Recensione film – Tekken (contiene spoiler)

9 Set

Bentornati nel blog vuoto.

Oggi volevo recensire un film del 2010 a cui sono molto legato: Tekken. Il film è tratto dall’omonima saga videoludica nata nel 1994. Ci sono molto legato perché è da quando andavo all’asilo che gioco ai capitoli di questa saga (Tekken 3 è uno di quei giochi che mi hanno cresciuto), per cui quando, nel 2009, lessi che stavano girando il film, non vedevo l’ora che uscisse.

La conferma che sarebbe stato un successone me la diede il budget, che ammontava a 35 milioni di dollari (stessa cifra spesa per Serenity di Joss Whedon, il mio film preferito). Lessi, però, che il cast era praticamente sconosciuto, il che ha un po’ deluso le mie aspettative, ma non si può certo giudicare un film da chi vi recita.

PS: Prima di partire, devo scrivere questo aggiornamento. A quanto pare, questo articolo è il primo che appare se si scrive Tekken film bionda all’inizio e, poiché penso che capiterà più volte che passeranno di qua in molti nella speranza di sapere chi sia la bionda, lo scrivo qui. Il personaggio si chiama Kara e l’interprete è Mircea Monroe. Bene, ora posso riprendere col mio articolo.

Ora partirò con la mia recensione, ma voglio dividerla in due parti: la prima la faccio da un punto di vista filmico, come se valutassi il film in sé, mentre la seconda la faccio da un punto di vista da fan della saga.

AVVISO: Se non hai visto il film smetti di leggere quest’articolo, perché contiene numerosi spoiler. Se però vuoi, fatti tuoi: io ti ho avvisato!

Prima parte – punto di vista filmico

Il film è un buon film d’azione, consigliato se hai voglia di vedere 90 minuti di combattimenti. Non è molto morale e profondo (a parte quando Jun dice a Jin Tekken è nato perché la gente voleva di più) ma comunque intrattiene, ed è questo l’obiettivo primario di un film del genere.

1) La gente quasi inesistente

Una cosa che mi è piaciuta molto è che il pubblico che assiste al torneo non dice niente. Anzi, se Kazuya annuncia che si combatterà fino alla morte è proprio perché il pubblico lo vuole. Sembra un pubblico simile a quello del Truman Show, a cui interessa solo vedere quello che vede senza tenere conto che giocano con le vite dei concorrenti. Ottimo, poi, che quando Jin viene portato nell’arena non c’è nessuno, neanche un’anima che protesta contro la Mishima Zaibatsu, a sottolineare che la gente quasi non esiste.

2) La resa realistica della storia

Una cosa che nella saga videoludica non mi piace molto è che al torneo partecipano anche animali, robot, bisnonni demoniaci e divinità. La presenza di entità sovrumane quasi abbassa il livello della saga, a mio avviso. Per cui mi è piaciuta la resa realistica del torneo, che non fa menzione di Kazuya e del suo patto col Diavolo, del Devil Jin, dei vari Roger, Alex, Gon e chi ne ha più ne metta.

3) I combattimenti

La cosa che ho notato subito osservando il cast è stata questa: la maggior parte degli attori è formata da esperti di arti marziali. Questa scelta mi è sembrata giusta, dato che comunque il film è ispirato a un picchiaduro e quindi servono attori che sanno tirare cazzotti. Si nota infatti subito che gli attori sono esperti, per il modo di combattere che sembra molto reale (peccato per le inquadrature, ma non snaturano del tutto le scene d’azione).

4) Il genere

La scelta del genere è sembrata una scelta azzeccatissima, perché ovvia: la corporazione antagonista in Tekken si chiama Mishima Zaibatsu. In quale genere letterario e cinematografico sono le Zaibatsu a svolgere il ruolo di organizzazioni nemiche? Nel cyberpunk. Quindi Tekken come può essere rappresentato al meglio? Con un cyberpunk. Quindi troviamo un’ambientazione futuristica, la gente che vive con quel che può e tantissimi elementi cyberpunk (quando Jin porta quel server agli amici hacker rende più esplicito questo genere).

5) La vendetta di Jin

Nel videogioco, quasi tutti i partecipanti prendono parte al torneo per vendetta nei confronti di un membro della famiglia Mishima. Nel film è soltanto Jin a partecipare per vendicarsi (in questo caso della morte della madre). La cosa che mi è piaciuta è come hanno reso questo sentimento: Jin partecipa al torneo per vendicare sua madre, per cui non pensa che a sua madre tutto il tempo. Questo espediente ti fa capire subito il motivo per cui, nel combattimento finale, non uccide Kazuya ma si ferma (il che ricalca il celeberrimo ringrazia mia madre, Kazama Jun che dice alla fine di Tekken 4).

Seconda parte – da fan della saga

Qui non posso contenermi, perché dal punto di vista di chi gioca a questa saga di picchiaduro da quando andava all’asilo questo film è stato molto, molto deludente, sebbene il fatto che lo aspettavo così tanto me lo ha fatto piacere.

1) I personaggi

Non voglio criticare l’assenza di molti personaggi del videogioco nel film (anche se King, Hwoarang, Xiaoyu e molti altri dovevano esserci) perché è un tantino ovvio che non puoi inserire quaranta personaggi in un film di un’ora e mezza. Quello che non capisco è il modo con cui hanno realizzato i personaggi. Vuoi per i costumi (perché quasi tutti sono a torso nudo? Come mai Nina non dà l’impressione di essere una spia? Perché Anna, tradizionalmente nota per avere un vestito rosso quando la si usa, è vestita di blu?), vuoi per il carattere (Marshall Law è tutt’altro che l’arrogante tipaccio che appare all’inizio del film, stessa cosa per Miguel), vuoi per gesti inspiegabili (Yoshimitsu che getta la sua katana per terra?!), ma i personaggi non mi hanno molto convinto. La cosa che più mi ha deluso è quella che è scritta nel punto 2.

2) Rapporto tra i  personaggi

Christie Monteiro e Jin che si accoppiano? Le sorelle Williams che hanno un triangolo con Kazuya e non si odiano tra loro? Steve Fox è un quarantenne che aiuta Jin e sembra più vecchio di Nina che è sua madre? Okay che non si deve per forza essere fedeli al videogioco, ma cavolo queste cose non sono accettabili! Quando si vede Jin che si fa una ragazza bionda all’inizio del film (pensavo fosse Lili, ma per fortuna mi sbagliavo) già mi è sembrato strano, figuriamoci con Christie che è l’ultima persona che si farebbe Jin (in realtà sarebbe Asuka, che è sua cugina, ma nel film non c’è). Heihachi e Kazuya hanno un rapporto d’odio più marcato e diretto di quello del film (Kazuya non è nell’ombra del padre, dato che l’uno vuole l’altro morto), e molti personaggi neanche si conoscono tra loro nella saga.

3) Le mosse

Il film di Street Fighter (quello con Van Damme) ha come punto positivo che riproduce abbastanza fedelmente le mosse dei personaggi che vi appaiono. Questo punto non è di Tekken, in cui solo Eddy e Yoshimitsu sembrano i due che lottano come nel videogioco (Christie, che è brasiliana, nel film pratica il kempo, quando dovrebbe essere un’esperta di capoeira, come è nel videogioco, oppure Bryan che è un pugile nel film, ma che in realtà nel videogioco sembra più praticare full contact). Come se non bastasse, i personaggi presenti effettuano mosse dei personaggi assenti (quando Jin mette KO Law con un calcio di King mi è sembrato strano).

4) La maledizione dei Mishima

Questo dovrebbe essere un punto a sfavore, perché la maledizione della famiglia Mishima nei giochi è qualcosa di molto di più che una semplice menzione fatta nell’ultimo match. Poi, però, immagino che questo taglio dell’importanza della maledizione sia dovuto all’aver reso realistico il film, per cui non c’era spazio per il gene del Diavolo. Questo è un salvataggio in calcio d’angolo.

In teoria finirei la recensione qui, dato che ho elencato esaustivamente tutti i lati positivi e negativi che ho riscontrato nel film, ma c’è ancora una cosa che mi chiedo:

5) Quale Tekken ho appena visto?

Il film inizia con Jin che assiste alla morte di sua madre senza poter far nulla, per cui si iscrive al torneo per vendicarsi di Heihachi Mishima, che ne ha causato la morte. Questo porta quindi a pensare che sia la trasposizione di Tekken 3. Poi, però, vedi che Steve Fox e Christie Monteiro sono presenti e hanno molta importanza, lasciando intendere che sia in realtà Tekken 4. Al primo combattimento di Jin, però, vediamo che l’avversario è Miguel, personaggio che esordisce in Tekken 6. Infine, la scena finale, con la Tekken Force (nel film la chiamano Jack Hammer ma nel videogioco è la Tekken Force) che fa il saluto militare a Jin, ricorda il suo finale di Tekken 5. La domanda, quindi, è: quale Tekken ho appena visto? Non si capisce nulla, perché ci sono elementi di tutti i capitoli della saga messi a casaccio. Un buon film tratto da un’opera originale di solito traspone solo una parte di quell’opera ma lo fa senza confondere (prendete il film Prince of Persia – le sabbie del tempo). Qui, invece, hanno mischiato tutto, causando una continua e incredibile confusione.

La recensione, quindi, finisce qui.

Il film è godibile e riesce ad intrattenere, ma dipende tutto da con quante aspettative lo guarderete. Io, ad esempio, non ne avevo molte, per cui non pensavo di certo di trovarmi di fronte ad un capolavoro.

La recensione finisce qui.

Alla prossima, sempre qui, sul blog vuoto!

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Una Risposta to “Recensione film – Tekken (contiene spoiler)”

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  1. Da Nihal a Laura Bangsley, il passo è (più o meno) breve | Il blog vuoto - 9 febbraio 2016

    […] quel periodo, infatti, si parlava dell’uscita del film di Tekken, per cui immaginavo una potenziale storia d’arti marziali. Ricordo anche che la chiamai […]

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