Archivio | luglio, 2013

Cinecomics: il mio Mega DC Cinematic Universe

9 Lug

Bentornati nel blog vuoto. Oggi ho pubblicato un mio articolo sul mio Mega Marvel Cinematic Universe in cui mostravo quali altri film Marvel avrei collegato a quelli dei Vendicatori. Ora, invece, è tempo di farlo con la DC.

Con l’universo DC, però la situazione è molto più difficile, perché il DC Cinematic Universe è appena iniziato, con l’Uomo d’acciaio. Tuttavia, l’assenza di collegamenti tra i film e le serie della DC permetterebbe, invece, di rivelarne i legami in futuri film.

Il mostro della palude (1982)

Siccome i Superman di Donner sono stati cestinati a causa de L’uomo d’acciaio, il film meno recente in questo elenco sarebbe Il mostro della palude, con il suo seguito del 1989 e la serie (I misteri della laguna) ad esso connesso.

Supergirl (1984)

Due personaggi storici nell’universo di Superman sono assenti nell’ultimo film: Jimmy Olsen e Supergirl. In quale film, invece, sono gli unici presenti? Proprio nel film dedicato a Kara Zor-El. Supergirl potrebbe essere utilizzato come base per la presenza della cugina di Clark Kent sulla Terra, e si potrebbe chiudere un occhio sul fatto che si tratta di un film vecchio di trent’anni (Superman Returns non l’ha fatto con Superman II).

Batman di Burton e Schumacher (1989, 1992, 1995, 1997)

Siccome Christopher Nolan e Christian Bale sono categorici quando si parla di un’inclusione del loro Batman nel DCCU, negandolo continuamente, l’unica cosa da fare per avere un Batman “forte” alle spalle è quello di sfruttare quello dei film degli anni ’90. Il crociato incappucciato potrebbe indossare il costume del 1989, guidare la Batmobile di quell’anno e fare continui riferimenti alle sue avventure, magari includendo anche i due film di Schumacher. Sarebbe un buon modo per non dover ricominciare da capo con Batman ma avere delle spalle ben solide su cui poggiare. Certo, è anche vero che la saga è terminata con Batman & Robin, ma, in mano a un ottimo sceneggiatore e a un bravo regista, il dinamico duo potrebbe apparire sul grande schermo fatto come si deve.

Steel – L’uomo d’acciaio (1997)

E’ vero: Batman & Robin basta e avanza in questa lista come osceno film del 1997. Tuttavia, il film su Steel potrebbe servire come appoggio per il personaggio di John Henry Irons, il cui potenziale sarebbe abbastanza elevato (più del suo interprete, Shaquille O’Neal). Magari potrebbe apparire in un sequel (e magari interpretato da un attore vero).

Catwoman (2004)

Il film su Catwoman è orrendo, ma almeno ha una cosa buona: non menziona Gotham City né Selina Kyle. Questo potrebbe essere utile, magari, per trasformare Patience Philips in una alleata della Kyle. In fondo, un’immagine della Pfeiffer come Catwoman appare nel film, per cui Selina Kyle potrebbe fungere da mentore per Patience, rendendola una signora donna gatto. Oppure, se la serie Birds of Prey venisse inclusa nel DCCU, Selina potrebbe “semplicemente” essere morta, e Patience si troverà a diventare la nuova donna gatto di Gotham (anche se questa cosa non andrebbe per niente bene).

Constantine (2005)

Tra tutti i film tratti in maniera “secondaria” da opere DC, Constantine è l’unico che potrebbe calzare. Certo, stravolge completamente la storia di Hellblazer e non è collegato per niente a Swamp Thing (ma può essere giustificato col fatto che sono passati vent’anni tra un film e l’altro). Eppure il film con Keanu Reeves potrebbe spiccare, soprattutto visti quelli nella lista.

Jonah Hex (2010)

Cavoli … questa lista è troppo piena di filmacci. Comunque, l’ambientazione western di Jonah Hex potrebbe renderlo calzabile nel DCCU, dato che nessun altro film è ambientato nel Far West. Inoltre, si potrebbe sfruttare il fatto che, nei fumetti, Hex è diventato una Lanterna Nera. Magari lo si potrebbe vedere tra i membri di questo oscuro corpo.

Lanterna Verde (2011)

Lanterna Verde sembra il più adatto, tra tutti questi film, ad entrare nel DCCU senza particolari giustificazioni. Motivo? Tecnicamente ne è già parte: tutto, infatti, dipenderà dal seguito, oltre che da se Ryan Reynolds sarà Hal Jordan nel film sulla Justice League.

Insomma, questi film potrebbero rientrare nel DCCU. Tuttavia, ci sarebbero anche alcune serie televisive che non solo potrebbero entrare in quest’universo, ma anche salvare il salvabile.

Shazam! (1974-76) e The Secrets of Isis (1975-76)

Fermo restando che la prima, storica serie di Superman non può essere utilizzata e che la serie su Batman degli anni ’60 risulterebbe incongruente, la serie più vecchia tra quelle DC utilizzabile sarebbe Shazam!, ossia la serie su Capitan Marvel. Siccome, però, questa serie era collegata a The Secrets of Isis, anche questa entrerebbe in automatico nel DCCU.

I misteri della laguna (1990-93)

Essendo questa serie un sequel dei due film su Swamp Thing, sarebbe naturale la sua inclusione in questo universo.

Flash (1990-91)

Il telefilm su Flash è l’unica apparizione “ufficiale” live-action del velocista scarlatto, quindi andrebbe inserita per questo motivo. Inoltre, col fatto che il Flash di questa serie è Barry Allen, si potrebbe menzionare il suo ritiro per far entrare in scena Wally West, il Flash che, forse, dovrebbe apparire nel film sulla Justice League.

Human Target

Esistono due serie su Human Target, una del 1992 e una del 2010-11. La seconda serie, però, ha ricevuto un consenso leggermente maggiore da parte della critica, oltre che ad essere durata per due stagioni anziché una, quindi si potrebbe benissimo inserire questa.

Birds of Prey (2002-2003)

Birds of Prey sembra essere un sequel dei Batman di Burton e Schumacher, e quindi andrebbe decisamente più che bene per il DCCU.

Mercy Reef (2006)

Mercy Reef è un pilot del 2006 che doveva servire come apri-pista per una serie su Aquaman. Essa, però, non andò mai in onda, e il suo protagonista finì ad interpretare Freccia Verde in Smallville. Però, Mercy Reef potrebbe essere usato per raccontare le origini di Aquaman, per quanto lo stile di Smallville si senta eccome.

Arrow (2012-)

Arrow è l’attuale serie DC in onda. I continui riferimenti ed easter eggs sull’universo DC la renderebbero la candidata perfetta per entrare nel DCCU. Tuttavia, ci sarebbe il problema di Black Canary. Dinah Laurel Lance, infatti, appare anche in Birds of Prey, sebbene lì sembri più la figlia della Black Canary “storica” piuttosto che la sua vera lei. Ad ogni modo, la continuità di Arrow, finora, non esclude Birds of Prey, per cui, per ora, le due serie possono coesistere in questo universo.

Wonder Woman (1975-79)

Quando si parla di Wonder Woman, verrebbe scontato pensare alla storica serie degli anni ’70. Se la DC decidesse di includerla, però, si troverebbe senza una Wonder Woman attuale. Certo, si potrebbe adottare la stessa mossa che fecero nei fumetti, in cui dimostrarono che la Wonder Woman della Golden Age era, in realtà, la madre di quella attuale. Una Wonder Woman moderna, quindi, potrebbe apparire come la “vera” principessa amazzone, con Lynda Carter nei panni della sua saggia madre. Adrianne Palicki, che ha interpretato Wonder Woman nel pilota del 2011, sarebbe una buona candidata, sebbene ci sarebbe anche il misterioso progetto “Amazon” del quale si sa solo che tratterà della principessa amazzone.

Il MegaDCCU, quindi, sarebbe un universo narrativo più televisivo che cinematografico e con maggiori successi sul piccolo che sul grande schermo. Ecco quale potrebbe essere la cronologia di tale universo

–         Shazam! (1974-1976)

–         The Secrets of Isis (1975-1976)

–         Wonder Woman (1975-1979)

–         Il mostro della palude (1982)

–         Supergirl (1984)

–         Batman (1989)

–         The Return of Swamp Thing (1989)

–         Flash (1990-1991)

–         I misteri della laguna (1990-1993)

–         Batman: Il ritorno (1992)

–         Batman Forever (1995)

–         Steel – l’uomo d’acciaio (1997)

–         Batman & Robin (1997)

–         Birds of Prey (2002-2003)

–         Catwoman (2004)

–         Constantine (2005)

–         Mercy Reef (2006)

–         Jonah Hex (2010)

–         Human Targer (2010-2011)

–         Lanterna Verde (2011)

–         Wonder Woman (2011)

–         Arrow (2012- )

–         L’uomo d’acciaio (2013)

Diciamo che, però, se questo fosse il Mega DCCU, ci sarebbero più insuccessi che successi, per la serie “meno male che non sono tutti nello stesso universo”. Toccherà ai film che usciranno nei prossimi anni cercare di risollevare un po’ le sorti e combattere contro il Marvel Cinematic Universe.

Ad ogni modo, questa è solo una mia versione dell’universo DC. Quale sarebbe la vostra? Rispondetemi in un commento qui sotto: forse saremmo sicuramente più bravi della Warner Bros. nel creare un universo DC. Noi, intanto, ci diamo appuntamento al prossimo articolo, qui sul blog vuoto!

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Cinecomics: il mio Mega Marvel Cinematic Universe

9 Lug

Bentornati nel blog vuoto. Oggi pensavo al Marvel Cinematic Universe, chiedendomi: e se nell’universo che la Marvel ha creato con i Vendicatori ci fossero anche molti degli altri cinecomics Marvel? Se si, quali sarebbero? E come si collegherebbero?

Così è nato questo articolo. Ecco a voi come collegherei i cinecomics Marvel creando un vastissimo universo cinematografico.

Howard … e il destino del Mondo (1986)

Per quanto questo film sia considerato uno dei peggiori film di sempre, esso è stato il primissimo film Marvel per il grande schermo. Inoltre, attualmente il film è visto come un piccolo cult, per cui non sorprenderebbe un piccolo accenno al fatto che “negli anni ’80 un misterioso papero alieno giunse sulla Terra”, il che potrebbe sia essere un omaggio che una diretta inclusione del film nell’universo Marvel.

Power Pack (1991)

E’ vero: che senso avrebbe inserire un cortometraggio per la TV vecchio di vent’anni nell’MCU? Beh, servirebbe come base per un possibile collegamento con gli X-Men e i Fantastici Quattro. Franklin Richards, figlio di Reed e Sue Storm, ha spesso aiutato i protagonisti nei fumetti, per cui questo corto potrebbe essere utilizzato come base per parlare delle origini degli alleati di Franklin. Certo, sarebbe strano un corto del 1991 per un personaggio che difficilmente apparirà prima del 2015, ma vi ricordo che Superman Returns, del 2006, è ambientato cinque anni dopo Superman II, del 1980, eppure le ambientazioni sono quelle degli anni 2000.

Blade, Daredevil, Il Punitore e Ghost Rider (1998-2012)

Tutti questi film (eccetto l’ultimo Ghost Rider, del 2012) sono stati rilasciati tra il 1998 ed il 2008, quindi non creerebbero alcun problema di continuità con l’MCU. La trilogia di Blade (1998, 2002 e 2004), i due Ghost Rider (2007 e 2012), Daredevil (2003) e Elektra (2005) non presentano incongruenze tra di essi e potrebbero semplicemente rappresentare una “prima generazione” di eroi. Si potrebbe, magari, puntare sulla natura “oscura” di questi eroi, magari svelando che essi agiscono nell’ombra ed è difficilissimo scorgerli, giustificando così il fatto che nessuno li abbia mai menzionati fino ad ora.

Tuttavia, c’è un grosso problema con Il Punitore. Esistono, infatti, due film, uno del 2004 ed uno del 2008. Quest’ultimo, tuttavia, sembrerebbe essere il più incline all’inclusione nell’MCU, essendo stato prodotto dai Marvel Studios.

Volendo, tra di essi, si potrebbe includere anche il film Man-Thing – La natura del terrore, sebbene sia originariamente andato in onda in TV. Se la serie TV su Blade venisse inclusa, poi, allora l’universo Marvel avrebbe posto le sue basi in TV già qualche anno prima di Agents of SHIELD.

The Amazing Spider-man (2012)

E’ qui che la faccenda comincia a farsi seria. L’ultimo film sull’Uomo Ragno esclude automaticamente la trilogia di Raimi, ma … come si può includere nell’MCU? Con una mossa semplicissima: rivelando che i film di Spiderman sono ambientati prima dei film sui Vendicatori, o comunque in una zona di New York diversa da quella che i più potenti eroi della Terra hanno distrutto.

E’ vero, ci sarebbe il problema del palazzo della Oscorp in The Avengers, ma potrebbe essere semplicemente interpretata come una svista, come se un fumettista avesse dimenticato di disegnare un palazzo che, comunque, non era utile ai fini della trama.

Diciamo che, per ora, The Amazing Spider-Man calza a pennello con gli altri film Marvel. Bisognerà vedere cosa faranno i seguiti.

I Fantastici Quattro

I due film sui Fantastici Quattro non sono più utili, ormai, perché è in programmazione un reboot della saga nel 2015. Tuttavia, alcuni elementi dei due film, come Silver Surfer o Galactus, potrebbero essere presi e trasposti in film futuri, magari mostrandoli in maniera simile a come sono apparsi nel film del 2007.

Saga degli X-Men (2000, 2003, 2006, 2009, 2011, 2013, 2014)

Tra tutte le saghe Marvel, l’unica che tiene testa a quella dei Vendicatori è la saga degli X-Men. E’ vero: in teoria non dovrei parlare di “saga”, perché, se si prendessero tutti e sette i film (compresi Wolverine – L’immortale e X-Men: giorni di un futuro passato, di prossima uscita), gli errori di continuity sono così tanti che l’unica spiegazione giustificabile sarebbe quella che non tutti e sette i film sono nella stessa saga. Tuttavia, se la Fox decidesse mai di giustificare questi errori di continuity (dei quali vi parlerò in un prossimo articolo), tutti questi film formerebbero una signora saga che avrebbe anche il vantaggio di essere iniziata 8 anni prima dell’MCU.

Comunque, siccome il problema della continuity riguarda i soli film degli X-Men, focalizziamoci su un altro problema: come collegare gli X-Men ai Vendicatori? Beh, la risposta è semplice: sfruttando tutti i personaggi i cui diritti sono in mano sia alla Fox che alla Marvel. I personaggi principali in mano ad entrambe sono due: Quicksilver e Scarlet Witch. E, a quanto pare, uno sarà in X-Men: giorni di un futuro passato, mentre l’altra in The Avengers 2. Il collegamento è già bello che servito, magari con uno dei due figli di Magneto che menziona l’altro (per esempio, Scarlet affronta un nemico velocissimo ed esclama è qui che ci vorrebbe mio fratello!).

Oppure, siccome Quicksilver è presente nella sceneggiatura di The Avengers 2, basterebbe fare una semplice mossa: inserirlo. Certo, sarebbe consigliabile utilizzare Evan Peters, l’attore che lo interpreterà l’anno prossimo, ma la Marvel ha già cambiato War Machine e Hulk, quindi non dovrebbe essere un problema un altro re-casting.

In sostanza, molti dei cinecomics Marvel potrebbero benissimo collegarsi all’MCU, andando a formare un vastissimo universo cinematografico pluridecennali dalle dimensioni enormi e comprendente alcune delle saghe più redditizie di sempre.

Ecco la cronologia dei film del MegaMCU:

–         Howard … e il destino del Mondo (1986)

–         Power Pack (1991) [Film TV]

–         Blade (1998)

–         X-Men (2000)

–         Blade II (2002)

–         Daredevil (2003)

–         X2 (2003)

–         Blade: Trinity (2004)

–         Elektra (2005)

–         Man-Thing: La natura del terrore (2005) [Film TV]

–         X-Men: Conflitto Finale (2006)

–         Blade – La serie (2006) [Telefilm]

–         Ghost Rider (2007)

–         Iron Man (2008)

–         L’Incredibile Hulk (2008)

–         Punisher – Zona di guerra (2008)

–         X-Men – Le origini: Wolverine (2009)

–         Iron Man 2 (2010)

–         Thor (2011)

–         X-Men: L’inizio (2011)

–         Captain America: Il Primo Vendicatore (2011)

–         Ghost Rider: Spirito di Vendetta (2012)

–         The Avengers (2012)

–         The Amazing Spider-Man (2012)

–         Iron Man 3 (2013)

Film di prossima uscita (quelli annunciati finora)

–         Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D. (2013- ) [telefilm]

–         Wolverine – L’immortale (2013)

–         Thor: The Dark World (2013)

–         Captain America: The Winter Soldier (2014)

–         The Amazing Spider-Man 2 (2014)

–         X-Men: Giorni di un futuro passato (2014)

–         I Guardiani della Galassia (2014)

–         Reboot dei Fantastici Quattro (2015)

–         The Avengers 2 (2015)

–         Ant-Man (2015)

–         The Amazing Spider-Man 3 (2016)

–         The Amazing Spider-Man 4 (2018)

Come vedete, il MegaMCU conterrebbe oltre trenta film e, mentre alcuni sono stati degli insuccessi (come il primo Wolverine), altri invece hanno incassato moltissimo, con Iron Man 3 e The Avengers tra i cinque migliori incassi di tutti i tempi.

Questo Mega Universo Condiviso renderebbe la Marvel ancora di più sovrana incontrastata delle saghe cinematografiche, trono che potrebbe conservare ancora per anni. Almeno fino a quando la sua rivale storica, la DC Comics, non deciderà che è ora di mettersi in moto.

A proposito, quale potrebbe essere un Mega DC Universe? Lo scoprirete nel prossimo articolo, qui sul blog vuoto!

PS: quale sarebbe, invece, il vostro universo Marvel? Dite la vostra con un commento qui sotto!

 

Speciale Tokusatsu: Kamen Rider Super-1

6 Lug

Bentornati nel blog vuoto. L’articolo che state leggendo fa parte del mio “Speciale Tokusatsu”, i cui articoli vengono pubblicati ogni giorno su Cercolinfo.it. Perché, allora, lo state leggendo qui? Beh, perché, per problemi tecnici, l’articolo relativo è stato pubblicato vuoto (ecco il Link) e, siccome non posso correggerlo, sempre per problemi tecnici, perlomeno lo scrivo qui, così da non perdere la continuità dello speciale.

Premessa: questo articolo fa parte di una serie di articoli su Kamen Rider, tokusatsu giapponese molto noto, le cui serie vanno in onda dal 1971. La serie di questo articolo è la prima serie degli anni ’80, Kamen Rider Super-1, andata in onda tra il 1980 e il 1981.

Ecco, quindi, la trama:

Kazuya Oki si offre volontario per un intervento di chirurgia cibernetica nel Programma Internazionale di Sviluppo Spaziale negli Stati Uniti per diventare un astronauta in grado di sopravvivere nello spazio senza ingombranti uniformi. Tuttavia, quando Kazuya, che ora ha come nome in codice Super-1, è pronto per lo spazio, la base viene distrutta dal Regno Dogma. Kazuya, però, riesce a scappare, e torna in Giappone, dove viene addestrato da un maestro di arti marziali, il maestro Genkai. La sua nuova abilità del combattimento mista all’esperimento lo rende in grado di diventare il nuovo Kamen Rider Super-1.

Se la serie precedente, Skyrider, era andata in onda dopo 4 anni dall’ultima serie, Super-1 segnerà, invece, l’inizio della pausa più lunga tra le serie dell’epoca Showa. Escludendo, infatti, il film per la TV che segna la nascita di Kamen Rider ZX, non ci sarà una serie sul cavaliere mascherato per sei anni.

Bene, l’articolo di oggi finisce qui. (Per Cercolinfo), a domani con un altro tokusatsu, (per questo blog) appuntamento al prossimo articolo, qui sul blog vuoto!

Recensione film: Gokaiger Goseiger Super Sentai 199 Hero Great Battle

3 Lug

Bentornati nel blog vuoto. Questa recensione è un mio piccolo e personale tributo a una delle serie che adoravo guardare da piccolo, ossia i Power Rangers, dato che quest’anno corre il ventesimo anniversario dalla loro messa in onda. Tuttavia, però, in questo articolo recensirò un film che è solo in parte legato a loro.

 

Infatti, la serie dei Power Rangers deriva da una serie giapponese: i Super Sentai. O meglio, attraverso lo stock footage, ossia il prelevare materiale video da altro, i Power Rangers si rifanno a questa serie di tokusatsu che va avanti da 38 anni.

Ed è proprio per commemorare i 35 anni dei Super Sentai che è nato questo film: GOKAIGER GOSEIGER SUPER SENTAI 199 HERO GREAT BATTLE (in realtà questa è la traduzione in inglese del titolo, che è in giapponese, ゴーカイジャー ゴセイジャー スーパー戦隊199ヒーロー 大決戦,  Gōkaijā Goseijā Sūpā Sentai Hyakukyūjūkyū Hīrō Daikessen). Andiamo subito alla trama.

ATTENZIONE SPOILER (nel caso ci sia qualcuno di voi che ha voglia di vederlo)

Durante la Legendary war, una battaglia che vede tutti i Super Sentai impegnati a difendere la Terra, Akaranger, il leader del primo gruppo di Super Sentai, decide di sacrificare i poteri di tutti per distruggere gli invasori. La cosa si rivela un successo, ma lascia tutti i Super Sentai privi di poteri, soprattutto i Goseigers, uno dei due team protagonisti del film. I Goseigers, però, sono convinti di poter difendere la Terra anche senza poteri. Un anno dopo, però, una nuova invasione aliena sta per essere messa in atto, cosa che richiede il ritorno dei Super Sentai. Fortunatamente, i Gokaigers, ultimo team di Sentai cronologicamente, hanno raccolto tutte le Ranger Key (modellini di ognuno dei Super Sentai che permettono loro di usarne i poteri) ed iniziano ad usarle. I Goseigers, però, cercano di riprendere almeno le proprie Ranger Keys e combattono contro i Gokaigers. Lo scontro, però, finisce in parità. Nel frattempo, davanti al leader degli alieni pronti a invadere la Terra si presenta il Re della Croce Nera, l’organizzazione che i primi Super Sentai, i Gorengers, hanno affrontato e sconfitto. I due decidono di unire le forze per conquistare il pianeta.

Intanto, tre ex ranger si incontrano per caso in un incrocio, nel quale hanno impedito il tentato omicidio di un uomo. Nella scena successiva, invece, i Goseigers e i Gokaigers riprendono lo scontro usando i propri Megazord mentre i due leader duellano tra di loro. Il combattimento viene interrotto dall’arrivo del Re della Croce Nera, che ruba le Ranger Keys (tranne quella di Gosei Knight) e manda via i due gruppi di Sentai. Essi si ritrovano sparpagliati in varie zone (per esempio, i due red ranger, Alata e Marvelous, si trovano in un ufficio in cui il tempo è stato fermato) ed iniziano finalmente a collaborare, sconfiggendo i vari nemici (tra cui Brajira, nemico che i Goseigers avevano già affrontato). Quando hanno finito, però, sono costretti ad affrontare tutti i ranger che li hanno preceduti, dato che i nemici hanno evocato i loro poteri tramite le ranger keys. La battaglia è dura, ma i nostri riescono a sconfiggerli tutti (parliamo di angeli e di pirati spaziali, non certo roba da quattro soldi). Al che, per eseguire il colpo di grazia verso il Re della Croce Nera, le ranger keys appaiono davanti ai nostri eroi, e alcuni dei ranger passati parlano alle due squadre sull’importanza di salvare la Terra. Dopodiché, appare davanti a loro un bazooka, e subito si affrettano ad usarlo.

Ad ogni modo, il suddetto sopravvive, prende le sembianze di un colosso e inizia a devastare Tokyo (beh, sono apparse tutte le scene tipiche della serie, credevate che sarebbe mancata la scena del nemico sconfitto che diventa gigante?). I Gokaigers e i Goseigers si apprestano ad attaccarlo coi loro mecha, ma vengono aiutati da tutti i mecha passati (inizialmente avrebbero dovuto formare tutti un unico grande Megazord, ma per motivi di budget questa scena è stata scartata), per un ultimo epico scontro.

Infine, Alata decide di consegnare le ranger keys del suo team a Marvelous, mentre un misterioso ranger in argento osserva il galeone dei Gokaigers prendere il volo.

FINE TRAMA

Quando questo film è uscito, il Giappone era stato da poco devastato dal disastro di Fukushima, e quindi questo film, la cui distribuzione è stata rinviata, ha cercato di risollevare l’animo dei bambini ma anche dei loro genitori (non è un caso che molte delle leggende che appaiono provengano da serie degli anni ’70-’80), un invito a rialzarsi e sorridere (in fondo è questo il messaggio dei tokusatsu giapponesi, tra cui i Super Sentai).

Questo film, inoltre, è bello da vedere se si ha voglia di un tuffo nel passato, magari per chi da piccolo immaginava di trasformarsi esclamando il nome di un dinosauro, specie nella scena della battaglia, all’inizio, con tutti che combattono insieme (c’è una scena, in cui il red ranger della prima serie americana viene inquadrato mentre prende a pugni dei nemici, e forse questa potrà sembrare la scena migliore della battaglia per i non giapponesi), ma anche nella scena dei mecha. Si perdoneranno pure gli effetti speciali scadenti (è stato girato in fretta, dato che è uscito a Giugno anziché a Gennaio come i tradizionali film dei Super Sentai), perché per un’ora e mezza si tornerà bambini.

Finora, però, questo film era la cosa più vicina al vedere tutti i Power Rangers insieme. Tuttavia, visto che la serie compie vent’anni, stanno girando in queste settimane la versione americana, di cui magari parlerò un giorno. Ora vi saluto (a proposito, da quanto tempo non facevo due articoli in un giorno?) e vi do appuntamento al prossimo articolo, qui sul blog vuoto.

Recensione film – Catwoman

3 Lug

Bentornati nel blog vuoto. Oggi recensirò per voi un cinecomic del 2004, e cioè Catwoman. Ah, non sapevate che esiste il film su Catwoman? Beh, meglio. Ricordate quando recensii The Vampire Diaries, criticando il totale stravolgimento della fonte originale (e cioè i libri)? Beh, questo film ha fatto decisamente di peggio, ma partiamo con la recensione.

ATTENZIONE: LA RECENSIONE CONTIENE SPOILER. QUINDI, SE SIETE INTENZIONATI A VEDERE IL FILM, SMETTETE DI LEGGERE.

La trama: Patience è una donna che lavora per una azienda di cosmetici creando bozzetti pubblicitari. Un giorno, siccome deve consegnarne uno entro mezzanotte, va a consegnarlo personalmente, ascoltando però una conversazione che dovrebbe restare segreta. Per questo motivo, viene uccisa, ma viene resuscitata da una gatta (che ha già incontrato nei giorni precedenti).

Scoprirà, in seguito, che quella gatta è la reincarnazione della dea Basthet, la quale sceglie da tempo immemore le “donne gatto”, eroine che, in suo nome, difendono la giustizia. Patience, quindi, decide di vendicarsi nei confronti di chi l’ha uccisa, e prende le mentite spoglie di Catwoman.

Ecco, già dalla trama avrete intuito che c’è qualcosa che non va. Ma procediamo con ordine, ossia con i cinque punti a sfavore di questo film.

1 PATIENCE?

Per quanto l’interprete di Catwoman, Halle Berry, sia di colore e non bianca, la cosa non dà fastidio (ormai ogni cinecomic cambia il colore della pelle di almeno un personaggio). Tuttavia, il cambiamento del nome è insopportabile: Patience Philips? Sul serio hanno voluto fare un film su Catwoman e non hanno indovinato né i connotati né il nome? Eppure basta poco per scoprire che il vero nome di Catwoman è Selina Kyle, e che fa un lavoro decisamente più “cupo” della disegnatrice di bozzetti pubblicitari.

2 E Gotham City …?

Questo punto si collega al primo. Come se non bastasse, la città in cui la storia è ambientata molto probabilmente non è Gotham City, la città di Selina Kyle. Sembra quasi che ogni singolo riferimento al fumetto sia stato rimosso. Io ho due teorie sul perché:

1 Qualcuno si è presentato da un produttore dicendogli “ehi, ho una grande idea per un film: una donna viene resuscitata dalla dea Basthet e diventa la donna gatto”, al che il produttore gli ha detto “ehm … esiste già: mai sentito parlare di Catwoman?”, per cui il tizio se ne esce con “beh … compriamo i diritti del personaggio e spacciamola per Catwoman. Per favore, desidero farlo questo film!”

2 La regola della DC stabilisce che, quando qualcosa su un personaggio è in cantiere, esso non può essere usato da nessuna altra parte (nel cartone animato Justice League Unlimited difficilmente appaiono i personaggi legati a Batman perché il cartone The Batman era contemporaneo). Quindi, magari, il film su Catwoman è stato fatto senza alcuna menzione dei fumetti perché era in cantiere Batman Begins, col risultato che i produttori hanno dovuto creare un film su un personaggio ma discostandosi per forza da esso. Conoscendo la Warner Bros, e visto cosa hanno combinato coi Batman di Joel Schumacher (ve ne parlerò un’altra volta), questa teoria è più plausibile.

3 Cinecomic o Urban Fantasy?

Quando guardi un cinecomic, l’atmosfera da fumetto si sente eccome. Qui, invece, sembra di osservare uno urban fantasy classico, ovvero con una ragazza che scopre di essere “la prescelta” per una missione e ottiene poteri sovrannaturali. Perché è questo l’effetto che il film fa. Come se non bastasse, c’è anche la trita e ritrita scena della ricerca su Google su coloro che l’hanno preceduta. Che poi, come faceva a sapere cosa cercare? Beh, qui passiamo al quarto punto.

4 La fretta

Questo film parte in maniera lenta, probabilmente per presentare bene i personaggi, poi, però, va subito di fretta. Per esempio, quando Patience cerca su Google per capire cosa le è successo, guarda caso sa già che deve cercare la storia delle “donne gatto”, la quale verrà introdotta poco dopo. Inoltre, dopo un po’ c’è una scena in cui Catwoman si lascia andare e, dopo aver rapinato una gioielleria, volteggia sui tetti. Il problema è che questo accade di colpo, come se ci fosse stato un click. Nessuna gradualità: subito Catwoman fa Catwoman appena si lascia andare un pochino nella scena della festa. Si poteva guadagnare tempo per sviluppare meglio questa seconda parte, magari rimuovendo l’amica di Patience, totalmente inutile ai fini della trama. 

5 I nemici

Quando guardi un cinecomic, ti aspetti chissà che nemico, magari la controparte malvagia dell’eroe protagonista. E invece, qui, chi abbiamo come villain? UN’AZIENDA DI COSMETICI! Sul serio, chi è quel genio che ha pensato che un’azienda di cosmetici sarebbe stata un ottimo cattivo per un cinecomic? Potrei capire se si fosse trattata di una copertura, con magari dei criminali che fingevano di vendere cosmetici ma in realtà vendevano qualcos’altro, ma in realtà il loro “segreto” è che i loro cosmetici distruggono la pelle. Okay, forse volevano dare un tocco femminista, un messaggio alle donne (qualcosa del tipo “non riempitevi di trucco e siate voi stesse”), ma non va affatto bene in un cinecomic.

Meglio se la recensione la concludo qui. Ah, a proposito: visto che i cinecomic che ho recensito sono tutti DC, che ne direste se il prossimo fosse Marvel? Fatemelo sapere con un commento qui sotto. Noi, intanto, ci diamo appuntamento al prossimo articolo, qui sul blog vuoto!

Cinema: 10 incredibili traduzioni italiane di titoli di film

2 Lug

Bentornati nel blog vuoto. Quello che state leggendo è un articolo che volevo fare da tempo, ma non avevo bene in mente come scriverlo, fino ad ora. Come sapete, spesso i film americani, quando giungono in Italia, subiscono qualche cambiamento effettuato per puro marketing (come in Voglia di vincere, dove il protagonista, Scott, diventa Marty in italiano, dato che la pubblicità fatta per il film era per lo più incentrata sul fatto che il protagonista fosse interpretato da Michael J. Fox).

Tuttavia, stranamente, c’è una parte del film in cui gli adattatori italiani si sbizzarriscono in maniera impressionante: i titoli. Prendete come esempio il sopra citato Voglia di vincere: sapevate che il titolo originale è Teen Wolf?

Sembra, infatti, che i film, quando giungono in Italia, vadano “semplificati”, e rilasciati con un titolo più normale. L’esempio più noto è Se mi lasci ti cancello, il cui titolo originale suonerebbe in italiano come infinita letizia della mente candida. Perché il motivo di questi cambiamenti? Beh, la risposta è semplice: puro marketing.

Quando i film americani giungono in Italia, infatti, devono attirare le masse, gli italiani medi, gente che, magari, nel leggere un titolo profondo come infinita letizia della mente candida andrebbe via sbadigliando per la noia già a partire dal trailer. Inoltre, in pochi sanno che Jim Carrey non è solo un attore comico (guardatevi Number 23 e vedrete come riesce ad essere anche tragico), per cui si sarebbero aspettati da quel film una commedia spassosissima, per poi ritrovarsi un film complicato, interessante ma non comico. Risultato? Pubblico deluso perché il titolo italiano ha portato in sala il pubblico sbagliato.

Questa cosa, però, non è affatto recente: probabilmente le traduzioni “insensate” dei titoli vanno a braccetto con la distribuzione dei film americani fin dal loro arrivo nel nostro Paese. Il genere più colpito? L’horror (un esempio? The Fly, del 1958, diventato l’esperimento del dottor K). Sembra quasi, infatti, che i film horror vadano tradotti con titoli così rivelatori che poco ci manca se scrivono l’assassino era il padre oppure la bionda muore come sottotitolo.

Adesso, però, è meglio se smetto di parlare, e partiamo subito con dieci esempi di aberranti traduzioni italiane dei titoli (da notare che questa non è una top 10: i miei sono 10 esempi, ma non sono di certo i 10 titoli tradotti che trovo più osceni).

10 (500) giorni insieme (titolo originale: (500) days of Summer)

Certo, voi direte e come traducevano il titolo mantenendo il gioco di parole, visto che la protagonista si chiama Summer? e vi capisco: è quello che ho pensato anche io quando sono venuto a conoscenza di questo film. Tuttavia, ho scoperto che, in italiano, il personaggio interpretato da Zooey Deschanel si chiama Sole, quindi la mia domanda è … perché cambiare il nome della protagonista per formare giochi di parole, se poi quello del titolo viene totalmente accantonato?

9 Noi siamo infinito (titolo originale: The perks of being Wallflower)

E’ vero, la scena in cui il protagonista dice noi siamo infinito è la più bella del film, e una traduzione letterale come i vantaggi di essere da tappezzeria sembrerebbe strana. Ma il problema è questo: il film è tratto dall’omonimo libro, che in Italia si chiama Ragazzo da parete. Perché non usare il titolo italiano del libro, dato che è quella l’opera che traspone? Prendete The mortal instruments – City of Bones, il cui titolo italiano è quello del libro, Shadowhunters – Città di ossa.

8 14 anni vergine (titolo originale: Full of it)

Questa traduzione rientra nella categoria di traduzioni fatte per far sembrare il film un sequel di un successo (in tal caso, 40 anni vergine). Tuttavia, questa traduzione è alquanto sconcertante. Quando vidi la locandina di questo film, io (e molti, credo) ho pensato che c’è di male ad essere vergini a 14 anni? e l’ho accantonato. Poi, però, l’ho guardato, e ho scoperto due cose: non solo il protagonista non ha 14 anni, ma la tematica non è neanche quella della verginità! Egli, infatti, è un adolescente che racconta bugie che, però, un giorno, si rivelano misteriosamente vere. Quindi la domanda è: tra tutte le commedie di successo a cui agganciare questo film, perché hanno scelto proprio 40 anni vergine?

7 I fratelli Grimm e l’incantevole strega (titolo originale: The Brothers Grimm)

In questo film è presente nel cast anche Monica Bellucci, la quale impersona “l’incantevole strega” del titolo italiano. Tuttavia, il film è incentrato sui fratelli Grimm, più che sul suo personaggio. Sembra quasi che gli adattatori abbiano voluto puntare sul fatto che una famosa attrice italiana fosse nel film per attirare spettatori, come se la presenza di due attori come Matt Damon e Heath Ledger non fosse abbastanza.

6 Voglia di vincere (titolo originale: Teen Wolf)

Come dicevo, questo film ha subito il cambiamento più notevole nel nome del protagonista (certo, bisogna andare a capire la logica degli adattatori, perché se uno vede che Michael J. Fox interpreta un ragazzo che diventa lupo mannaro lo capisce che non si tratta di Ritorno al Futuro, anche se si chiama Marty anche qui), ma il titolo non è così da meno. Andiamo: Voglia di vincere? Fa sembrare come se il film fosse un “semplice” film sportivo, più che uno soprannaturale! Come se non bastasse, poi, nel sequel, il nome del protagonista è “diventato” quello americano, come se si fossero dimenticati che lo avevano modificato. Ma chi ha adattato questi film?

5 Suxbad – Tre menti sopra il pelo (titolo originale: Superbad)

Questo titolo merita una considerazione particolare perché … è stato scelto dal pubblico! Ricordo che c’era un concorso in cui bisognava scegliere il sottotitolo italiano del film Superbad, che è diventato la fusione di due classici tipi di traduzione nostrana: il richiamo ad un film italiano e un gioco di parole a sfondo sessuale. E poi quella x sul titolo rende il suddetto ancora più snervante.

4 The Millionaire (titolo originale: Slumdog Millionaire)

Questo è il classico titolo fuorviante che rischia di non far capire allo spettatore cosa sta per vedersi. Voi cosa vi aspettereste di guardare se il film si intitolasse Il milionario? Forse la storia di un milionario? E invece no, perché è la storia di un ragazzo che diventa milionario, grazie all’edizione indiana di Chi vuol essere milionario? che sarebbe stato decisamente più azzeccato come titolo italiano, se proprio non volevano tradurlo fedelmente. Comunque, questo film anticipa uno degli ultimi punti: la traduzione di un film inglese con una parola inglese.

3 Il cavaliere oscuro – il ritorno (titolo originale: The Dark Knight Rises)

Ero indeciso se mettere in questo punto il sequel de Il cavaliere oscuro o quello di Io vi troverò, ma, siccome dovrò parlare della categoria di cui fanno parte entrambi, non ha importanza. Questi film presentano il classico titolo da sequel scontato, con parole come “il ritorno” o “la vendetta”, che in alcuni casi nel titolo originale è presente (Transformers 2: la vendetta del caduto è stato tradotto fedelmente), ma in molti no. Il film con Liam Neeson (ah, già, c’è in entrambi … beh, quello in cui hanno rapito la sua famiglia), poi, presenta una particolarità: che vi aspettereste di trovare come titolo, dato che il sottotitolo è La Vendetta: Io vi troverò – la vendetta? E invece no! Il titolo del sequel, infatti, è Taken – la vendetta … incredibile: qui è stato anche rimosso il fatto che è un sequel! (lo spettatore medio si chiederà se ha già visto l’uno, oppure non penserà di star visionando il continuo di un film).

2 Tutta colpa dell’amore (titolo originale: Sweet Home Alabama)

Non si sa perché, ma una grande parte dei titoli italiani tradotti presenta la parola “amore” anche quando nel titolo originale non è presente. Sembra quasi che, per far capire che il film in questione è un film d’amore o, comunque, una commedia romantica, nel titolo debba esserci la parola “amore”. Il che è strano, perché penso che i film d’amore siano l’unico genere in cui il genere stesso va menzionato.

1 Voices (titolo originale: Pitch Perfect)

Questo è il film che mi ha fatto venire voglia di scrivere questo articolo. Già quando uscì Easy Girl rimasi stupito di leggere che il titolo originale fosse Easy A, per cui il cambiamento del titolo faceva passare il film da una commedia ispirata a La lettera scarlatta un film in cui Emma Stone fa la ragazza facile. Questo, ovviamente, mi sembrava strano, ma ero più stupito del fatto che il titolo italiano fosse inglese, per quanto non quello originale. Pensavo fosse una cosa rara, ma poi è uscito Pitch Perfect, il musical che ha dato vita al fenomeno della “cup song”. Qual è il titolo italiano di questo film? VOICES! Sul serio, VOCI?! Pur di far capire che è un musical fin dalla locandina (in effetti mostra tante ragazze in fila, non è chiaro subito il genere) hanno deciso di dargli un titolo così semplice, per di più in inglese? Ormai, infatti, sembra che la tendenza sia quella di dare al film un titolo inglese per far credere che sia quello originale, il che, forse, è peggio che tradurre il film a casaccio.

Ovviamente, esistono tantissimi altri casi di titoli tradotti a malo modo, e vi invito a commentare sotto questo articolo se ne conoscete di più aberranti.

Noi, intanto, ci diamo appuntamento al prossimo articolo, qui sul blog vuoto!