger” non mi è affatto piaciuto.

6 USA! USA! USA!

Ovviamente, ogni blockbuster americano che si rispetti ha la sua americanata. Qui, essa è rappresentata dal fatto che, sebbene anche potenze come Cina e Russia abbiano i loro Jaeger, qual è quello principale e quello che resiste di più? Quello americano! Incredibile: perfino in un film che cerca di mostrare come tutto il Mondo si unisca contro un male comune sono riusciti a piazzarci il concetto che “gli americani sono quelli più forti”.

7 Genere giapponese, ma assenza di Giappone

Ad ogni modo, tra tutti i Paesi principali che si affacciano sul Pacifico, qual è quello che è stato quasi trascurato? Il Giappone! Cioè, questo è un tokusatsu, un genere giapponese, si rifà ad anime storici giapponesi … e non ha neanche la decenza di mostrare uno Jaeger giapponese al di là di meri cammei? In pratica, il Giappone è rappresentato solo dal personaggio di Mako (che il doppiaggio italiano fa suonare quasi come Marco). Non che sia un punto così negativo, capiamoci, ma quasi non ci credo che il Giappone non proverebbe a combattere i kaiju insieme agli altri Paesi nel momento clou del film.

8 Rapporti interpersonali assenti

Questo è un film strettamente collegato ai rapporti interpersonali, e le premesse ci sono tutte, come il duo padre-figlio che pilota uno Jaeger, Mako che è vista come una figlia dal mentore, il protagonista che ha visto morire il fratello mentre erano interconnessi eccetera. E invece, tutto è freddo e mal servito. Per esempio, prendiamo proprio il duo padre-figlio. Giustamente, quando il figlio si prepara per la missione finale, il padre dice al mentore “è mio figlio quello che porti con te!” dandogli la giusta enfasi. Eppure, quando la battaglia finisce, il padre sembra non provare emozioni, e va dritto al dunque. E così fanno tutti i personaggi dopo ogni scena. Un film sui rapporti interpersonali che praticamente non ne ha? Sul serio?

9 Il resto del Mondo?

Ora, un film che si chiama Pacific Rim va da sé che ha a che fare col Pacifico, e quindi è legittimo che nazioni come Russia, Cina, Australia e Stati Uniti siano quelle in prima linea ad affrontare i kaiju. Ma il resto del Mondo? Europa, Africa, Medio Oriente e Sudamerica sono praticamente assenti in questo film (so che non c’entra niente, ma se il programma Jaeger si chiama con una parola tedesca come minimo mi sarei aspettato un robot tedesco). Okay, forse è perché la trama è affrettata, e quindi non si è voluto spiegare molto, ma non voglio credere che la maggior parte dei Paesi del Mondo se ne lavi le mani di un problema gravissimo come un’invasione di kaiju.

10 “Il mio Jaeger è nucleare”

Questo è il punto che ha fatto calare il mio giudizio personale sul film. Per buona parte di film, si cerca di piazzare una carica nucleare sul portale che fa entrare i kaiju nel nostro Mondo. Tuttavia, quando capiscono di non poterci riuscire, il protagonista se ne esce con “il mio Jaeger è nucleare, posso far saltare io il portale”. Cosa?! E allora che avete creato a fare un ordigno nucleare se avevate già uno Jaeger che poteva fare il lavoro sporco? E, come se non bastasse, che lo Jaeger è nucleare viene menzionato più volte nel film. Questo, in realtà, andrebbe accoppiato alla scena in cui c’è un blackout, tutti gli Jaeger sono fuori uso … tranne quello del protagonista. Okay, è il protagonista e ha uno Jaeger americano, ma questa cosa non si può fare!

Detto questo, è tempo di passare alle cose positive. Le similitudini tra Pacific Rim e i principali anime e tokusatsu del suo genere sono chiare e forti (ho pensato a Gundam quando ho visto che, se il mecha viene distrutto, il pilota soffre come un cane). Quando, poi, hanno cominciato a chiamare i piloti “ranger”, ho subito cercato di trovare collegamenti con i Super Sentai. La serie che più si avvicina al concetto dei “kaiju che erano i dinosauri” è Abaranger, serie del 2003 in cui si scopre che i dinosauri non si sono estinti, ma ora sono in un’altra dimensione. Certo, ci sono molti altri riferimenti espliciti ad anime con i mecha (molti hanno notato la somiglianza tra alcuni punti e Neon Genesis Evangelion). Anzi, scherzando, qualcuno ha notato come anche il laboratorio di Dexter sembra menzionato, visto che, in qualche puntata, Dexter ha un mecha che ha un armamentario simile a quello degli Jaeger.

Per concludere, Pacific Rim è un tokusatsu adatto a chi ha voglia di scene spettacolari (per quanto notturne, e a mio avviso la spettacolarità è in parte persa così) con alti effetti speciali (tokusatsu significa effetti speciali, ma quelli giapponesi solitamente non li rendono estremamente reali). Infatti, io lo consiglio (da 1 a 10 gli darei 7), sebbene vi suggerisca di abbassare le vostre pretese, perché altrimenti trovereste più di 10 aspetti negativi (diciamo che, nella prima metà, trovate tutto ciò che ci si aspetta da un tokusatsu, ma nella seconda tutto ciò che ci si aspetta da una americanata).

Adesso, però, vi saluto, e vi do appuntamento al prossimo articolo, sempre qui, sul blog vuoto (che poi un giorno dovrò spiegare perché saluto con “nel blog vuoto” e concludo con “sul blog vuoto”)!