Archivio | giugno, 2013

L’Uomo d’Acciaio: 10 aspetti negativi di questo film

25 Giu

Bentornati nel blog vuoto. Oggi, dopo molti mesi, torniamo finalmente a parlare sia di film che di fumetti, e lo facciamo con l’ultimo cinecomic uscito, ossia L’Uomo d’Acciaio, sesta trasposizione cinematografica di Superman.

Questo articolo, però, si concentrerà solo sugli aspetti negativi, menzionando i dieci che, secondo me, sono i peggiori. Certo, non che ci siano solo cose negative in questo film (anzi, certe cose sono apprezzabili), però, ahimè, sono di gran lunga maggiori queste.

Ma partiamo subito con questa top 10 (anche se l’ordine è un po’ sparso).

Devo, però, avvertirvi che questo articolo conterrà spoiler, per cui non proseguite se non avete ancora visto il film.

NOTA: AGGIORNAMENTO DEL 24 MARZO 2016. Avendo visto il film una seconda volta, ho pensato bene di aggiornare e revisionare questa recensione. Per questo, i punti che ho inserito oggi appariranno in blu.

10 Lois Lane

Per me, l’utilità di un personaggio viene dimostrata quando, togliendo le sue scene dal film (o dalla puntata), la trama è cambiata in maniera considerevole. Provate a togliere Lois Lane da questo film: fatto? Notate cambiamenti considerevoli? Appunto: Lois sembra essere stata messa giusto perché andava messa, perfino in scene inutili (perché i kryptoniani la portano con sé se poi lei non serviva?) e abbastanza forzate (come il bacio).

Ma la cosa che mi ha sconcertato di più è stata la “scena del buco nero”, di cui parlerò più avanti.

9 Perry White, “Jenny” e il Daily Planet

Anche Perry White, come Lois, se rimosso non apporta cambiamenti al film, ma per lui il discorso è peggiore: le sue scene sembrano quasi montate sul film, come se dovessero per forza esserci. In particolar modo, la scena in cui soccorre Jenny, giornalista del Planet (che NON è una versione femminile di Jimmy Olsen, perché il suo cognome è Jurwich), totalmente inutile visto che noi spettatori non ci siamo affezionati né a Perry né a Jenny.

Il Daily Planet, però, non è da meno: l’unica scena utile legata al Daily Planet, infatti, è quella finale (almeno si sono risparmiati la scena del globo del Planet che crolla), quindi … a che servivano i giornalisti del Planet?

Si potrebbe dire che la loro presenza sia dovuta al fatto che sono la storia di Superman. Il problema, però, è che Jimmy Olsen, che è altrettanto storico, non c’è, quindi di certo il motivo della loro presenza non può essere questo.

8 Secondo traino sprecato

Da quando è nato il Marvel Cinematic Universe, la DC ha provato a costruirsi un universo condiviso, ed aveva rilasciato il film su Lanterna Verde, il quale doveva essere il traino dell’universo cinematografico DC. Tuttavia, quel film fu un flop, al punto che Ryan Reynolds è tornato ad interpretare Deadpool e, a quanto pare, Lanterna Verde sarà l’ultimo membro della Justice League ad unirsi al gruppo.

L’uomo d’acciaio, quindi, doveva riuscire dove ha fallito Lanterna Verde. Ma non ce l’ha fatta: la critica, infatti, lo ha stroncato, e sicuramente il seguito cadrà vittima dell’effetto che colpisce molti sequel migliori dell’originale (come il secondo Tomb Raider o il secondo Percy Jackson), i quali vengono snobbati dal pubblico proprio perché il primo non è stato affatto gradito.

Non a caso, il pubblico è diviso a metà da “Batman v. Superman”, al punto tale che il film è elogiato o criticato per gli stessi motivi.

7 Salvare Krypton

La zona fantasma è la prigione di Krypton, e, come da fumetto, il generale Zod e i suoi soldati vengono imprigionati. Tuttavia, quando Krypton è distrutto, essi sono in grado di liberarsi dalla zona fantasma, usando l’astronave che li aveva imprigionati per vagare nello spazio.

La domanda, quindi, è legittima: perché il consiglio dei kryptoniani non ne ha approfittato per salvare il suo popolo? Il pianeta sta per essere distrutto, avete un’astronave gigante a disposizione e ci mandate i prigionieri? Sembra quasi la serie The 100, ma di certo non te lo aspetteresti che esseri così superiori come i kryptoniani compiano una scelta così stupida.

6 Pa’ Kent

Jonathan Kent sembra  la classica figura paterna da film americano: ci mancava solo che chiamasse Clark “campione”!. Per certi versi, trovo apprezzabile che alcune sue scene richiamino Smallville (anche perché molti di quelli che hanno visto il film hanno visto Smallville), ma tutto cade con il sacrificio.

Si, è bella la scena dell’uragano che lo risucchia, ma sul serio un personaggio come Jonathan Kent è fatto morire … perché doveva salvare il cane? Avrei preferito che dovesse salvare Martha, oppure un Clark privo di coscienza, meglio ancora se avesse salvato altri cittadini di Smallville, ma non solamente il cane … che poi, possibile che Jonathan debba sempre morire quando Clark è ragazzo?

Ah, apriamo una parentesi: la tomba di Jonathan mostra le date di nascita (1951) e di morte (1997). Ora, se Superman ha 33 anni, vuol dire che nel 1997 era adolescente. Eppure a interpretarlo nella scena dell’uragano è Henry Cavill. La cosa mi aveva inizialmente confuso, ma poi ho pensato che non conveniva usare un attore adolescente per una sola scena. Inoltre, l’attore che interpreta Clark da ragazzo, Dylan Sprayberry, aveva 13 anni durante le riprese, quindi magari sarebbe stato ancora meno credibile vederlo in questa scena.

5 Quanto tempo passa?

 

Il film sembra pieno di tagli, come se desse per scontate parecchie cose. Per quanto tempo Clark è stato lontano da casa sua, svolgendo il mestiere di pescatore? Trascorre del tempo tra l’incontro tra Clark e suo padre e il suo primo volo con addosso il costume? E quanto ne è passato tra la battaglia di Metropolis e la scena finale?

Insomma, sembra un film in cui succedono troppe cose e sono gestite male, perché si passa da un punto all’altro. Anche rapporti come quello tra Superman e Lois sono affrettati. 

4 “Ci ha salvati”

 

I tokusatsu giapponesi tendono a non concentrarsi più di tanto sulla distruzione causata da eroi e mostri, perché, per loro, l’importante è che il bene abbia trionfato. Inizialmente, qui menzionavo i Power Rangers, cosa che rifaccio: lì, il Megazord fa quasi più danni del mostro, eppure, nell’episodio successivo, è tutto a posto.

La cosa sembrava accadere anche in questo film, se non fosse che il seguito, “Batman v. Superman”, parla delle conseguenze della battaglia di Metropolis, con tutta la campagna pubblicitaria che mostra Superman come il “cattivo”. Diciamo, quindi, che la gestione delle conseguenze rende questo aspetto negativo del film meno negativo.

3 L’antica astronave

L’antica astronave che Clark trova dovrebbe diventare, in futuro, la fortezza della solitudine. Essa è un’astronave che si trova fra i ghiacci da millenni (18-20 mila anni). Eppure, cosa trova lì Clark? Il suo (futuro) costume!

Cosa diavolo ci fa il costume di Superman in un’astronave presente lì da millenni? Questa cosa forzata e senza senso, però, potrebbe essere aggiustata da un easter egg nella nave.

A detta dei produttori, infatti, uno dei gusci contenenti scheletri è vuoto. Il motivo? Al suo interno c’era Kara Zor-El, meglio conosciuta come Supergirl. In effetti, il fumetto prequel de “L’Uomo d’Acciaio” mostra Kara come uno dei kryptoniani a bordo dell’astronave. Mi chiedo se decideranno di mostrare come Kara sia un’antica antenata di Clark.

L’astronave, quindi, era di antichi antenati kryptoniani di Kal-El, cosa che spiegherebbe il costume con la S al suo interno. Tuttavia, questa cosa potrebbe vincere il premio come peggior forzatura dell’anno.

2 Scientificamente inaccurato

Uno dei motivi principali per cui questo film è al di sotto delle aspettative è anche che è scientificamente inaccurato. Vi mostro due esempi.

Il primo è la macchina terraformante, la quale, quando Superman la distrugge, aveva già dato inizio alla terraformazione. Eppure, il clima terrestre sembra intatto, cosa inesatta visto che, se l’ozonosfera è squarciata da degli spray, in teoria un congegno terraformante dovrebbe creare danni immani.

Il secondo, invece, è il “buco nero”. L’altra macchina, infatti, viene distrutta dalla creazione di un micro buco nero, che risucchia l’astronave con i kryptoniani … ma non Lois Lane! Se guardate la scena in cui Superman soccorre Lois in caduta libera, noterete come la forza gravitazionale del buco nero attrae lui ma non lei! Di cosa diavolo è fatta Lois?

1 “Gli interessi dell’America”

Inizialmente, qui criticavo il film perché “si prendeva troppo sul serio”, cosa insensata, visto che adoro la serietà nei film DC, cosa che sottolineo in articoli come questo. Invece, un altro aspetto che merita veramente di essere il primo in classifica è la scena finale.

Una delle scene finali vede il generale Swanwick chiedere a Superman come farà a sapere che non rappresenterà una minaccia per “gli interessi dell’America”. Ora, posso anche passare oltre l’aver reso un film su Superman pieno zeppo di elementi militari, perché fa parte del rendere questo universo più credibile. 

Tuttavia, questa battuta non riesco a perdonarla. Non so, infatti, cosa trovo peggiore tra il dire “dell’America” anziché “del Mondo” (ok, sei un generale americano, ma stai parlando con un kryptoniano che ha sconfitto la sua razza e distrutto Metropolis. Come fa a non essere una minaccia globale per te?) o la parola “interessi”. Che sta a significare “gli interessi dell’America”? La cosa non mi è affatto chiara!

 

Insomma, questi sono gli aspetti negativi principali, che, purtroppo, sovrastano quelli positivi, come molti elementi fedeli al fumetto (il robot Kelex, la fortezza della solitudine, la S sul petto che significa speranza, il motivo per cui Clark decide di diventare giornalista …) che, però, riescono a rendere il film sufficiente.

Insomma, questo film è piacevole da guardare per gli effetti, ma si nota che questo non è il massimo che la DC può fare. Staremo a vedere con il seguito, “Batman v. Superman: Dawn of Justice“.

Bene, la recensione di oggi finisce: appuntamento a presto, qui sul blog vuoto!

Holly e Benji: “ecco perché non partecipiamo alla Confederations Cup”

17 Giu

Bentornati nel blog vuoto.

In questi giorni, in Brasile, si sta giocando la Confederations Cup, torneo calcistico che vede le vincitrici dei campionati continentali scontrarsi, insieme ai campioni del Mondo e al Paese organizzatore, dove l’anno successivo si terranno i mondiali.

Le squadre partecipanti sono: Spagna (campione del mondo e campione d’Europa), Uruguay (campione del Sud America), Tahiti (campione dell’Oceania), Nigeria (campione dell’Africa), Brasile (Paese organizzatore e detentore del trofeo), Messico (campione del Nord America – e anche campione olimpico), Italia (che partecipa in quanto finalista degli europei) e Giappone (campione d’Asia).

Proprio la nazionale nipponica è stata protagonista, nella prima giornata, di una sonora sconfitta, subita per 3-0 contro il Brasile, che ha portato tutti a interrogarsi, ancora una volta, sulla scelta del mister di non convocare le due più importanti stelle del Giappone: Oliver Hutton e Benjamin Price.

Tuttavia, durante un’intervista, gli stessi hanno rivelato che è stata loro la scelta di non volare in Brasile. “Hanno detto moltissime cose sulla nostra mancata convocazione” ha detto “Holly” Hutton, “soprattutto che mister Zaccheroni ci abbia lasciati a casa perché saremmo risultati troppo forti rispetto agli altri. Vi assicuro che non è così: sono tutti dei campioni quelli che indossano quella maglia. Hanno pur sempre vinto la coppa d’Asia”. “La verità è che non è stato mister Zaccheroni a escluderci” rivela “Benji” Price, “ma siamo stati noi a rinunciare alla convocazione”.

I due migliori giocatori del Giappone che rinunciano alla Confederations Cup? Come mai? Che è successo?

“No, non è per quella lunga storia dello scandalo FIFA che non ci riconosce il mondiale vinto in casa, nel 2002” continua Holly, “ma è una questione più … tecnica”.

“Quando abbiamo saputo che Confederations Cup 2013 e Mondiali 2014 si sarebbero tenuti in Brasile, abbiamo subito chiamato il nostro vecchio amico Roberto Sedinho, per chiedergli informazioni sui campi” dice Benji. “Quando abbiamo scoperto che i campi da gioco in Brasile non sono curvi e lunghi 5 chilometri, ci siamo sentiti spiazzati. Che senso ha avere dei campetti da calcio lunghi appena 90 metri e, soprattutto, dritti?”

“Pensando che fosse uno scherzo, siamo andati in Brasile, ad assistere a una partita del loro campionato al Maracanà. Gli spalti sono esattamente come da noi, che raggiungono i 60 mila spettatori anche per le amichevoli di squadre di serie D. Il campo, invece, era cortissimo: io e Holly abbiamo cercato per tutta la partita di capire dove fosse l’apertura dello stadio che permettesse di proseguire per altri chilometri, ma niente. I giocatori sono rimasti in quei 90 metri”.

“Abbiamo subito chiamato i compagni della nostra generazione: Mark Landers, Philip Callaghan, Julian Ross, Bruce Harper e tanti altri. A tutti loro abbiamo rivelato questa assurdità, e l’opinione di tutti loro è stata la stessa: vogliono penalizzare la nazionale Giapponese giocando in dei campetti non regolamentari, e la vittoria del Brasile sui nostri compagni samurai blu ne è stata una dimostrazione”.

“Per questo motivo, Mark è andato da Zaccheroni a spiegargli tutto, riferendogli che rinunciavamo tutti insieme a partecipare. Per questo, il mister ha deciso di convocare i ragazzi che, pur avendo avuto lo stesso problema del campo troppo corto in Qatar due anni fa, sono riusciti lo stesso a vincere la coppa d’Asia”.

Adesso, quindi, il motivo è chiaro a tutti, ma una domanda sorge spontanea: com’è possibile che, con tutte le innovazioni tecnologiche che la FIFA ha messo in campo per questa competizione, non abbia preso nessun provvedimento per il campo? Questo non possiamo saperlo.

Holly e Benji, infine, hanno concluso l’intervista parlando dell’imminente gara del Giappone contro l’Italia.

“L’Italia è un’ottima nazionale, ma non ho ancora capito che ci fa alla Confederations Cup, dove partecipi se hai vinto un titolo, se non vince nulla da sette anni. Scommetto che è un altro scandalo volto a penalizzare il Giappone, ma sarà comunque dura batterci” ha detto Holly.

“Buffon mi è sempre piaciuto come portiere, ma non l’ho mai visto effettuare parate super spettacolari come le mie, che spesso si sono concluse con la rottura delle mie mani. Voglio proprio vedere cosa accadrà quando si ritroverà i miei compagni là davanti. Che vinca il migliore” ha detto Benji.

Per altre notizie del genere, l’appuntamento è al prossimo articolo, qui sul blog vuoto!