Archivio | luglio, 2012

MARVEL CINEMATIC UNIVERSE: la simbiosi tra Marvel e cinema entra nella sua fase 2

21 Lug

Bentornati nel blog vuoto.

Quest’anno, The Avengers è stato sicuramente il film dell’anno. Il cinecomic diretto da Joss Whedon è entrato nel podio dei film dal maggiore incasso della storia del cinema, ed è il primo del proprio genere.

Non tutti, però, sanno che The Avengers altro non è che la conclusione della fase uno di un progetto che la Marvel ha messo in atto nel 2008 dopo quasi vent’anni di preparazione: il Marvel Cinematic Universe.

Da quattro anni, infatti, la Casa delle Idee sta sfornando film e storie interconnesse tra loro in un unico universo. La prima fase è stata un successone: Iron Man, il film che ha dato inizio al progetto, è stato uno dei migliori film tratti da un fumetto Marvel.

Inoltre, la sua scena finale, dopo i titoli di coda, ha permesso di iniziare a espandere quest’universo, il quale ha iniziato ad espandersi nello stesso anno: L‘Incredibile Hulk, film che doveva riscattare il flop del precedente film sul golia verde, si è rivelato anch’esso un fiasco, ma la presenza di Tony Stark alla fine ha permesso di dare un segnale ai fan, ovvero quello che ci sarebbe stato qualcosa di grande tra qualche anno.

Il sequel di Iron Man ha introdotto Natasha Romanoff, alias la Vedova Nera, e tramite easter eggs (come una mappa che indica i luoghi più familiari a molti supereroi Marvel, come il Wakanda) ha lanciato l’MCU verso le trasposizioni di due importanti supereroi. Il primo è Thor, trasposto in una strana chiave shakespeariana che non ha permesso di mostrare il potenziale del dio del tuono, ma che ha introdotto elementi presenti nell’imminente crossover, incluso chi sarà l’antagonista: Loki, il dio dell’inganno.

L’ultimo film prima dei Vendicatori è quello sul loro leader: Captain America – Il primo Vendicatore. Esso introduce il motivo per cui la Terra sarà in pericolo in The Avengers, ovvero il voler ottenere il Cubo Cosmico da parte di forze extraterrestri.

Si è, infine, giunti a The Avengers, che ha magistralmente preso il meglio dai precedenti film ed ha aperto le porte verso qualcosa di enorme (soprattutto la scena dopo i titoli di coda, dove appare un “certo” Thanos).

Questo qualcosa di enorme è la FASE 2 dell’MCU, che sarà composta da 6 film come la prima. Partiamo con i tre sequel dei film della fase 1.

Iron Man 3 sembra che avrà come antagonista il Mandarino e si legherà alla trilogia legata a Tony Stark per concluderla. Da Thor – The Dark World ci si aspetta che i toni non saranno più chiusi e shakespeariani ma che somiglino di più a quelli del fumetto. Captain America – The Winter Soldier, invece, sembra una scelta saggia: quale antagonista può racchiudere meglio tutto ciò di cui Steve Rogers si pente di aver commesso (abbandono di persone care in primis) meglio del Soldato d’Inverno?

Oltre a questi film, ce ne saranno due molto interessanti: uno è Ant-Man, membro fondatore dei Vendicatori nel fumetto (almeno Hank Pym, il primo uomo ad avere usato tale identità), la cui trama ha un potenziale altissimo, mentre l’altro è Guardiani della Galassia, che servirà per introdurre il gruppo di entità cosmiche che combatte contro Thanos.

Oltre a questi film, ovviamente, ci sarà il seguito di The Avengers.

Pur non essendo nemmeno iniziata, però, la Fase 2 sembrerà essere soltanto il trampolino di lancio verso la Fase 3, dato che Capitan America dovrà apparire in sei film (e quindi almeno Capitan America 3 e The Avengers 3 ci saranno). Tenetevi forte, perché la Marvel ha in mente idee gigantesche da portare al cinema e, come direbbe Stan Lee, leggenda della casa fumettistica, nuff said.

Alla prossima, sempre qui, sul blog vuoto!

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Serie TV – Recensione The Vampire Diaries (seconda parte)

21 Lug

Nota del 24 Marzo 2016: inizialmente, questo articolo e quello precedente dovevano essere un’unica recensione di TVD composta da 10 punti. Tuttavia, in più di 3 anni e mezzo, non ho mai completato la lista, quindi questo articolo è definitivamente “chiuso”.

Bentornati nel blog vuoto. Questa volta proseguirò nella recensione di The Vampire Diaries, elencando tre pro:

6) Le ragazze: Una cosa che ho trovato buona di questo telefilm è il cast femminile. Il motivo è semplice: la maggior parte di loro non sono affatto le bellezze inarrivabili che si trovano nella saga letteraria. (Ho davvero detto questo in una serie con attrici come Candice Accola e Claire Holt? Se non sono bellezze inarrivabili, chi lo è?)

Un caso su tutti: Elena. Ritengo più realistico che una ragazza semplice e normale somigli a una dolce ragazza della porta accanto piuttosto che a una sventola che sembra Supergirl. (Wow, pensate se Claire Holt avesse davvero interpretato Supergirl!) Questo dà una buona atmosfera ed è un punto a favore per TVD rispetto a molti telefilm per ragazzi che hanno un cast pieno di bellezze mozzafiato ma poco credibili come sedicenni pure e caste.

7) La solitudine di Damon: Damon Salvatore è uno dei personaggi migliori di questa serie, perché è quello trattato peggio. Tutti preferiscono suo fratello e chi preferisce lui crepa (commovente quando Damon deve uccidere Rose, per cui stava per provare qualcosa), tutti danno per scontato che sia un figlio di buona donna, per cui in pochi gli fanno complimenti quando è buono ed inoltre in tre stagioni ha provato tantissimi tipi diversi di emozioni. Il suo personaggio è un ottimo esempio di come va trattato un protagonista di un telefilm quando si vuole mostrare che soffre ed è solo.

8) La gestione dei protagonisti: Per quanto spesso i motivi per cui qualcuno dei protagonisti non appare (come Bonnie che passa l’estate dal padre senza motivo apparente), gli sceneggiatori hanno gestito bene il difficile compito di avere a che fare con ben 10 protagonisti. Tutti hanno una caratterizzazione diversa e le loro sottotrame si alternano abbastanza bene in modo da metterli tutti in risalto. Fatto fondamentale, infine: tutti i 10 protagonisti sono importanti per la trama (persino il fatto che Matt è inutile diventa utile!), per cui nessuno può essere rimosso senza sconvolgimenti e chi lo rimpiazza diventa altrettanto importante per la storia.

Tra l’altro, questa serie ha dovuto gestire tanti protagonisti per tutta la sua storia. Alla sesta stagione, un sacco di personaggi principali della prima erano ancora in giro.

Questi sono i tre punti positivi che preferisco, sebbene ce ne siano altri (anche il percorso di Caroline Forbes è ben strutturato e la distinzione in capitoli delle stagioni è una scelta ottima), ma ho ben pensato di chiudere qui.

Alla prossima, sempre qui, sul blog vuoto!

Serie TV – Recensione The Vampire Diaries

21 Lug

Nota del 24 Marzo 2016: questo è il secondo articolo che ho scritto sul mio blog, ed ha la caratteristica di essere una recensione negativa della serie. Se stai leggendo questo messaggio, significa che ho aggiornato questo articolo, correggendo eventuali errori grammaticali.

Ah, prima che tu proceda: ti avverto che potresti arrivare a chiederti perché io abbia recensito questa serie, se la trovo così negativa. In realtà, non la detesto del tutto, come potrai leggere in alcuni link che posterò a fine articolo.

Bentornati nel blog vuoto. Come avrete letto dal titolo, oggi recensisco una serie TV. Si tratta di The Vampire Diaries, serie soprannaturale tra i principali successi della sua emittente, la CW.

In questa recensione, vi spiegherò quali sono i cinque aspetti che trovo principalmente negativi di questa serie, sperando che voi concordiate con me.

AVVISO: SE STAI SEGUENDO LA SERIE E NON SEI GIUNTO AL FINALE DELLA TERZA STAGIONE, NON INIZIARE A LEGGERE QUESTA RECENSIONE, IN QUANTO SI TRATTA DI UN ARTICOLO PIENO DI SPOILER. 

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Il 3D: l’industria cinematografica ha davvero così tanto bisogno del 3D per guadagnare?

16 Lug

Bentornati nel blog vuoto.

Quando Avatar, nel Gennaio 2010, riuscì ad arrivare all’incredibile cifra di un miliardo di dollari guadagnati nei cinema di tutto il Mondo ed a raddoppiarla appena un mese dopo, diventando il film col maggiore incasso di tutti i tempi, in molti capirono quanto era alto il potenziale guadagno che si poteva ricavare dal 3D di nuova generazione, inventato da James Cameron proprio per girare il suo Avatar. E fu così che, in due anni e mezzo, sono usciti tantissimi film in 3D. Ma nella stragrande maggioranza il 3D non serviva a niente: lo spettatore percepiva di stare guardando un film in 3D solo perché aveva gli occhialini addosso e per la prima scena del film in cui gli oggetti sembravano uscire dallo schermo. Poi, due ore di 2D. L’unico motivo per cui il 3D è riuscito a far vendere è che la dicitura IN 3D sulla locandina è sufficiente per far illudere molti spettatori di stare guardando un film che va visto solo in 3D.

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